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Gruppo Sol cresce nell’assistenza a domicilio con nuovi contratti in Inghilterra

I gas tecnici sono centrali, ma cresce la rilevanza del business medicale a domicilio: nuovi contratti in Inghilterra

di Vittorio Carlini

6' min read

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Proseguire nella strategia di acquisizioni per accelerare la crescita. Poi: pure restando essenziale il business dei gas tecnici, spingere l’attività dell’assistenza medicale a domicilio (“Home care”). Sono tra le priorità del gruppo Sol a sostegno dello sviluppo aziendale.

“Acquisitore seriale”
La multinazionale italiana, da tempo, ha avviato l’M&A sistematico di molteplici realtà. In particolare, nello scorso esercizio, c’è stato lo shopping dell’85% della brasiliana Par Participacoes (holding cui fanno capo 3 società operative nel settore dell’assistenza domiciliare). Non solo. Sol, oltre all’operazione straordinaria sull’elvetica Perspecta (cure palliative), ha acquisito in Germania il 100% di Medtek Medizintechnik e d’Intensivservice Wanninger. Due aziende appartenenti sempre al mondo dell’ “Home care”.

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Si tratta di mosse che, da un lato, confermano la società italiana quale “acquisitore seriale”; e che, dall’altro, danno una spinta in più ai ricavi. Nei primi nove mesi del 2019 quest’ultimi (674,4 milioni) sono cresciuti del 9, 1% rispetto allo stesso periodo del 2018. Ebbene: di quest’incremento il 3,3% è da attribuirsi proprio all’M&A.

LA STORIA DEI RICAVI

Dati in milioni

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I rischi d’esecuzione
Già, l’M&A. Rispetto ad esso la domanda è: la strategia prosegue in futuro? Il gruppo, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha incontrato i vertici, risponde positivamente. A ben vedere non esiste un particolare focus sul settore dei “Gas tecnici” oppure dell’ “Home care”. Ciò detto, però, quest’ultimo è un comparto più frammentato rispetto al primo. Di conseguenza è molto probabile che le acquisizioni, come peraltro confermano le stesse ultime operazioni, possano concentrarsi nel settore in oggetto.

Di là dalle particolari strategie, l’approccio sistematico allo shopping implica un maggiore rischio d’esecuzione legato all’M&A. Un “execution risk” che può impattare sui margini del gruppo. La società rigetta la preoccupazione. Sol ricorda che le sue maggiori dimensioni consentono di diminuire i costi alle neo-acquisite(ad esempio nel “procurement” delle materie prime) e permette sinergie da/per le medesime.

Ancora: il gruppo sottolinea che le realtà target sono spesso di medie-piccole dimensioni. Una condizione che, da una parte, agevola l’integrazione; e, dall’altra, consente di effettuare lo shopping a multipli corretti. Inoltre Sol tiene a precisare che l’imprenditore, o i manager, della società acquisenda non di rado rimangono coinvolti nell’operazione. Il che fa aumentare le probabilità di successo dell’acquisizione. Infine l’azienda ricorda come il track record dimostri la sua capacità nel realizzare efficienti integrazioni.

Calo dei margini normalizzati
Ciò detto, tuttavia, può ulteriormente obiettarsi che nella prima metà del 2019, periodo in cui sono state formalizzate diverse operazioni di M&A, il rapporto tra Ebitda (senza considerare l’Ifrs 16) e ricavi del gruppo è calato rispetto ad un anno prima. Corretto! E, tuttavia, costituire un nesso di causalità tra lo shopping e la discesa della marginalità normalizzata è errato. Le acquisizioni sono state tutte realizzate nell’assistenza domiciliare. Un’area che, nello stesso periodo considerato, è stata contraddistinta da un rapporto tra Mol e ricavi in rialzo. Di conseguenza non sono le acquisizioni ad avere impattato sull’Ebitda margin dell’intera Sol.

Quali, allora, le motivazioni? Il gruppo, rimarcando di non essere preoccupato per il leggero calo, afferma che hanno inciso variabili esogene o contingenti. In primis, è l’indicazione, c’è il rallentamento del Pil in Italia e in Europa. Un contesto che contraddistingue l’intero settore, e riguarda quindi anche i concorrenti. Poi, viene spiegato, ha inciso sul business idroelettrico la scarsa idraulicità della prima parte dello scorso anno. Nella seconda metà del 2019, però, la situazione è migliorata. Inoltre, aggiunge sempre Sol, c’è stato l’incremento dei costi energetici e dei trasporti. La duplice dinamica, come da prassi nel settore, viene traslata sui prezzi finali.

L’effetto positivo però, sottolinea il gruppo, richiede un po’ di tempo perché si concretizzi. A fronte di ciò Sol, rispetto all’Ebitda margin (sempre ex Ifrs 16), dice, con riferimento al secondo semestre del 2019, di essere maggiormente ottimista rispetto al primo.

LA STORIA DELL’EBITDA

Mol in milioni - (*) Impatto positivo dell’Ifrs di 6,9 milioni sul Mol

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Assistenza sanitaria
Fin qui alcune considerazioni sulle acquisizioni e la marginalità del gruppo. La società, tuttavia, punta anche allo sviluppo dell’ “Home care”. Nel corso degli anni l’incidenza dell’assistenza domiciliare sul giro d’affari è cresciuta. Si è passati (senza computare le vendite di gas medicali) dal 2% del 1990 al 20% del 2000 fino al 52% del 2018. Nei primi mesi del 2019 il peso dell’ “Home care” è arrivato al 54,6% sul fatturato consolidato. Un andamento, al netto dell’obiettivo di proseguire l’espansione nei Gas tecnici, che continua? In linea di massima la risposta è positiva. Seppure, vista l’importanza assunta dall’assistenza domiciliare, l’incidenza sui ricavi di quest’ultima dovrebbe salire a velocità più contenuta rispetto al passato. Ciò detto nell’ “Home care” vengono svolte diverse attività: dall’ossigeno-terapia alla ventilazione meccanica fino al controllo remoto dei pazienti e alla nutrizione artificiale.

La società, a ben vedere, non punta su di una particolare area rispetto ad un’altra. Sviluppa, al contrario, l’articolazione dell’offerta di prodotti e servizi. I molteplici Paesi in cui è presente sono spesso contraddistinti da esigenze differenti o da diverse normative sanitarie. È importante, quindi, offrire un portafoglio il più articolato possibile non solo per soddisfare le diverse richieste ma, anche, per avere un maggiore “appeal” nelle varie gare che si presentano.

In tal senso può sottolinerasi che Sol, in Inghilterra, si è aggiudicata tre contratti regionali (due sono riconferme e il terzo è ex novo) per servizi di ossigeno-terapia domiciliare. Progetti la cui durata è di 7 anni ciascuno (con la possibilità d’estensione per altri 3 attraverso l’accordo delle parti) e il cui valore complessivo, sui 10 anni, è intorno ai 200 milioni di euro (170 milioni di sterline).

Ma non è solamente crescita organica. L’M&A, per l’appunto, recita un ruolo importante nell’espansione dell’ “Home care”. In ipotesi anche per sbarcare in Paesi dove il gruppo attualmente non è presente. Così, nonostante allo stato attuale ci sia nulla di concreto, da una parte Sol guarda nell’Est Europa a Stati quali ad esempio Repubblica Ceca, Slovacchia o Ungheria. E dall’altra, oltre a consolidare la crescita in Brasile, monitora altri mercati in America Centrale o Sud America.

I “Technical gas”
Dall’ “Home care” ai gas tecnici. Nei primi nove mesi del 2019 la divisione in oggetto ha raggiunto il fatturato di 309,5 milioni, in aumento del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2018. La più contenuta crescita rispetto all’assistenza medica domiciliare non stupisce. In primis perchè su questo fronte non sono state realizzate acquisizioni. E poi perchè si tratta di un business maggiormente consolidato. Di la da ciò il gruppo effettua investimenti, evidentemente, anche per sostenere lo sviluppo di quest’attività.

Nel 2019 i Capex complessivi del gruppo, senza l’M&A, dovrebbero assestarsi a poco più di 100 milioni. Oltre la metà è appannaggio dei Gas tecnici. Di questi due terzi sono riconducibili ai mezzi di vendita e all’informatizzazione. Il rimanente un terzo, invece, riguarda investimenti capitalizzati per la nuova produzione.

Ebbene: tra questi (oltre agli esborsi sull’impianto produttivo di Verona) possono ricordarsi, pro quota, i Capex finalizzati alla costruzione di una struttura di imbombolamento in Ungheria. Un passaggio rilevante perchè segna lo sbarco produttivo in quel Paese da parte di Sol. Insomma: la multinazionale sviluppa e amplia la base produttiva a sostegno dei gas tecnici.

GAS TECNICI E “HOME CARE”

Peso in % sul fatturato

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Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complessa. Il risparmiatore sottolinea il rallentamento economico dell’Italia e dell’Europa. Un contesto che può impattare il business delle società del settore, compresa Sol. Il gruppo, pure conscio della situazione, professa ottimismo. Dapprima ricorda che nel 2008 e 2009, anni in cui c’è stata la dura recessione, la redditività operativa lorda di gruppo è aumentata. La dimostrazione, dice l’azienda, che Sol è in grado di gestire contesti difficili.

Inoltre la società, oltre alla presenza dell’Home Care che per sua natura è resiliente a ciclo economico, rivendica la diversificazione geografica e tecnologica. Un esempio? La recente espansione nel settore del gas naturale liquido (Gnl). A fronte di questa articolazione, conclude Sol, la società si dice pronta ad affrontare l’eventuale volatilità del Pil globale.

Ciò detto, quali sono allora le prospettive sul 2019? Il gruppo, da un lato, conferma l’obiettivo della crescita delle vendite; e dall’altro, con riferimento all’Ebitda margin (senza considerare l’Ifrs 16), si dice per l’appunto più ottimista sul secondo semestre del 2019 rispetto al primo.


DOMANDE & RISPOSTE
Quale l’andamento del debito netto del gruppo?
Al 30/6/2019, ultimo dato disponibile, l’indebitamento finanziario netto era 324,4 milioni. Di questi, però, 47,6 milioni sono l’effetto contabile dell’Ifrs 16. Senza quest’ultimo il valore è di 276,8 milioni. Cioè un dato superiore ai 270,1 milioni di un anno prima. Il rapporto tra Debito netto e Mol, tuttavia, è sceso a 1,47 volte. Il gruppo prevede che il “Net debt to Ebitda”, a fine 2019, sia inferiore a quello del 31/12/2018.

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