Sostenibilità e digitale

Sostenibilità e intelligenza artificiale i focus del nuovo piano di Engineering nel 2025

Il punto con l’ad Maximo Ibarra sui target di risparmio energetico per i prossimi anni e le prospettive di utilizzo delle nuove tecnologie

di Simona Rossitto

Maximo Ibarra, ad di Engineering

5' min read

5' min read

Sostenibilità e intelligenza artificiale saranno tra i protagonisti del nuovo piano di Engineering che vedrà la luce nel 2025 e, intanto, il gruppo It punta su un ulteriore risparmio energetico e su una più ampia offerta di progetti sostenibili ai suoi clienti. Lo racconta Maximo Ibarra, amministratore delegato di Engineering, in un’intervista a DigitEconomy.24 (report del Sole 24 Ore Radiocor e di Digit’Ed (leader nella formazione e nel supporto alla crescita del capitale umano).

SFOGLIA IL REPORT COMPLETO

Loading...

Sul fronte interno, quali sono i nuovi progetti per risparmiare energia?

Stiamo lavorando molto sui consumi energetici in tutte le sedi che abbiamo, si tratta di circa 70 edifici in Italia e all’estero. Nella sede di Roma, che ospita il 20% della popolazione complessiva di Engineering, abbiamo la certificazione Leed, che viene data agli edifici che hanno prestazioni ottime dal punto di vista energetico; la sede di Milano, che arriva dopo rispetto a quella di Roma, ha già una certificazione Gold. A Roma, inoltre, c’è in corso il progetto, partito quest’anno, di mettere dei pannelli fotovoltaici in modo tale da avere un ulteriore contributo di risparmio dal punto di vista del consumo energetico.

Quali gli obiettivi di risparmio per i data center?

Nel nostro principale data center di Pont-Saint-Martin, siamo partiti molto presto. Dal 2011 si utilizza un impianto geotermico per il raffreddamento che ha una temperatura costante di 13 gradi. Ora stiamo facendo un'ulteriore trivellazione di due pozzi in modo da poter aumentare la capacità dell’acqua utilizzata.Tutto ciò ci ha permesso di spegnere i cosiddetti gruppi frigo, ovvero il sistema di raffreddamento alimentato a energia elettrica, e quindi di ridurre in maniera drastica i consumi energetici. Nel 2022 abbiamo portato avanti un progetto di compartimentazione dei flussi termodinamici all'interno del bunker che permette di poter mantenere l'ambiente freddo/caldo, evitando dispersioni. Abbiamo, inoltre, in corso dal 2022 la sostituzione degli apparati di illuminazione con i led. Tutti questi interventi sono partiti nel 2011 e hanno prodotto risultati interessanti: il consumo energetico del data center di Pont Saint Martin è, infatti, sceso del 13% nel 2021 rispetto al 2020, e di un ulteriore 19% nel 2022 rispetto al 2021. Complessivamente, per quanto riguarda i data center, nel 2022 abbiamo registrato una riduzione dei consumi energetici del 25% rispetto all’anno precedente.

Quali sono gli obiettivi di risparmio energetico che vi date per quest'anno e per i prossimi anni?

A Roma il progetto dei pannelli fotovoltaici ci potrebbe permettere di risparmiare un 20-25% del consumo energetico. Per quanto riguarda i data center, dalla sostituzione di tutti gli apparati di illuminazione e dall’ulteriore trivellazione in progetto, nel 2024 sicuramente avremo un altro contributo. Io mi aspetto che il risparmio sia in linea dal punto di vista percentuale rispetto agli anni precedenti. Sul versante dei clienti, punterete anche in vista del nuovo piano al 2025, sulla sostenibilità e su progetti che la riguardano? Sì, la sostenibilità avrà una parte sempre più rilevante nei prossimi anni, con alcuni progetti legati al Pnrr. Un progetto, ad esempio, riguarda la lotta all’inefficienza del consumo idrico. Sappiamo ormai che le infrastrutture hanno delle inefficienze che portano perdite di acqua tra il 40 e il 50 per cento. Noi abbiamo delle piattaforme che mettono insieme le tecnologie che gestiamo, dall’Ai all’IoT fino al digital twin, lavorando sul cloud, e che ci permettono di sapere in anticipo, attraverso analisi sofisticate, dove potrebbe esserci un’inefficienza nell’infrastruttura idrica. Un altro progetto interessante, in ambito Pnrr, è il tema delle comunità energetiche rinnovabili. Se si hanno tante persone pronte a installare un impianto di energia rinnovabile, c'è, infatti, bisogno di una piattaforma che organizzi produzione e consumo di energia nel modo più efficiente possibile. La nostra piattaforma, chiamata Energy Community, fa previsioni energetiche in funzione del meteo, stabilisce tariffe dinamiche, avvisa quando ci sono degli accumuli energetici, permette di fare l'analisi della produzione, dei consumi e dello stoccaggio. Il terzo progetto riguarda la crisi climatica e la fragilità del territorio, con l’obiettivo di prevenire dissesti che possono portare a catastrofi. La piattaforma Red (Risk evaluation dashboard) raccoglie i dati che vengono dal terreno, dal meteo, da qualsiasi situazione che abbia a che fare con un territorio specifico. Tutte le informazioni vengono raccolte e mostrate in dashboard semplificate e permettono di fare anche in questo caso delle analisi predittive. C’è, infine, un altro tema rilevante che è quello che riguarda la riduzione della CO2. Abbiamo diverse piattaforme che lavorano in questa logica, come Ines Cloud, che viene impiegata in alcune città, tra cui Verona, Firenze, Pisa e Napoli per gestire ad esempio l'accesso alle aree Ztl, nonché tutto il sistema di smart parking. Abbiamo anche un progetto di smart lighting, in alcuni comuni siciliani, dove attraverso i sensori IoT possiamo efficientare l'illuminazione pubblica. Questo permette un risparmio energetico considerevole, importante soprattutto per quei comuni che non hanno entrate sufficienti per poter gestire anche altri servizi.

Su quali progetti vi concentrerete nei prossimi anni?

Ci focalizziamo sulle espansioni dei progetti già in corso. Inoltre, ci sono progetti più orientati alla ricerca, per ora non applicati, che potrebbero prossimamente diventarlo. Per esempio, c’è un progetto di ricerca europeo a cui noi partecipiamo, denominato “Platoon”, per la gestione e produzione di energie rinnovabili, che ha come obiettivo quello di modernizzare la rete elettrica grazie ai nuovi servizi di rete intelligenti che sfruttano i dati. Si tratta, quindi, anche in questo caso di una piattaforma che permette di aggiungere “intelligenza” , implementando soluzioni scalabili replicabili per la gestione d'energia. Quindi l'obiettivo, fondamentalmente, è sempre lo stesso: aumentare il consumo di energia rinnovabile attraverso l'utilizzo di reti intelligenti interconnesse. E’ un modello che stiamo sperimentando con il comune di Roma

Che ruolo giocherà l'intelligenza artificiale anche nella sostenibilità?

Direi importantissimo, perché gli elementi fondamentali dell'intelligenza artificiale permetteranno di poter gestire una mole di dati sempre più elevata con un livello di sofisticazione sempre più alto per quanto riguarda la qualità predittiva. Ad esempio, sul tema della rete idrica è chiaro che la capacità non sta soltanto nel trovare quelli che vengono chiamati insight, cioè sostanzialmente dei dati, delle informazioni che fanno capire dove potrebbe rilevarsi o riscontrarsi un problema, ma quella di essere più precisi nelle analisi predittive. Oggi l’Ai oggi non risolve il problema in sé, non riesce, ad esempio, a risolvere il tema della fragilità di un territorio, per cui sarebbero necessari interventi infrastrutturali, ma in attesa che questi ultimi vengano fatti, si riesce a evitare che un evento climatico in un territorio fragile possa portare a una situazione molto critica.

Che cosa pensate dell’Ai Act e che impatto potrebbe avere sui vostri progetti di uso dell’intelligenza artificiale?

Lo stiamo studiando, ma ovviamente è ancora troppo presto per valutare quale potrebbe essere l'impatto; sicuramente è un atto dovuto e mi fa piacere che dal punto di vista politico sia emersa la necessità di regolamentare l'intelligenza artificiale. Non credo che questa regolamentazione abbia o avrà un impatto negativo nello sviluppo dell'intelligenza artificiale, avrà sicuramente un impatto positivo nel far sì che l'intelligenza artificiale non abbia storture dal punto di vista dell’utilizzo, soprattutto per quanto riguarda il trattamento di dati personali.

In conclusione, l'intelligenza artificiale e la sostenibilità saranno tra i protagonisti del nuovo piano al 2025?

Assolutamente sì. La gran parte dei nostri clienti dovrà affrontare queste sfide in un modo o in un altro e noi cerchiamo di portare loro delle soluzioni, degli ecosistemi sotto forma di piattaforme che consentano di essere sempre più efficienti e efficaci anche dal punto di vista della sostenibilità.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti