INFRASTRUTTURE IN BORSA

Snam: il calo di domanda del gas non impatta sui nostri ricavi

Più tecnologia e digitalizzazione del network anche in funzione della decarbonizzazione dell’economia Coronavirus e rischio del calo della domanda di gas: il gruppo non vede impatti sui ricavi, che sono garantiti

di Vittorio Carlini

6' min read

6' min read

Da un lato l’emergenza legata al coronavirus. Dall’altro la dinamica di medio e lungo periodo. Un andamento quest’ultimo che, rispetto ad un gruppo infrastrutturale e strategico come Snam Rete Gas (non sottoposto quindi alla “serrata” del Governo), è importante comprendere. Anche perchè il suo business ha di per sé una maggiore resilienza agli eventi contingenti. A fronte di ciò un utile strumento d’analisi è costituito dal piano d’impresa 2019-2023.

In generale il gruppo ha previsto, sull’intero arco di piano, investimenti per circa 6,5 miliardi. Tra le varie iniziative possono ricordarsi: il completamento della connessione del Tap al network nazionale (confermato entro la fine del 2020), la realizzazione della pipeline in Sardegna e la sostituzione di circa 1.000 km di rete (la metà è già in fase di costruzione o ha l’autorizzazione VIA). Quest’ultima attività rientra nell’ambito di manutenzione dell’infrastruttura. La quale, ovviamente, è oggetto anche di sviluppo tecnologico ed efficientamento.

Loading...

BILANCI ANNUALI A CONFRONTO

Dati in milioni

BILANCI ANNUALI A CONFRONTO

Innovazione della rete

Già, innovazione ed efficientamento. Il miglioramento del network, a ben vedere, trae spunto anche dalla cosiddetta transizione energetica. Vediamo di spiegarci. L’UE, all’interno del “Green Deal” europeo, ha tra le altre cose fissato l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 50% entro il 2050. Una progressiva decarbonizzazione utile a contrastare i cambiamenti climatici che tanti danni provocano alla nostre vite e all’economia. Certo: su questo fronte il Covid 19 da un lato, causando la gelata economica, ha fatto crollare, unitamente alla guerra del barile tra Arabia Saudita e Usa, il prezzo del petrolio (rendendo quindi meno competitive le fonti rinnovabili); e, dall’altro, ha distolto l’attenzione di Governi ed opinione pubblica dal tema del “climate change”.

Ciò detto però, è l’indicazione di diversi esperti, il metano, che recita un ruolo importante nella transizione energetica, ne trae comunque vantaggio. In Europa, allo scenario già esistente di eccesso d’offerta rispetto alla domanda, si è aggiunta l’emergenza sanitario-economica che, spingendo ulteriormente all’ingiù il prezzo della commodity azzurra, ne ha reso più conveniente l’utilizzo (almeno nel breve periodo). Non solo. La crisi spinge i Governi ad attuare politiche in deficit spending. Per alcuni di questi, come gli Usa di Donald Trump, è difficile ipotizzare ulteriori investimenti a favore dello sviluppo sostenibile. Altre realtà invece, quali per l’appunto l’Europa (al netto delle attuali divisioni politiche), è probabile sfruttino l’emergenza proprio per rilanciare il tema. Insomma: la transizione energetica, anche perchè la fase acuta della crisi non è (si spera) sine die, resta sul tavolo. E gruppi come Snam, in grado di sfruttare le economie di scala, puntano ad esserne protagonisti. Anche, e soprattutto, attraverso l’evoluzione della rete.

COMPOSIZIONE DEI RICAVI

Dati in milioni

COMPOSIZIONE DEI RICAVI

SnamTec

In tal senso la società indirizza circa 1,4 miliardi sulla cosiddetta “Tomorrow’s Energy company” (SnamTec). Di questi intorno a 1 miliardo riguardano attività regolate e, quindi, resilienti alla volatilità del Pil. Più in particolare, circa 700 milioni sono appannaggio della riduzione di perdite di metano e delle emissioni di CO2 equivalente. Si tratta di obiettivi il cui raggiungimento prevede, tra le altre cose, la sostituzione massiva della componentistica di rete e l’avvio del processo di conversione di sei centrali di compressione e stoccaggio in ibride gas-elettrico (entreranno in funzione oltre l’arco di piano). L’evoluzione dell’infrastruttura passa, peraltro, dall’ upgrade tecnologico e digitalizzazione della stessa rete. Qui i Capex previsti, sempre tra il 2019 e il 2023, si aggirano sui 350 milioni. Si tratta di un fronte dove, ad esempio, si punta allo sviluppo della manutenzione in remoto (l’obiettivo al 2023 è riuscire ad avere circa l’85% degli asset ispezionabili in questo modo). Non solo: la volontà è arrivare a realizzare il monitoraggio delle pipeline tramite droni o fin’anche satelliti.

LA DINAMICA DELL’EBIT NORMALIZZATO

Dati in milioni

LA DINAMICA DELL’EBIT NORMALIZZATO

Idrogeno e biometano

Ciò detto il rinnovo del network è anche prodromico all’utilizzo dell’idrogeno. In Europa, secondo gli esperti, nel 2050 potrebbe arrivarsi a produrre circa 1.800 Twh l’anno grazie al primo elemento della tavola periodica. Cioè: l’idrogeno dovrebbe recitare un ruolo da protagonista nella transizione energetica. A fronte di ciò Snam vuole farsi trovare pronta. Il gruppo nel 2019, oltre alla creazione della Hydrogen Business Unit, ha sperimentato due volte l’immissione del nella rete. L’ultima con il livello dell’idrogeno al 10% rispetto al metano. Non solo: il gruppo prevede circa 600 milioni d’investimenti (che non costituiscono costi aggiuntivi) nell’acquisto di tubi caratterizzati dallo standard che consente il passaggio del gas in oggetto.

