Lettera al risparmiatore

SIT, efficienza operativa e innovazione hi tech per rilanciare i margini

Il gruppo vuole aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo, portandoli al 3,5% dei ricavi. Focus sul capitale circolante netto

di Vittorio Carlini

6' min read

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Da un lato proseguire, ed aumentare, la spinta sul fronte tecnologico e dell’innovazione di prodotto. Dall’altro incrementare le efficienze operative, riducendo anche i costi. Sono tra le priorità di Sit, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, a sostegno del business. In particolare, a fronte di ricavi nel 2022 in rialzo, per rilanciare redditvità e margini dell’azienda.

Già, l’azienda. Il gruppo di componentistica elettromeccanica divide l’attività in due aree: il Metering e l’Heating. Appannaggio di quest’ultimo c’è lo sviluppo e produzione di componenti e sistemi per impianti a gas soprattutto domestici utilizzati in diversi modi: dai caminetti e stufe (Direct heating) agli scaldabagni fino alle soluzioni per il riscaldamento quali, ad esempio, le caldaie (Central heating). La prima area, invece, comprende la progettazione e realizzazione di contatori residenziali e commerciali usati nella distribuzione di gas e acqua.

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Innovazione hi tech

Ebbene: una priorità, per l’appunto, riguarda l’evoluzione ed innovazione dei prodotti. Un primo fronte è quello dei contatori per l’acqua che, analogamente a quanto accaduto nel gas, da analogici diventano digitali e “intelligenti”. In tal senso il gruppo sta sviluppando, in partnership con l’elvetica GWF, degli smart meter i quali, da una parte, sono dotati di sensori ultrasonici per la misurazione del flusso dell’acqua; e dall’altra sfrutteranno, nella trasmissione dei dati, anche il nuovo sistema Narrow band Internet of think. Il lancio sul mercato del prodotto, con contestuale potenziale contribuito al bilancio aziendale, è previsto nel 2024. Due anni più tardi, invece, potrebbero vedersi dei sostanziali volumi legati agli smart meter di nuova generazione per i gasdotti. In questo caso SIT sta progettando dei dispositivi in grado di misurare i flussi dei diversi gas che passeranno, contemporaneamente, nelle tubature: dal metano al biometano fino all’idrogeno. Ma non è solo questione di contatori. Anche nell’Heating l’impegno per la ricerca e sviluppo è importante. Così un focus è sulle caldaie. Qua la società già realizza soluzioni in grado di funzionare con un una miscela definita di gas ed idrogeno. L’obiettivo è realizzare, in 2-3 anni, prodotti in grado di funzionare con qualsiasi mix. Non solo. Altro punto rilevante, anche in conseguenza dell’elettrificazione del sistema energetico, è la realizzazione di nuova componentistica. Un esempio? I ventilatori usati nelle pompe di calore o nei sistemi per il ricambio automatico dell’aria e il recupero (sempre automatico) del calore stesso.

Insomma: è chiaro l’impegno sul fronte dell’innovazione. Tanto che SIT, la quale attualmente investe all’anno circa il 3% dei ricavi nella ricerca e sviluppo, punta progressivamente ad aumentare gli sforzi. La volontà è arrivare ad un impegno intorno al 3,5% del fatturato. Una strategia che, ampliando e migliorando l’offerta di prodotti, contribuirà a rilanciare la marginalità.

Costi e redditività

Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complicata. Nel 2022, secondo i dati preliminari, i ricavi sono in aumento. Il fatturato, in un contesto difficile, è salito del 3,3% rispetto all’anno precedente. E però, al 30/9/2022 (ultimo dato disponibile), la redditività normalizzata e i margini (ad esempio l’Ebitda margin adjusted) diminuiscono (in rialzo l’utile reported che beneficia, tuttavia, dei proventi finanziari legati ai warrant). Si tratta di un andamento, in scia anche e soprattutto all’inflazione energetica e nella logistica, che induce preoccupa il risparmiatore. La società, pure consapevole della situazione, invita ad un’analisi più articolata. In primis, è l’indicazione, il quarto trimestre è stato molto positivo. Inoltre nel 2022 i maggiori oneri operativi sono stati contrastati con il pass trough. La traslazione dei costi sul prezzo finale, a ben vedere, è risultata completa nell’Heating, ma parziale nel Metering. Adesso però, spiega l’azienda, le nuove gare per i contatori, comprendendo i più alti oneri, consentono un maggiore e intero contro bilanciamento dei medesimi. Non solo. Sul fronte dell’energia, ricorda sempre SIT, da un lato il suo costo è comunque calato; e, dall’altro, l’azienda ha avviato processi di efficientamento. Tra gli altri: la realizzazione di un impianto fotovoltaico, presso lo stabilimento di Rovigo, che entrerà in funzione a fine anno. Ciò detto, tuttavia, può ulteriormente obiettarsi che i problemi sulle filiere globali di approvvigionamento hanno, a fronte della carenza di componenti, indotto maggiori costi e impattato le vendite di SIT. Vero dice il gruppo che, però, ricorda: la società nel 2022, aumentando volutamente il magazzino, ha contrastato e limitato lo shortage; inoltre è stato creato un team ad hoc impegnato nel mantenere il più efficiente possibile l’approvvigionamento; infine sono stati ri-disegnati i prodotti per, pure rimanendo stabile il numero di componenti, poterli realizzare con elemendi diversi . In tal modo si è avuta una maggiore articolazione dei fornitori, il che ha contenenuto l’impatto della carenza dei componenti stessi. A fronte di ciò, e riguardo al 2023, SIT indica che la situazione sul fronte del procurement va migliorando. Non solo per l’effetto delle misure messe in campo dalla società ma anche, rimarca sempre il gruppo, per la maggiore capacità produttiva del mercato dei componenti e il contestuale calo della domanda. In conclusione SIT prevede che, al netto di eventi eccezionali, nel 2023 non ci sarà perdita di fatturato in scia allo shortage di componentistica.

