Sit fa rotta sulla Gran Bretagna. Nel terzo trimestre ricavi in calo
Il gruppo aprirà una filiale Oltremanica. I rischi sulle filiere globali elettroniche possono impattare il business ma la società, anche grazie al nuovo hub produttivo in Tunisia, dice di non vedere particolari problemi. Nel terzo trimestre ricavi e utile netto in calo. Migliorano, invece, l’Ebitda e l’utile netto rettificato
di Vittorio Carlini
5' min read
Le ultime da Radiocor
Lufthansa: Spohr, finestra per aumentare quota in Ita Airways scatta a giugno
Lufthansa: Cfo Streichert, nostra bolletta carburante 2026 stimata a 8,9 mld
Trasporto aereo: Lufthansa chiede all'Ue deroghe su carburante, slot e anti-tankering
5' min read
Investire nello sviluppo di nuovi prodotti quali, ad esempio, i contatori per le possibili future reti con l’idrogeno. Poi: aumentare la diversificazione sia geografica che di business grazie all’acquisizione della portoghese Janz. Ancora: avviare l’hub produttivo in Tunisia. Infine: spingere la crescita, nello “smart metering”, in Gran Bretagna. Sono tra le priorità del gruppo Sit a sostegno del business.
L’oggetto sociale
Si tratta di focus che, per meglio essere compresi, necessitano di ricordare l’oggetto sociale dell’azienda. La società di componentistica elettromeccanica, i cui scambi in Borsa sono sottili e quindi è richiesta molta cautela, divide l’attività in due aree: da una parte c'è il settore storico dell’ “Heating”; dall’altra quello più recente dello “Smart gas metering”. Il primo, in linea di massima, comprende sviluppo e produzione di componenti e sistemi per impianti a gas soprattutto domestici usati in diversi modi: dal riscaldamento (caldaie) ai caminetti e stufe fino agli scaldabagni. Al secondo, invece, si riconducono i contatori residenziali e commerciali per il gas.
Innovazione: dall’idrogeno...
Proprio su quest’ultimo fronte Sit punta, tra le altre cose, ad allargare il campo d’azione. In primis nell’ambito tecnologico. Il gruppo, nel 2020, dovrebbe spendere il 3-4% dei ricavi in Ricerca & Sviluppo. Ebbene la società, in scia al possibile uso dell’idrogeno nelle reti energetiche, ha sviluppato un prototipo di contatore per la sostanza in oggetto che è stato selezionato dal Governo britannico. Certo: diversi esperti sottolineano che il concretizzarsi della filiera energetica legata all’idrogeno non è dietro l’angolo. E tuttavia: da un lato l’interesse britannico, o della stessa Snam in Italia, mostrano che il focus è reale; dall’altro la società sottolinea che anche nell’ambito delle caldaie si sta muovendo su questo fronte. Il gruppo infatti, insieme ad un cliente, sta sviluppando un prototipo ad idrogeno che dovrebbe vedere la luce nel 2021-2022.
...all’Internet delle cose
Ma non è solamente il futuribile idrogeno. Più nell’immediato Sit vuole proseguire nell’evoluzione di una componentistica che, da una parte, sia adatta alla sempre più pervasiva “Internet of things” e digitalizzazione dei sistemi; e che, dall’altra, consenta di realizzare prodotti più avanzati, ed alto di gamma, per crescere in determinati mercati. Un esempio? Il settore degli “Storage water heating” (scaldabagni ad accumulo) riguardo al quale SIT punta ad accelerare, nel 2021, le vendite in America.
La fabbrica in Tunisia
Fin qui l’innovazione tecnologica e di prodotto. Altro focus, tuttavia, è quello della realizzazione dell’hub produttivo in Tunisia dedicato essenzialmente alla componentistica elettronica. L’investimento è di circa 5 milioni e si prevede che, tra la fine del primo trimestre e l’inizio del secondo nel 2021, la produzione venga avviata. La strategia, mantenendo in Italia ed Europa le fasi di elaborazione e progettazione, è quella in primis di ridurre i costi di produzione. E, poi, d’internalizzare maggiormente la filiera produttiva.



