Siccità, i vignaioli: «Prematuro spostare i confini del Barolo»
Il Consorzio ha dato il via libera alla raccolta firme per mettere mano al disciplinare e spostare più a nord i vigneti. Confagricoltura Cuneo: meglio sperimentare con una Doc di minore impatto
di Claudio Andrea Klun
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A mali estremi, estremi rimedi. Anche i viticoltori sono costretti a fare i conti con i cambiamenti climatici in atto e sono alla ricerca di nuove soluzioni per tutelare la qualità dei loro vini. I grandi marchi francesi di champagne, per esempio, hanno iniziato ad acquistare appezzamenti nel sud dell’Inghilterra per sfuggire al caldo. Per la stessa ragione, in Trentino alcuni produttori stanno spostando gli impianti a quote più elevate, per godere di un clima più fresco. E in Piemonte? Il Consorzio di tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani – che rappresenta 568 aziende vitivinicole con 66 milioni di bottiglie prodotte – ha lanciato, all’interno di un pacchetto di riforme, la proposta di eliminare il tradizionale divieto di impiantare vigneti di Nebbiolo idonei alla produzione di Barolo o Barbaresco nei versanti collinari esposti al nord, un’ipotesi sulla quale si è determinata una spaccatura tra i produttori delle Langhe.
Secondo Eugenio Arlunno, presidente di “Vignaioli piemontesi”, «si tratta solo di una provocazione poco fattibile. Sono convinto che piuttosto che di un cambiamento climatico vero e proprio, siamo in presenza di un andamento ciclico: ci sono state, per esempio, primavere con gelate tardive che si sono alternate ad altre con temperature nelle norma, primavere molto piovose che si sono avvicendate a primavere siccitose. Per far fronte all’aumento della temperatura e della siccità conviene piuttosto lavorare per sviluppare vitigni con portainnesti più resistenti alla mancanza di acqua».
Elio Fenocchio, vice presidente di Terre del Barolo – una cantina cooperativa con sede a Castiglione Falletto (Cuneo) che conta quasi trecento soci – ritiene che prevarrà il no alla proposta di modificare il disciplinare del Barolo per produrre più a nord: «Sulla base di quello che ho sentito, la maggior parte dei soci è contraria e ritiene che sia meglio mantenere l’attuale normativa, che è frutto di un’esperienza di lunga data». Anche Fenocchio pensa che il clima di questi ultimi anni sia più da imputare a un andamento ciclico piuttosto che a un cambiamento vero e proprio: «Pensare di andare a irrigare le nostre belle colline è piuttosto complicato. Non abbiamo bacini a cui attingere; solo pochi hanno pozzi e qualcuno sta provando con l’irrigazione a goccia interrata, ma i costi sono esorbitanti. Siamo in balia del clima ma per fortuna quest’anno stiamo partendo con un terreno molto inzuppato e fino a luglio non dovremmo avere problemi».
Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo, sottolinea che «la proposta di spostare i vitigni del Barolo a nord è sintomo di un Consorzio aperto alle esigenza manifestate dalla base, ma non credo che il disciplinare verrà modificato. Ritengo che i tempi siano prematuri, anche perché siamo in presenza di una percezione di un cambiamento climatico maturata negli ultimi due o tre anni a fronte di un disciplinare che ha quasi sessant’anni. Certo che se questa situazione di siccità e caldo oltre le medie perdurasse per una decina d’anni, allora si potrà valutare di adeguare le normative». Il direttore di Confagricoltura Cuneo sottolinea anche che «se proprio si vuole partire con una sperimentazione del genere, sarebbe meglio farlo dalle Doc con un minore impatto: il disciplinare della Doc Langhe, per esempio, è molto più giovane ed elastico e quindi più facile da modificare. Prima di cambiare storie che ci hanno portato fortuna e un sistema vincente, dobbiamo essere ben sicuri di fare scelte lungimiranti per nostri figli e nipoti».
Dal Consorzio Barolo fanno sapere che «sulla questione si è già discusso e approfondito molto, tanto da parte nostra che dalla nostra base produttiva e non solo. La raccolta firme per confermare o meno le modifiche è attualmente aperta e i nostri produttori si stanno esprimendo. Avremo novità da raccontare solamente più avanti quando la chiuderemo».


