Sol cerca la crescita nei mercati extra Ue. La spinta dell’M&A
Il gruppo investe 200 milioni nella capacità produttiva per i gas tecnici. L’assistenza a domicilio accelera. L’impatto della frenata economica in Europa
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La ricerca, ferma restando la centralità del Vecchio continente, della crescita nei mercati extra europei. È tra i focus di Sol, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici aziendali, a sostegno del business. Si tratta di un fil rouge il quale, a ben vedere, è riscontrabile in diverse mosse e strategie del gruppo.
Il mondo indiano
Così, ad esempio, può ricordarsi l’India. Nel recente passato la società ha realizzato un’intesa con la famiglia Agarwal. L’accordo ha portato ad un duplice sviluppo: da un lato, è stata creata una jv (di cui Sol ha il controllo) presente nella vendita di gas puri e purissimi; dall’altro, l’azienda italiana ha acquisito il 100% di una newco attiva nelle rinnovabili e nei gas dell’aria, tecnici e medicinali. Il business, nel Paese degli elefanti, è concentrato essenzialmente proprio nella divisione dei Gas tecnici. Per il 2024 l’obiettivo è arrivare ad un giro d’affari complessivo, generato in loco, intorno ai 30 milioni di euro. Si tratta di una volontà di espansione sostenuta dagli stessi investimenti nella base produttiva. Ad oggi in India Sol ha due strutture per la realizzazione di ossigeno, azoto ed argon. Entro il 2024, a Ranipet, entrerà in funzione un’altro impianto per il frazionamento dell’aria. L’investimento vale circa 18 milioni e porterà, oltre ad incrementare la capacità produttiva, alla realizzazione di gas di sempre maggiore purezza. Un progetto il quale, amplificando e diversificando l’offerta, permette di servire al meglio mercati finali quali l’elettronica o la lavorazione dei preziosi. Si prevede l’ espansione anche nell’Home care? Finora, vista la non sufficiente regolamentazione in materia, la risposta è negativa. Seppure, in attesa che si concretizzi la condizione indicata, l’opzione è sul tavolo.
Dall’India alla Cina. Anche qui il fil rouge dei ricavi extra europei continua a srotolarsi. Nell’ex Regno di mezzo, seppure sussista una limitata presenza nell’assistenza a domicilio, il business è soprattutto incentrato sui Gas tecnici. Il target economico finanziario? Arrivare, nel prossimo esercizio, a circa 20 milioni di ricavi “made in China”.
Il sud America
Cifra più alta invece, e non potrebbe essere diversamente vista la storica presenza nell’Home care in Brasile, per il Sud America. Qui l’obiettivo, sempre nel 2024, è salire intorno ai 50 milioni di fatturato. Nel Continente latino americano Sol ha, per l’appunto, una solida presenza nello Stato carioca. In particolare, nell’assistenza domiciliare. Non mancano, però, i Techical gas. In tal senso è rilevante l’alleanza con il gruppo famigliare ecuadoregno Conauto. Un’intesa che, tra le altre cose, ha portato in dote l’impianto per il frazionamento dell’aria che serve lo stesso Ecuador e il nord del Perù (peraltro già parzialmente raggiunto tramite le società che rientrano nell’operazione). La volontà ulteriore? Puntare nel medio periodo, anche con l’M&A, all’espansione in altri Stati quali, ad esempio, la Colombia. Ciò detto, al di là dei mercati specifici, il fil rouge della ricerca dell’espansione extra europea è nei fatti. Una strategia la quale, vista la stessa natura di azienda famigliare di Sol, si articola anche tramite partnership con altre realtà dove il controllo è in mano a una famiglia imprenditoriale.
Il rischio macroeconomico
Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore esprime una preoccupazione. Il rialzo dei tassi voluto dalle banche centrali, per contrastare l’inflazione, ha mandato in recessione - o frenato - diverse economie in Europa. Si tratta di uno scenario negativo che, da un lato, induce molte imprese a mettere in stand by gli investimenti; e che, dall’altro, rischia di ridurre la domanda dei prodotti di Sol. Soprattutto nel mondo dei gas tecnici.



