Snam e Terna chiudono bene il 2024. In vista investimenti nei prossimi anni
Per entrambi i gruppi le prospettive di crescita per il 2025 sono positive
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I punti chiave
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In un mondo percorso da sempre maggiori instabilità geopolitiche che si riflettono sui conti di numerosi gruppi industriali e finanziari, le società italiane delle reti Snam e Terna proseguono nella loro politica di sostegno alla transizione energetica.
Il bilancio dei primi 9 mesi 2024
Snam, nei primi 9 mesi del 2024, ha visto però ridursi del 7,4% i ricavi totali a 2.651 milioni a causa del minor contributo del business dell’efficienza energetica determinato dalla fine degli incentivi Superbonus. Ma (su base adjusted al netto delle voci non ricorrenti) l’ebitda è salito del 12,2% a 2.089 milioni, l’ebit del 14,4% a 1.340 milioni e l’utile netto del 5,7% a 996 milioni. Terna, sempre nel medesimo periodo, ha visto balzare il giro d’affari del 17,8% a 2.647,4 milioni, l’ebitda del 21,6% a 1.892,2 milioni, l’ebit del 28,3% a 1.256,8 milioni e l’utile netto del 26,6% a 812,6 milioni.
Le stime
Entrambi i gruppi hanno indicato una guidance per l’intero 2024, che per Snam prevede un ebitda adjusted superiore a 2,75 miliardi, un utile netto adjusted di circa 1,23 miliardi e un indebitamento finanziario netto di 16,5 miliardi; il tutto in presenza di una Rab (Regulatory Asset Base) tariffaria di 23,8 miliardi e di investimenti per 3 miliardi, di cui 2,8 nell’infrastruttura gas e 0,2 nella transizione energetica. Terna dovrebbe avere invece concluso il 2024 con ricavi per 3,61 miliardi, un ebitda di 2,5 miliardi e un eps di 0,52 euro; il capex dovrebbe ammontare a circa 2,6 miliardi. Per quanto invece riguarda le indicazioni più a medio termine, Snam nel 2025 prevede di conseguire un ebitda adjusted di circa 2,85 miliardi e un utile netto adjusted di 1,35 miliardi, con una RAB tariffaria di 25,8 miliardi e investimenti per 2,9 miliardi (di cui 2,5 nelle infrastrutture gas e 0,4 per la transizione energetica). Fino al 2029 il cagr della Rab dovrebbe essere pari al 6,4%, quello dell’ebitda adjusted al 5% e quello dell’utile netto adjusted del 4,5%. Terna si propone invece di raggiungere nel 2028 ricavi per 4,6 miliardi (cagr 8%, un ebitda di 3,25 miliardi (cagr superiore all’8%) e un eps di 0,55 euro (cagr di circa il 5%).
Gli investimenti
Questo in presenza di investimenti complessivi per 16,5 miliardi tra il 2024 e il 2028, mentre quelli di Snam fra il 2025 e il 2029 dovrebbero ammontare a 12,4 miliardi. Le due società hanno anche delineato una politica di dividendi in crescita, ed in particolare Snam ha indicato un +3% nel 2024 e un +4% all’anno fino al 2029, mentre per Terna il cagr minimo del dividendo fino al 2028 sarà del 4% (per il solo 2024 il valore massimo tra il 4% in più rispetto al 2023 e un pay-out del 75%); in ambedue i casi il pagamento dei dividendi avviene mediante acconto e saldo e gli acconti sull’esercizio 2024 sono stati già distribuiti.

