Slitta in autunno il confronto in Parlamento sul salario minimo legale
Al centro del confronto le principali proposte presentate dall’opposizione, da Fi e da Fdi
di Giorgio Pogliotti
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I punti chiave
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Slitta in autunno il confronto parlamentare sull’introduzione anche in Italia del salario minimo legale. Nella prima settimana di agosto l’Aula di Montecitorio voterà la proposta della maggioranza di rinviare di due mesi l’esame della proposta di legge presentata unitariamente dalle opposizioni (tranne Iv), dopo aver deciso di non votare l’emendamento in commissione lavoro per la soppressione della Pdl. Questo periodo di tempo servirà anche alla maggioranza per cercare di convergere su una proposta comune, cosa non facile viste le divergenze esistenti tra i partiti.
Nel frattempo Fi ha presentato una proposta sul tema, e più volte è stata evocata la proposta che presentò nel 2019 Walter Rizzetto, attuale presidente della commissione Lavoro della Camera, esponente di Fdi. Esaminiamo più nel dettaglio i contenuti di queste proposte che saranno al centro del confronto parlamentare, alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva.
L’opposizione: minimo inderogabile di 9 euro lordi
La proposta avanzata da Pd, M5S, Sinistra-Verdi e Azione prevede che il trattamento economico minimo orario stabilito dal contratto collettivo nazionale non possa essere inferiore a 9 euro lordi dal 15 novembre 2024. Per il lavoro domestico, invece, il trattamento economico minimo orario sarà stabilito entro 12 mesi dall’approvazione della legge con regolamento adottato mediante decreto del ministro del lavoro.In presenza di una pluralità di Ccnl applicabili, la retribuzione complessiva sufficiente e proporzionata alla quantità e alla qualità del lavoro prestato non può essere inferiore a quella prevista per la prestazione di lavoro del Ccnl stipulato dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale nella categoria merceologico produttiva interessata. L’adeguamento annuale del salario minimo è affidato ad una Commissione presieduta dal ministro del lavoro composta da un rappresentante dello stesso ministero, uno ciascuno per Inps, Istat e Inl, e un numero pari delle associazioni datoriali e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale. È previsto un beneficio per i datori di lavoro sotto la soglia,al fine di aiutarli ad adeguare il trattamento economico minimo all'importo di 9 euro che sarà definito con la legge di Bilancio 2024.
La proposta dell’opposizione divide il sindacato
Sembra andare nella stessa direzione di marcia della proposta dell’opposizione la Cgil. L'Assemblea generale del sindacato di Corso d’Italia ha dato mandato alla segreteria di valutare anche la predisposizione di una proposta di legge di iniziativa popolare per una legge sulla rappresentanza di sostegno alla contrattazione nazionale e per il salario minimo, a partire dall'attuazione degli articoli 39 e 36 della Costituzione e con una soglia salariale oraria sotto cui nessuno sia costretto a lavorare. La Cisl, invece, non nasconde un certo disagio per l’iniziativa parlamentare, preoccupata che possa indebolire la contrattazione che resta la stella polare dell’attività sindacale.
Fi: estendere il trattamento minimo del Ccnl più applicato a chi è scoperto
La proposta illustrata dal leader di Fi, Antonio Tajani, “Disposizioni in materia di retribuzione equa del lavoro subordinato e misure di sostegno ai redditi più bassi” si compone di due articoli e prevede di applicare «alle attività lavorative non coperte da un contratto collettivo nazionale» (stimando in circa il 5% dei lavoratori italiani) il «trattamento economico pari all'importo minimo previsto dal Ccnl più applicato, diffuso o prevalente per il settore di riferimento» che sarà individuato con decreto del ministero del Lavoro sulla base dei dati Inps, o in assenza di questo «pari alla media dei contratti collettivi più applicati per settori affini o equivalenti». Il secondo articolo prevede una detassazione fino a 5mila euro di tredicesime, straordinari e notturni per lavoratori del privato con reddito fino a 25mila euro, con la copertura di 1 miliardo affidata per 700milioni a tagli alle spese dei ministeri e per 300 milioni a carico del Fondo sociale per la formazione e l’occupazione. «Dai conti che abbiamo fatto si potrebbe trattare di un aumento annuo tra i mille e i duemila euro» ha detto Tajani. Il leader di Azione, Carlo Calenda ha detto di «appoggiarla perché è esattamente come la nostra proposta».