I RICAVI A CONFRONTO

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IL PESO DEI SETTORI

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LA DINAMICA DELLA REDDITIVITÀ

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IL CAPITALE CIRCOLANTE

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Efficienza operativa

Fin qui alcune considerazioni sull’innovazione e le strategie anti inflazionistiche. Altro focus del gruppo, però, è quello sull’efficienza operativa. In tal senso la società, tra le altre cose, punta a sfruttare il nuovo polo produttivo realizzato in Tunisia. L’impianto, già nell’esercizio in corso, avrebbe dovuto raggiungere un buon livello di saturazione. A causa, però, dei problemi sulle supply chain, la piena operatività della fabbrica si avrà nel 2024. Ciò detto, anche per contrastare il prossimo previsto rialzo del costo del lavoro , SIT intende sfruttare a pieno la nuova struttura. La strategia, a ben vedere, è quella di trasferire parte della produzione in mercati (quale quello tunisino) dove il costo del lavoro è più contenuto. Certo: in generale l’impostazione della società è produrre locale su locale. E tuttavia, laddove sia possibile, l’obiettivo è sfruttare i contesti contraddistinti da oneri inferiori. Già, inferiori. Nel 2022 i ricavi del Metering, all’interno di uno scenario caratterizzato dall’incremento del giro d’affari complessivo, sono scesi. L’andamento è la diretta conseguenza del calo dell’attività legata al mondo del gas. Quali allora, di fronte ad un simile contesto, le prospettive sul 2023? SIT prevede che, nel metering del gas, il business dovrebbe riprendere a crescere. Questo perché, viene spiegato, da una parte le piccole utility, che ancora non hanno iniziato la digitalizzazione delle rete, la avvieranno; e, dall’altra, i grandi operatori realizzeranno un parziale rinnovamento dei contatori digitali.

In generale poi, stimando che il positivo andamento dell’attività legata agli smart meter dell’acqua dovrebbe proseguire, il gruppo prevede l’intero settore dei contatori in crescita sul 2022. Quel 2022 durante il quale, nonostante il difficile contesto, SIT rimarca come il fatturato dell’Heating sia cresciuto. Una prima riga di bilancio la quale, dice sempre l’azienza, è prevista aumentare nel 2023 ad una bassa media singola cifra percentuale. Sennonché il risparmiatore guarda anche al trend del Capitale commerciale circolante netto (Cccn). Al 30/9/2022 il Cccn si è assestato a quota 81 milioni rispetto ai 61,9 di un anno prima. Il trend è essenzialmente l’effetto dell’incremento dell’inventory. Al di là di ciò, il balzo del Cccn porta all’assorbimento dei flussi di cassa, agevolando il rialzo del debito finanziario netto. Alla fine dei primi nove mesi del 2022 quest’ultimo è di 138,7 milioni mentre il rapporto tra Debito netto ed Ebitda è di 3,09 volte. Un valore elevato che, ad alcuni risparmiatori, fa storcere il naso. La società non condivide il disappunto. In primis, viene ricordato, il trend è per l’appunto l’effetto di una voluta strategia per gestire lo shortage di componenti. La situazione però, su questo fronte, va migliorando, tanto che, da un lato, a fine del 2022 il rosso della Pfn sarà intorno a 130 milioni; e, dall’altro, l’indebitamento netto nel 2023 calerà ancora. Inoltre, aggiunge SIT, anche il dato al 30/9/2022 è comunque un valore sotto controllo e compatibile con la struttura finanziaria del gruppo. Quella società che, riguardo al fine 2022, stima l’Ebitda margin normalizzato intorno al 12%.

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