SIT, efficienza operativa e innovazione hi tech per rilanciare i margini
Il gruppo vuole aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo, portandoli al 3,5% dei ricavi. Focus sul capitale circolante netto
di Vittorio Carlini
6' min read
Le ultime da Radiocor
Borsa: nuovo rally con venti di pace in Iran, Milano (+2,3%) punta quota 50.000
*** BTp: spread chiude in calo a 74 punti, rendimento decennale scende a 3,73%
*** Eni: ok assemblea a bilancio, cedola e cda con Descalzi e Di Foggia presidente
6' min read
Da un lato proseguire, ed aumentare, la spinta sul fronte tecnologico e dell’innovazione di prodotto. Dall’altro incrementare le efficienze operative, riducendo anche i costi. Sono tra le priorità di Sit, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, a sostegno del business. In particolare, a fronte di ricavi nel 2022 in rialzo, per rilanciare redditvità e margini dell’azienda.
Già, l’azienda. Il gruppo di componentistica elettromeccanica divide l’attività in due aree: il Metering e l’Heating. Appannaggio di quest’ultimo c’è lo sviluppo e produzione di componenti e sistemi per impianti a gas soprattutto domestici utilizzati in diversi modi: dai caminetti e stufe (Direct heating) agli scaldabagni fino alle soluzioni per il riscaldamento quali, ad esempio, le caldaie (Central heating). La prima area, invece, comprende la progettazione e realizzazione di contatori residenziali e commerciali usati nella distribuzione di gas e acqua.
Innovazione hi tech
Ebbene: una priorità, per l’appunto, riguarda l’evoluzione ed innovazione dei prodotti. Un primo fronte è quello dei contatori per l’acqua che, analogamente a quanto accaduto nel gas, da analogici diventano digitali e “intelligenti”. In tal senso il gruppo sta sviluppando, in partnership con l’elvetica GWF, degli smart meter i quali, da una parte, sono dotati di sensori ultrasonici per la misurazione del flusso dell’acqua; e dall’altra sfrutteranno, nella trasmissione dei dati, anche il nuovo sistema Narrow band Internet of think. Il lancio sul mercato del prodotto, con contestuale potenziale contribuito al bilancio aziendale, è previsto nel 2024. Due anni più tardi, invece, potrebbero vedersi dei sostanziali volumi legati agli smart meter di nuova generazione per i gasdotti. In questo caso SIT sta progettando dei dispositivi in grado di misurare i flussi dei diversi gas che passeranno, contemporaneamente, nelle tubature: dal metano al biometano fino all’idrogeno. Ma non è solo questione di contatori. Anche nell’Heating l’impegno per la ricerca e sviluppo è importante. Così un focus è sulle caldaie. Qua la società già realizza soluzioni in grado di funzionare con un una miscela definita di gas ed idrogeno. L’obiettivo è realizzare, in 2-3 anni, prodotti in grado di funzionare con qualsiasi mix. Non solo. Altro punto rilevante, anche in conseguenza dell’elettrificazione del sistema energetico, è la realizzazione di nuova componentistica. Un esempio? I ventilatori usati nelle pompe di calore o nei sistemi per il ricambio automatico dell’aria e il recupero (sempre automatico) del calore stesso.
Insomma: è chiaro l’impegno sul fronte dell’innovazione. Tanto che SIT, la quale attualmente investe all’anno circa il 3% dei ricavi nella ricerca e sviluppo, punta progressivamente ad aumentare gli sforzi. La volontà è arrivare ad un impegno intorno al 3,5% del fatturato. Una strategia che, ampliando e migliorando l’offerta di prodotti, contribuirà a rilanciare la marginalità.
Costi e redditività
Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complicata. Nel 2022, secondo i dati preliminari, i ricavi sono in aumento. Il fatturato, in un contesto difficile, è salito del 3,3% rispetto all’anno precedente. E però, al 30/9/2022 (ultimo dato disponibile), la redditività normalizzata e i margini (ad esempio l’Ebitda margin adjusted) diminuiscono (in rialzo l’utile reported che beneficia, tuttavia, dei proventi finanziari legati ai warrant). Si tratta di un andamento, in scia anche e soprattutto all’inflazione energetica e nella logistica, che induce preoccupa il risparmiatore. La società, pure consapevole della situazione, invita ad un’analisi più articolata. In primis, è l’indicazione, il quarto trimestre è stato molto positivo. Inoltre nel 2022 i maggiori oneri operativi sono stati contrastati con il pass trough. La traslazione dei costi sul prezzo finale, a ben vedere, è risultata completa nell’Heating, ma parziale nel Metering. Adesso però, spiega l’azienda, le nuove gare per i contatori, comprendendo i più alti oneri, consentono un maggiore e intero contro bilanciamento dei medesimi. Non solo. Sul fronte dell’energia, ricorda sempre SIT, da un lato il suo costo è comunque calato; e, dall’altro, l’azienda ha avviato processi di efficientamento. Tra gli altri: la realizzazione di un impianto fotovoltaico, presso lo stabilimento di Rovigo, che entrerà in funzione a fine anno. Ciò detto, tuttavia, può ulteriormente obiettarsi che i problemi sulle filiere globali di approvvigionamento hanno, a fronte della carenza di componenti, indotto maggiori costi e impattato le vendite di SIT. Vero dice il gruppo che, però, ricorda: la società nel 2022, aumentando volutamente il magazzino, ha contrastato e limitato lo shortage; inoltre è stato creato un team ad hoc impegnato nel mantenere il più efficiente possibile l’approvvigionamento; infine sono stati ri-disegnati i prodotti per, pure rimanendo stabile il numero di componenti, poterli realizzare con elemendi diversi . In tal modo si è avuta una maggiore articolazione dei fornitori, il che ha contenenuto l’impatto della carenza dei componenti stessi. A fronte di ciò, e riguardo al 2023, SIT indica che la situazione sul fronte del procurement va migliorando. Non solo per l’effetto delle misure messe in campo dalla società ma anche, rimarca sempre il gruppo, per la maggiore capacità produttiva del mercato dei componenti e il contestuale calo della domanda. In conclusione SIT prevede che, al netto di eventi eccezionali, nel 2023 non ci sarà perdita di fatturato in scia allo shortage di componentistica.



