Nel nostro principale data center di Pont-Saint-Martin, siamo partiti molto presto. Dal 2011 si utilizza un impianto geotermico per il raffreddamento che ha una temperatura costante di 13 gradi. Ora stiamo facendo un'ulteriore trivellazione di due pozzi in modo da poter aumentare la capacità dell’acqua utilizzata.Tutto ciò ci ha permesso di spegnere i cosiddetti gruppi frigo, ovvero il sistema di raffreddamento alimentato a energia elettrica, e quindi di ridurre in maniera drastica i consumi energetici. Nel 2022 abbiamo portato avanti un progetto di compartimentazione dei flussi termodinamici all'interno del bunker che permette di poter mantenere l'ambiente freddo/caldo, evitando dispersioni. Abbiamo, inoltre, in corso dal 2022 la sostituzione degli apparati di illuminazione con i led. Tutti questi interventi sono partiti nel 2011 e hanno prodotto risultati interessanti: il consumo energetico del data center di Pont Saint Martin è, infatti, sceso del 13% nel 2021 rispetto al 2020, e di un ulteriore 19% nel 2022 rispetto al 2021. Complessivamente, per quanto riguarda i data center, nel 2022 abbiamo registrato una riduzione dei consumi energetici del 25% rispetto all’anno precedente.
Quali sono gli obiettivi di risparmio energetico che vi date per quest'anno e per i prossimi anni?
A Roma il progetto dei pannelli fotovoltaici ci potrebbe permettere di risparmiare un 20-25% del consumo energetico. Per quanto riguarda i data center, dalla sostituzione di tutti gli apparati di illuminazione e dall’ulteriore trivellazione in progetto, nel 2024 sicuramente avremo un altro contributo. Io mi aspetto che il risparmio sia in linea dal punto di vista percentuale rispetto agli anni precedenti. Sul versante dei clienti, punterete anche in vista del nuovo piano al 2025, sulla sostenibilità e su progetti che la riguardano? Sì, la sostenibilità avrà una parte sempre più rilevante nei prossimi anni, con alcuni progetti legati al Pnrr. Un progetto, ad esempio, riguarda la lotta all’inefficienza del consumo idrico. Sappiamo ormai che le infrastrutture hanno delle inefficienze che portano perdite di acqua tra il 40 e il 50 per cento. Noi abbiamo delle piattaforme che mettono insieme le tecnologie che gestiamo, dall’Ai all’IoT fino al digital twin, lavorando sul cloud, e che ci permettono di sapere in anticipo, attraverso analisi sofisticate, dove potrebbe esserci un’inefficienza nell’infrastruttura idrica. Un altro progetto interessante, in ambito Pnrr, è il tema delle comunità energetiche rinnovabili. Se si hanno tante persone pronte a installare un impianto di energia rinnovabile, c'è, infatti, bisogno di una piattaforma che organizzi produzione e consumo di energia nel modo più efficiente possibile. La nostra piattaforma, chiamata Energy Community, fa previsioni energetiche in funzione del meteo, stabilisce tariffe dinamiche, avvisa quando ci sono degli accumuli energetici, permette di fare l'analisi della produzione, dei consumi e dello stoccaggio. Il terzo progetto riguarda la crisi climatica e la fragilità del territorio, con l’obiettivo di prevenire dissesti che possono portare a catastrofi. La piattaforma Red (Risk evaluation dashboard) raccoglie i dati che vengono dal terreno, dal meteo, da qualsiasi situazione che abbia a che fare con un territorio specifico. Tutte le informazioni vengono raccolte e mostrate in dashboard semplificate e permettono di fare anche in questo caso delle analisi predittive. C’è, infine, un altro tema rilevante che è quello che riguarda la riduzione della CO2. Abbiamo diverse piattaforme che lavorano in questa logica, come Ines Cloud, che viene impiegata in alcune città, tra cui Verona, Firenze, Pisa e Napoli per gestire ad esempio l'accesso alle aree Ztl, nonché tutto il sistema di smart parking. Abbiamo anche un progetto di smart lighting, in alcuni comuni siciliani, dove attraverso i sensori IoT possiamo efficientare l'illuminazione pubblica. Questo permette un risparmio energetico considerevole, importante soprattutto per quei comuni che non hanno entrate sufficienti per poter gestire anche altri servizi.
Su quali progetti vi concentrerete nei prossimi anni?
Ci focalizziamo sulle espansioni dei progetti già in corso. Inoltre, ci sono progetti più orientati alla ricerca, per ora non applicati, che potrebbero prossimamente diventarlo. Per esempio, c’è un progetto di ricerca europeo a cui noi partecipiamo, denominato “Platoon”, per la gestione e produzione di energie rinnovabili, che ha come obiettivo quello di modernizzare la rete elettrica grazie ai nuovi servizi di rete intelligenti che sfruttano i dati. Si tratta, quindi, anche in questo caso di una piattaforma che permette di aggiungere “intelligenza” , implementando soluzioni scalabili replicabili per la gestione d'energia. Quindi l'obiettivo, fondamentalmente, è sempre lo stesso: aumentare il consumo di energia rinnovabile attraverso l'utilizzo di reti intelligenti interconnesse. E’ un modello che stiamo sperimentando con il comune di Roma