Space Economy, una filiera integrata che guarda al futuro con lo spazioporto di Grottaglie, i voli suborbitali, i sistemi a pilotaggio remoto. Una Cape Canaveral in Italia
di Vincenzo Rutigliano
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Un mosaico fatto di grandi gruppi multinazionali, di Pmi e di startup innovative. Un quadro composito - e in filiera - che fa della Puglia una delle cinque regioni con il più alto numero di attività industriali aerospaziali e di insediamenti produttivi e l'unica nella quale si realizzano sia prodotti per la componentistica che software aerospaziali, materiali innovativi, satelliti e telecomunicazioni. Tutto frutto di una crescente specializzazione manifatturiera regionale che nel tempo ha fatto dell'aerospazio uno dei distretti più vivaci del Paese. Nel tempo è sorto e si è consolidato - gruppo Leonardo a parte presente a Grottaglie - un mosaico con big player locali del calibro di Sitael, Exprivia (gruppo Ict con 2400 addetti) che giusto nelle settimane scorse si è vista aggiudicare la gara Esa da 25 milioni di euro per la fornitura del “Payload Data Ground Segment” (Pdgs) della costellazione satellitare italiana Iride, un programma spaziale che sarà realizzato in Italia con le risorse del Pnrr, una piattaforma in grado di raccogliere i dati di oltre 30 satelliti, e di elaborarli in modo sistematico per lo studio dei fenomeni naturali climatici e del territorio. Ma ci sono anche Pmi del peso, per esempio, della Planetek Italia di Bari che realizza sistemi e servizi per l'elaborazione di dati cartografici satellitari, o della Novotech aerospace advanced technology di Avetrana, nel tarantino, attiva nella ricerca ed innovazione ingegneristica che ha sviluppato il progetto “Seagull”,un idrovolante ultraleggero che si trasforma in un natante propulso a vela e a motore, la cosiddetta “barca volante”, a basso impatto ambientale . Non solo. Nel comparto ha un ruolo decisivo la ricerca pubblica, oltre che privata. Il Politecnico di Bari, da ultimo, è dentro il polo nazionale di trasferimento tecnologico "Galaxia", una sfida cui partecipano prestigiosi atenei come il Politecnico di Torino, La Sapienza di Roma, l’Università di Padova. Galaxia avrà una dotazione complessiva di 30 milioni in 4 anni per investire in oltre 30 nuove imprese nelle fasi di prototipazione e seed. Più di ogni altra filiera questa dell'aerospazio guarda al futuro, dai voli suborbitali dello spazioporto di Grottaglie ai sistemi di pilotaggio remoto, un comparto che in cifre - secondo uno studio di Banca Ifis di dicembre scorso - coinvolge 550 Pmi con un impatto occupazionale stimato in 7.500 addetti, 400 ricercatori ed un fatturato pari a 1,5 miliardi di euro.
L'impegno del DTA
A sostegno del settore è attivo anche il distretto tecnologico Aerospaziale (Dta) che ha per soci le università pugliesi di Bari e del Salento, il Politecnico, il Cnr e 22 imprese del comparto che operano per aumentare la produzione e la competitività, creando innovazione e stimolando la ricerca. Alcune di esse hanno anche acquisito posizioni di livello nazionale ed internazionale con la partecipazione a programmi sia dell'Agenzia spaziale europea (Esa) che italiana (Asi), grazie alla progettazione e realizzazione di sistemi informativi ad alta tecnologia, moduli motore e componenti.
Monitor di Banca Intesa SanPaolo: export distretto in crescita
Una delle chiavi che spiegano la vivacità di questo distretto è l'approccio fortemente integrato e la vocazione, molto forte, all'export con un valore, prima della pandemia, per 739 milioni di euro (con una incidenza dell'11,9% sull'export nazionale), quasi la metà dei ricavi annui. Nel 2022 - secondo i dati del Monitor sui distretti industriali del Sud di Intesa San Paolo reso noto a giugno scorso - il polo aerospaziale pugliese ha incrementato, sia pure in misura molto lieve, il suo export, dello 0,9% rispetto al 2021, in valore 3 milioni di euro. Dati, questi, che hanno portato il loro contributo al + 30,6% di export ottenuto - sempre secondo banca Intesa San Paolo - l'anno scorso dai poli tecnologici del Sud, in valore 1,3 miliardi di euro.
Il futuro, lo spazioporto di Grottaglie, i voli suborbitali, i sistemi a pilotaggio remoto, una Cape Canaveral in Italia.
Secondo le recenti stime di McKinsey, il valore della Space Economy a livello mondiale nel 2022 è stato di 447 miliardi di dollari, con una tendenza alla crescita che porterebbe il valore a toccare quota 1.000 miliardi entro il 2030. Non sorprende, quindi, che sulla space economy si concentrino investimenti pubblici e privati.
Nel corso degli ultimi due cicli di programmazione tra contratti di programma e misure come il PIA la Regione ha stanziato incentivi per circa 400 milioni di euro, a fronte di progetti di sviluppo promossi da grandi e piccole e medie imprese in diversi ambiti, dalla realizzazione di aerostrutture in fibra di carbonio alla ricerca ed innovazione nel campo dei sistemi di propulsione e lo sviluppo della nuova generazione di motori avionici.

