Tra emancipazione digitale e difesa dei diritti
di Paolo Benanti
di Vitaliano D'Angerio
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Appena 7 anni per raggiungere i 17 obiettivi stabiliti dall’Onu con l’Agenda 2030. Poco tempo. Eppure, c’è ancora in giro qualcuno che continua a fare il furbo con il greenwashing, le verniciate di verde che rischiano di mandare in frantumi la reputazione di un intero settore. Purtroppo il fenomeno è presente anche nei Sustainable development goal (Sdg) delle Nazioni Unite. Ecco allora 4 suggerimenti per scoprire le bugie verdi. I consigli sono di Ben Constable-Maxwell, responsabile degli investimenti a impatto di M&G Investments (386 miliardi di euro in gestione), che proprio nei giorni scorsi è stato coinvolto nei lavori dei Pri, i Principi di investimento responsabile dell’Onu: «Abbiamo discusso di energie rinnovabili – racconta Maxwell –. Pri chiede di verificare a fondo la catena di fornitura per verificare il rispetto dei diritti umani».
Constable-Maxwell fa parte di due distinti team all’interno della casa d’investimento: M&G’s sustainability & stewardship team (28 persone) e M&G’s impact equities team (11).
Dalla lotta alla povertà a quella al climate change: la lista dei 17 obiettivi Onu è lunga. Un’impresa difficile per qualunque azienda. «Una delle indicazioni di greenwashing emerge quando un’azienda segnala di voler raggiungere tutti i 17 goal dell’Onu nel suo business – mette in guardia Constable-Maxwell –. Un’informazione del genere, a mio avviso, è un problema e, soprattutto, non è rilevante». Ecco il primo suggerimento: diffidare delle super-aziende. Impossibile raggiungere tutti gli obiettivi Onu.
Altro suggerimento riguarda i sotto-obiettivi (target): ciascun goal infatti viene declinato in sotto-categorie più dettagliate per evitare che le indicazioni fornite dalle aziende siano troppo generiche. «Altro segnale di greenwashing con gli Sdg dell’Onu — spiega l’esperto di M&G Investments – si concretizza quando un’azienda non indica alcuno dei sotto-obiettivi previsti da ciascuno dei 17 goal dell’Onu. Ve ne sono 169 e se la strategia dell’impresa è seria ne viene indicato qualcuno. Questa granularità è fondamentale. In caso contrario è marketing». Più chiaro di così.
Il terzo consiglio per stanare i furbi del greenwashing è relativo ai compensi dei manager. «Non è sufficiente che il management dell’azienda parli di Sdg e di Agenda 2030 – ricorda Constable-Maxwell –. Oltre ai goal da raggiungere, il management deve agganciare i propri compensi a obiettivi Esg».