Sparkasse apre nuove filiali e si espande in Emilia-Romagna
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«In quest’epoca di digitalizzazione spinta dei servizi noi vediamo un ritorno alla filiale fisica, tanto che dopo la sede di Bologna abbiamo appena aperto una filiale anche a Modena e il prossimo anno puntiamo a espanderci a Reggio Emilia. Il contatto diretto con il cliente è strategico e la nostra capacità di fornire risposte personalizzate in tempi più rapidi dei grandi istituti creditizi, in quanto piccola banca indipendente con una filiera decisionale corta, ma anche di strutturare operazioni sull’estero molto complesse grazie alla nostra specializzazione internazionale, ci sta premiando». Le parole di Nicola Calabrò, amministratore delegato e direttore generale di Sparkasse, spiegano perché il gruppo altoatesino stia crescendo velocemente in Emilia-Romagna, il mercato con la più alta vocazione all’export e una forte densità di medie imprese, e perché abbia deciso di rilanciare la scommessa dopo il primo investimento di un anno e mezzo fa nel cuore del capoluogo regionale.
«In realtà siamo partiti già cinque anni fa con lo sviluppo commerciale in regione – precisa l’Ad – lavorando però dalla filiale di Verona e con i nostri consulenti che si spostavano da Verona o Padova sulla via Emilia per proporre finanziamenti al target di aziende dai 100 milioni di euro di fatturato in su. La risposta è stata subito buona, in particolare tra Reggio Emilia, Modena, Bologna e Forlì-Cesena». Dopo tre anni, i tempi erano maturi per aprire una filiale fisica al fine di presidiare in modo stabile e diretto la piazza emiliana: un anno e mezzo fa c’è stato il debutto dell’istituto bolzanino in pieno centro a Bologna, poche settimane fa in via Pietro Ferrari a Modena. Oggi sono una quindicina i dipendenti attivi in Emilia-Romagna, sui 1.900 collaboratori complessivi del gruppo Sparkasse, che ha appena festeggiato i 170 di attività e rappresenta oggi una delle più importanti casse di risparmio indipendenti in Italia e il primo operatore creditizio indipendente con sede nel Nord-Est – con una sede anche a Monaco di Baviera - posizionato subito dopo i quattro principali gruppi bancari nazionali.
In Emilia-Romagna Sparkasse ha già in portafoglio nel Corporate banking oltre 140 aziende clienti con più di 400 milioni di euro di finanziamenti in essere, mentre nel Private segue oltre 130 clienti con più di 80 milioni di euro di masse gestite. «Dopo l’ottima performance della nostra prima filiale a Bologna, e dopo aver sviluppato importanti relazioni con primari clienti in regione, l’apertura della filiale a Modena è la conferma di un grande interesse per un ulteriore sviluppo in questo territorio. Non per ultimo, Modena rappresenta un importante perno strategico anche dal punto logistico, qui si incrociano infatti le due principali direttrici Nord-Sud (A22) ed Est-Ovest (A1)», ha ricordato in occasione della seconda apertura emiliana Gerhard Brandstätter, presidente dell’istituto nato nel 1854 come Cassa di Risparmio di Bolzano e che oggi, dopo l’acquisizione nel 2022 di CiviBank, conta una rete di 173 filiali, 28 miliardi di euro di mezzi amministrati - tra 18 miliardi di raccolta complessiva e 10 miliardi di impieghi netti – e un “international desk” attivo in tutto in mondo che fa capo a due team con una trentina di specialisti tra il quartier generale di Bolzano e Verona.
«Nel 2025, probabilmente nella seconda metà dell’anno, apriremo una sede anche a Reggio Emilia. Guardiamo con interesse anche alla Romagna – anticipa Calabrò – ma siamo abituati a procedere gradualmente, un passo alla volta, anche perché in parallelo stiamo espandendo la nostra presenza fisica nel Triveneto con Civibank».
La nuova filiale di Modena rappresenta uno dei capisaldi del nuovo piano industriale strategico 2024-2026 di Sparkasse, che mette in campo oltre 55 milioni di euro di investimenti e progetti per accompagnare lo sviluppo sia territoriale sia di efficientamento operativo e organizzativo, puntando a raggiungere nel triennio 90 milioni di euro di utile netto, con un Roe attorno al 7%, un rapporto costi/ricavi inferiore al 63%, un indice Npl netto dell’1,2% e un alto grado di patrimonializzazione (CET 1 Ratio vicino al 15%). «Andiamo in controtendenza rispetto al settore bancario - aggiunge il vicepresidente Carlo Costa -, infatti mettiamo la filiale al centro della relazione con cliente, continuiamo ad assumere nuovi consulenti per il rafforzamento della rete e a investire».


