Sinner e la valanga rosa fanno sognare. L’Inter fa poker e il Milan cabaret
Più che di calcio, viene voglia di parlare all’infinito di tennis e di sci. Sport dove ai “nostri” tutto sembra ormai possibile
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Più che di calcio, viene voglia di parlare all’infinito di tennis e di sci. Sport dove ai “nostri” tutto sembra ormai possibile. Basta esprimere un desiderio e “taac”, come direbbe Renato Pozzetto, il desiderio si avvera.
Nulla è precluso. Lo stesso Sinner, dopo aver fatto piangere anche Zverev, non sappiamo più come definirlo. Fenomeno? Marziano? Leggenda? Cosa dire ancora a uno che a 23 anni a già vinto due volte di fila l’Australian Open?
Bisognerebbe esserne felici, felici e basta. Esserne giustamente orgogliosi ma senza strabordare come ormai stiamo facendo tutti attribuendogli virtù taumaturgiche che nemmeno Superman o l’Uomo Ragno.
“Nessuno può batterlo”, sentenzia Nicola Pietrangeli che, fino a ieri, non perdeva occasione per punzecchiarlo o ridimensionarlo. “E’ una leggenda, fategli una statua d’oro”, rilanciano i social. Siamo tutti in overdose da tifo. Meno male che ci pensa Jannik, con il suo senso della misura altoatesino, a raffreddare i nostri bollenti spiriti in credito di emozioni e di buone sensazioni.
Non c’è da stupirci. In un mondo che ogni giorno ci rovescia addosso quantità industriali di negatività, abbiamo bisogno come il pane di notizie positive.