A ben vedere la strategia sulla sostenibilità ambientale è articolata anche su un altro fronte: quello del biometano. Si tratta di una “renewable source” che si ottiene da biomasse agricole (ad esempio deiezioni animali), agroindustriali e dalla frazione organica dei rifiuti solidi urbani. Anch’essa è prevista avere una parte importante nel processo di decarbonizzazione (al 2050 potenzialmente dovrebbe generare nel Vecchio continente circa 1.010 Twh). Qui Snam ha optato per la strategia di essere presente ai vari livelli della filiera produttiva. In tal senso, lo scorso esercizio, ha realizzato diverse operazioni: dall’acquisizione dell’83% di Renerwaste all’accordo preliminare con Environmental Group in Cina fino alla lettera d’intenti per una partnership paritaria con Iniziative Biometano. Un programma attraverso cui la società dei gasdotti, quale operatore infrastrutturale, punta a presidiare l’area strategica.

Sennonché, di là dall’impegno nel piano d’impresa, va ricordato un aspetto. Nella presentazione dei dati di bilancio sul 2019 il gruppo ha indicato che i “Nuovi Business” (cui sono riconducibili proprio l’idrogeno e il biometano) protrebbero subire il rallentamento degli investimenti a causa del coronavirus.

I FLUSSI DI CASSA

Dati in milioni al 31/12/2019

I FLUSSI DI CASSA

Il rischio a causa del Covid-19

Già, il coronavirus. Il risparmiatore, rispetto al tema in oggetto, esprime in primis la preoccupazione per l’operatività aziendale. Il gruppo, riguardo al tema in oggetto, dice che non c’è alcuna soluzione di continuità nel servizio di sicurezza energetica. Sono oltre 2.300, su circa 3.000 dipendenti, le persone in smart working. Inoltre, aggiunge Snam, è garantito il funzionamento della rete sia attraverso sistemi di gestione in remoto che con un’operatività in loco che salvaguardia la salute dei lavoratori.

Di là da ciò, riguardo all’andamento economico-contabile, può farsi il seguente ragionamento: il Covid 19 provocherà una gelata dell’economia e il probabile calo della domanda di gas. Il che, è il dubbio, può impattare lo sviluppo di Snam. Su questo fronte la società ricorda che la sua tipologia di business è tale per cui l’attività non è influenzata dai volumi. L’eventuale impatto potrà essere fino a 9 milioni sui ricavi del 2020. Un valore, a fronte dei 2,6 miliardi di giro d’affari del 2019, di fatto irrilevante.

Dalla prima riga di bilancio al debito. Alla fine dello scorso esercizio, archiviato da Snam con l’utile netto rettificato in crescita (+8,2%) anche grazie al contributo delle partecipazioni estere (vedere box sotto i grafici), l’indebitamento finanziario netto si è assestato a 11,92 miliardi mentre il costo medio del lordo è calato all’1,1%. Quest’ultima dinamica conferma il focus sulla gestione del debito. Ciò detto, a fronte dell’incremento della volatilità dello spread BTp-Bund e del rischio-Italia, la domanda è: il gruppo può avere ostacoli sul fronte della struttura finanziaria? Snam risponde ricordando, da una parte, di avere appena tirato oltre 700 milioni di linee di credito a costo zero; e dall’altra di avere, oltre alla liquidità già in cassa, la disponibilità fino a 3,2 miliardi di crediti garantiti presso le banche. Quindi per 2-3 anni non c’è alcun problema di funding. Non solo. Diversi esperti sottolineano che, seppure ci sia maggiore stress sullo spread, il contesto generale è caratterizzato dal calo dei tassi. Il che controbilancia, almeno in parte, l’andamento del differenziale. La società poi, sottolineando che il 75% del debito è a tasso fisso, ricorda la sua disciplina sul fronte finanziario. Rigore confermato, tra le altre cose, dall’obiettivo di mantenere, nell’arco di piano, il rapporto tra debito netto e Rab ben al di sotto del 60%. Una condizione, va sottolineato, richiesta a società che hanno il rating di Moody’s superiore di un “notch” a quello di Snam. A fronte di ciò quali allora le prospettive sul 2020? Il gruppo, da un lato, ribadisce la stima di circa 1,1 miliardi di utile netto; e dall’altro che l’impatto della crisi,influenzato dalla sua durata e profondità, sullo stesso profitto netto sarà ad una molto bassa singola cifra percentuale. Inoltre Snam conferma, nell’ambito del rafforzamento del piano d’efficienza lanciato nel 2016, il target di circa 60 milioni di risparmi l’anno a fine 2020 rispetto allo stesso 2016.

Domande & Risposte

Covid-19 ed investimenti: quali sono gli eventuali impatti sui Capex?
Durante la conference call sui dati del 2019 Snam ha indicato che gli eventuali slittamenti riferibili al 2020, comunque gestibili, allo stato attuale possono riguardare fino a 200 milioni. Ciò detto nello scorso esercizio la società ha realizzato investimenti tecnici per 963 milioni, di cui 813 riconducibili al settore trasporto e 112 a quello dello stoccaggio. I capex per SnamTec sono stati 172 milioni.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti