Australian Open

Sinner, prima volta in semifinale agli Australian Open: tie-break capolavoro, ora la sfida con Djokovic

di Eliana Di Caro

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(APS)

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È semifinale agli Australian Open, la prima a Melbourne per Jannik Sinner, che ha vinto ai quarti 6-4, 7-6, 6-3 contro Andrey Rublev! (Ed è la seconda in uno Slam, dopo quella di Wimbledon dello scorso anno persa con Novak Djokovic).

Una semifinale conquistata con la testa, prima ancora che con il braccio, a spese di un Rublev spesso preda del suo nervosismo e della scarsa lucidità nei momenti decisivi. Esattamente quelli che l’azzurro ha controllato e risolto. Anche quando ci ha fatto tremare, sotto 5-1 nel tie break, che ha recuperato giocando in maniera perfetta. Ora lo aspetta l’ennesima sfida proprio con Djokovic che ha sconfitto Taylor Fritz in quattro set.

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La partita

Il match non è stato bello, ma ha ugualmente regalato emozioni per come si è svolto. Innanzitutto va detto che i tifosi italiani hanno tremato anche prima del tie-break. E’ accaduto sul 3-2 per Rublev nel secondo set: Sinner si tocca ripetutamente l’addominale destro, accusando visibilmente un dolore. E infatti il suo gioco cala rispetto a un primo set finito in 38 minuti, senza particolari problemi dopo il break sul 2 pari che gli aveva permesso di chiudere 6-4. Rublev appariva costretto a giocare sempre al limite e, quando non metteva la prima di servizio, sempre esposto all’aggressività di Jannik.

Il secondo set

Poi nel secondo parziale, quelle fitte. Il timore che potesse ritirarsi. Invece il numero 4 del mondo tira dritto e non chiede neanche l’intervento del medico. La partita però cambia, diventa più equilibrata e tesa, lui sbaglia di più, ma dimostra la tenacia a cui ci ha abituato e resiste, aggrappandosi al servizio (incluse le seconde, pesanti e incisive) che gli regala punti importanti. Non fa mai sentire al russo di essere più fragile.

Rublev dal canto suo non trasforma nessuna delle palle break concesse dall’azzurro, sbagliando troppo, giocando solo di forza. Poi, nel tie-break, improvvisamente Andrey ritrova testa e precisione, serve ottime prime, si porta sul 5-1 e sembra finita, con una partita potenzialmente riaperta e, a quel punto, tutta in salita. Ma qui viene fuori la stoffa del campione. Davanti all’incredulo russo, Sinner recupera un punto alla volta, tornando ai livelli di sempre, e strappa il set con intelligenza e consapevolezza dei suoi mezzi. Nel terzo parziale si lotta ancora all’inizio, ma non c’è praticamente più storia: 6-3, senza appello, e anche il dolore agli addominali sembra un brutto sogno.

E ora?

Ora con Nole serve il massimo della condizione. Djokovic ha vinto una partita non facile con un coriaceo Fritz, dimostrando una volta di più di essere il numero uno del mondo e di volere a tutti i costi il 25° Slam della carriera. In più ha un conto da regolare con Sinner, responsabile di avergli tolto la gioia della Davis con la sua Serbia. Jannik se la giocherà fino all’ultimo punto, senza paura. Proprio come ci ha fatto vedere oggi.

Bolelli-Vavassori in semifinale

Le soddisfazioni non sono finite, in casa Italia: Simone Bolelli e Andrea Vavassori conquistano la semifinale di doppio. Il bolognese e il torinese hanno battuto nei quarti 7-5, 6-4 i tedeschi Kevin Krawietz e Tim Puez, teste di serie numero 8. Nel match che li separa dalla finale gli azzurri trovano un’altra coppia tedesca, Yannick Hanfmann e Dominik Koepfer, che hanno avuto la meglio per 6-4, 7-6 (7-3) sui polacchi Hugo Nys e Jan Zielinski, settimi favoriti del seeding. I nostri sono la seconda coppia italiana ad arrivare così avanti a Melbourne dopo Bolelli-Fognini che ci riuscirono nel 2013 e di nuovo nel 2015, l’anno dello storico trionfo.

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