Sinner, cosa sappiamo. I quarti con il beniamino di casa De Minaur
Per il responsabile sanitario della Federtennis è improbabile che il malessere di Jannik sia imputabile a qualcosa di «organico». Sfida con l’australiano alle 9,30 ora italiana. Bolelli e Vavassori in semifinale
2' min read
2' min read
Il responsabile sanitario della Federtennis Emilio Sodano (già medico degli azzurri in Coppa Davis) è stato in qualche modo rassicurante sul malessere di Sinner agli Australian Open: quel tremore delle mani che ha fatto il giro del mondo, ieri, durante gli ottavi di finale contro Rune, non nasconderebbe un problema «organico»; sembrerebbe piuttosto «una reazione psicologica di fronte a un malore inatteso, una reazione di ansia, uno spavento», vista anche la rapidità con la quale il tremore è scomparso. «E’ solo un’ipotesi», ha detto Sodano all’Ansa, aggiungendo che « Sinner ha un suo staff medico ma ovviamente si sottopone alla visita annuale di idoneità fisica, lo scorso anno al J-Medical di Torino. Un problema organico sarebbe emerso». Non solo: Sinner due mesi prima delle scorse Olimpiadi, ha fatto gli approfonditi accertamenti di un atleta olimpico al centro di medicina dello sport di Roma e non era emerso nulla. Difficile stabilire quanto accaduto a Melbourne: se si tratti, cioè, di un attacco di panico, o di un colpo di calore o di un problema allo stomaco che unito allo stress e allo sforzo (nel frattempo Jannik giocava con una furia come Rune) abbiano potuto generare quel tremore e quella difficoltà respiratoria. Nella conferenza stampa post match Sinner non ha dato dettagli, ha spiegato che la mattina era cominciata in modo strano, aveva dormito a lungo e non si era allenato. Ha escluso un’analogia con quanto successo a Wimbledon (era stato fuori dal campo oltre dieci minuti), dove era reduce da una notte insonne, ma ha aggiunto che certamente quell’episodio lo ha aiutato a gestire al meglio i momenti più difficile alla Rod Laver Arena.
Verso i quarti
Oggi il numero uno del mondo si è allenato in un campo al coperto, nel più stretto riserbo, con Vagnozzi e Cahill. Mercoledì alle 9,30 ora italiana, lo attende la sfida con Alex De Minaur, giocatore che conosce bene avendolo battuto nove volte senza essere mai stato sconfitto; questa sfida, però, è più delicata anche perché l’avversario, australiano, gioca in casa e il pubblico sarà tutto dalla sua parte. «La cosa bella del tennis – ha sottolineato De Minaur, ottavo nel ranking - è che una volta scesi in campo si comincia da 0-0. È una partita nuova e tutto può succedere. Sarà il primo match del torneo in cui sono il perdente, non avrò la pressione e le aspettative di un successo». Se vincesse, per lui sarebbe la prima semifinale in uno Slam; se Sinner prevalesse per la decima volta, potrebbe toccargli il derby con Lorenzo Sonego, impegnato nei quarti (mercoledì alle quattro e mezza del mattino in Italia) contro l’americano Ben Shelton. La semifinale, intanto, l’hanno conquistata Simone Bolelli e Andrea Vavassori contro i portoghesi Nuno Borges e Francisco Cabral: 6-4, 7-6(4) in meno di due ore. I doppisti azzurri confermano così uno strepitoso avvio d’anno dopo aver vinto ad Adelaide: ora devono vedersela con lo svedese Andre Goransson e l’olandese Sem Verbeek che, a sorpresa, hanno eliminato i numeri 1 del seeding Arevalo/Pavic in tre set.



