Trieste, sparatoria in questura, la pm: «Era lucido, puntava gli agenti»
L’assassino è guardato a vista in ospedale. Nell’ordinanza si rileva l’assenza di riscontri oggettivi su una possibile malattia psichica dell’uomo, avanzata dalla madre
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Alejandro Stephan Meran, nel corso della sparatoria all'interno della Questura di Trieste era «lucido e consapevole» e ha portato avanti «l’azione aggressiva». É quanto risulta dal decreto di fermo - firmato
dal pm Federica Riolino - di Alejandro Augusto Stephan Meran, l’uomo che ha ucciso due agenti della polizia all’interno della questura di Trieste, ferendone un terzo. Una lucidità che lo stesso gip del Tribunale di Trieste Massimo Tomassini ribadisce nell'ordinanza rilevando l'assenza di riscontri oggettivi su una possibile malattia psichica dell'uomo, avanzata dalla madre. L’ordinanza dispone il carcere per l’uomo, accusato di aver ucciso due agenti e avere sparato contro altri otto poliziotti.
GUARDA IL VIDEO - Sparatoria in questura a Trieste, uccisi due poliziotti
Le autopsie la prossima settimana
Le autopsie sui corpi dei due agenti uccisi in questura a Trieste saranno effettuate a partire dalla metà della prossima settimana. E dovranno chiarire i dettagli della dinamica dell’aggressione ai due poliziotti: la raffica di colpi e la traiettoria dei proiettili. Solo dopo saranno celebrati i funerali.
L’aggressore ha sparato 16 volte, gli agenti sei
Dai primi rilievi effettuati Alejandro Stephan Meran avrebbe sparato 16 colpi, mentre gli agenti rispondendo al fuoco ne avrebbero esplosi sei. Dunque in totale sono stati 22 i colpi sparati nel pomeriggio di sangue alla questura di Trieste. L’aggressore ha esaurito l’intero caricatore di una pistola e ha esploso un colpo dall’altra arma, in totale sedici colpi. Gli altri sei sono invece stati sparati da agenti presenti sulla scena e che hanno tentato di fermare l’aggressore.
