Sol, spinta al business con alleanze industriali nei mercati emergenti
Strategia. Previsti nuovi impianti nel settore dei gas in India e Grecia. Focus su innovazione e ricerca applicata. L'’impatto dell'inflazione sulla redditività
di Vittorio Carlini
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Spingere la crescita, unitamente all’espansione in Europa, sui mercati emergenti. Soprattutto, attraverso alleanze industriali. Poi: da una parte incrementare la base produttiva e, dall’altra, sfruttare la leva dell’innovazione. Sono tra le priorità di Sol, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici, a sostegno del business. Già, il business. Per meglio capire la strategia del gruppo è utile ricordarne l’oggetto sociale. L’azienda divide l’attività in due settori. Uno è il cosiddetto Home care. Cioè: l’assistenza medicale a domicilio (dall’ossigenazione alla nutrizione artificiale fino alla ventilazione). L’altro, invece, è costituito dai Gas tecnici. Qui sono ricondotti produzione e vendita di gas puri e purissimi - oltre ai servizi collegati - per diversi mercati: dall’industria al medicale. Alla fine del 2022 i Gas tecnici valevano circa il 55,3% dei ricavi mentre il resto del giro d’affari è da ricondursi all’assistenza domiciliare. La stima del gruppo è che, nel medio periodo, il fatturato possa arrivare ad essere generato pariteticamente dalle due aree.
Il mondo degli emergenti
Ciò detto una priorità, per l’appunto, è la spinta sui mercati emergenti (in alcuni casi già emersi). Su questo fronte va dapprima rammentata l’India. Lo scorso anno, nel Paese degli elefanti, Sol ha realizzato un’intesa con la famiglia Agarwal che ha portato, da un lato, al possesso (100%) di una newco attiva nelle rinnovabili e nei gas dell’aria, tecnici e medicinali; e, dall’altro, a una jv (di cui la società italiana ha il controllo) presente nella produzione e vendita di gas puri e purissimi. L’accordo, tra le altre cose, ha permesso a Sol - che nel 2022 ha realizzato circa 22 milioni di ricavi in India - di acquisire un impianto per la realizzazione di ossigeno, azoto e argon completamente green. Non solo. Il gruppo, sfruttando anche la nuova presenza nei gas di altissima qualità, punta a fare del Paese un hub per l’export in Medio Oriente e Sud Est asiatico (ad esempio in Stati quali Indonesia o Tailandia).
Dall’India alla Cina. Nell’ex Regno di Mezzo la multinazionale italiana è presente nell’ambito dei gas tecnici (settore medicale). La volontà è espandersi nel comparto (ma un’occhio è sullo stesso “Home care”), anche realizzando - se si concretizza la giusta occasione -nuove partnership. Intese e joint venture le quali costituiscono un fil rouge con il Sud America. In tal senso, nel marzo scorso, Sol ha finalizzato un’alleanza strategica con il gruppo famigliare equadoriano Conauto. Un’intesa la quale ha consentito alla società di entrare nel business dei gas tecnici nel continente latino americano. La mossa, a ben vedere, pone le basi, al di là della già consolidata presenza nell’assistenza domiciliare in Brasile, per una possibile ulteriore futura espansione. Verso quali Stati? Lo sguardo è indirizzato, tra gli altri, al Perù (peraltro già servito da una delle società acquisite a marzo) o alla Colombia. Il tutto sempre, in ipotesi, anche attraverso operazioni straordinarie.
Innovazione e ricerca
Ma non è solo questione di “emerging markets”. Altro focus è sull’R&D. Il gruppo realizza essenzialmente ricerca applicata. L’impegno, in senso lato, implica degli esborsi medi annui intorno al 2% dei ricavi. Gli investimenti, spesso concentrati in programmi co-sviluppati con i clienti, sono indirizzati, tra le altre cose, sulla produzione di gas eco-sostenibili. Così può ricordarsi il progetto, in provincia di Cuneo, per la realizzazione di un impianto fotovoltaico il quale, attraverso un elettrolizzatore, contribuirà alla produzione di idrogeno verde. Altro fronte dell’innovazione, poi, è costituito dai servizi digitali nell’ “Home care”. Un esempio? La App per cellulari che supporta il paziente, o la badante, nella gestione quotidiana dell’assistenza. Senza dimenticare, inoltre, altri services di telemedicina: dal controllo remoto dell’attività respiratoria del paziente fino alla gestione delle cure palliative. Ciò detto la società in generale, sul fronte dell’innovazione, si pone soprattutto quale integratore di sistema dei vari soggetti coinvolti nella filiera.
Il peso dell’inflazione
Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore rimarca la dinamica dell’inflazione. Un trend che, facendo salire il costo del venduto, impatta la redditività. La società, pure consapevole della questione, invita ad un’analisi articolata. In primis, viene sottolineato, nei gas tecnici, da un lato, la gran parte dei maggiori oneri è trasferita sull’utente finale; e, dall’altro, il gruppo ha posto in essere rilevanti efficienze. Rispetto, invece, ai gas medicinali e all’ Home care è vero, dice sempre Sol, che esistono contratti pluriennali stipulati quando l’inflazione era di fatto inesistente. E, tuttavia, la società ricorda di avere attivato, già da inizio del 2022, percorsi di sensibilizzazione e revisione degli accordi stessi. Tanto che, anche grazie agli interventi governativi a sostegno delle imprese energivore, Sol rimarca, come peraltro mostra l’Ebitda margin del 2022 superiore a quello del 2021, di avere tenuto la situazione sotto controllo. Ciò detto, rispetto invece al 2023, l’azienda, da una parte sottolinea che il costo dell’energia va calando; e, dall’altra, che il supporto governativo è confermato nel primo trimestre e, seppure in misura minore, anche nel secondo. Un contesto il quale, al netto di eventi eccezionali, permette al gruppo di dirsi in grado di gestire la situazione.



