Sparkasse, tre nuove aperture sul territorio
Espansione. A queste si aggiungono nove restyling tra cui quello della storica e centenaria sede di Merano che viene ripensato con un concept più moderno. Filosofia. La banca punta alla creazione di un’offerta sempre più taylor made in cui la consulenza svolge un ruolo centrale anche per alimentare voci di ricavo
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Nessuna operazione di M&A all’orizzonte; e di questi tempi è già quasi una notizia. E nessuna chiusura di filiali, anzi la conferma di un piano pluriennale di sviluppo e crescita della rete.
Le prime settimane del 2025 di Sparkasse ribadiscono la traiettoria in controtendenza rispetto ad alcune direttrici generali del sistema bancario italiano. «Ormai da diversi anni abbiamo identificato la filiale come qualcosa di importante, che continua a rappresentare per noi l’ambiente prevalente di sviluppo del nostro business», conferma l’amministratore delegato Nicola Calabrò, che proprio in queste settimana festeggia i 10 anni alla guida dell’istituto altoatesino. Nei primi tre anni del suo mandato, ricorda il banchiere, Sparkasse chiuse 25 filiali per razionalizzare la rete, «ma è un cantiere che abbiamo preferito fare velocemente entro la fine del 2017 e da allora è concluso. Da allora il messaggio verso clienti e dipendenti è stato molto chiaro: possono dormire sonni tranquilli quanto alla localizzazione e alla presenza delle nostre filiali». Se quindi anche nel 2024 il numero complessivo di sportelli a livello nazionale si è ridotto, scendendo sotto quota 20mila, «non tutto il sistema ragiona così», rivendica Calabrò: «Già dal 2017 la banca aveva preso una direzione molto chiara. Siamo in controtendenza da qualche anno e lo affermiamo con ancora più vigore oggi». Dal 2018 Sparkasse ha aperto così 5 nuove filiali oltre ad averne rinnovate 26 per adeguarle alle nuove esigenze dell’attività commerciale. Senza dimenticare la crescita per linee esterne realizzata con l’acquisizione di Civibank. Nel 2025 sono attese altre tre aperture, che si aggiungeranno a nove rinnovi: tra questi ultimi è da segnalare in particolare quello della storica sede di Merano. Uno sportello con oltre 100 anni di storia, ripensato con un concept «innovativo» che si pone come modello per l’intera rete. «Stiamo segmentando la nostra offerta in modo tale da renderla il più possibile personalizzata e costruiamo su misura i nostri spazi una volta identificati i destinatari della nostra offerta», filiale per filiale. Se così a Modena la sede aperta nel 2024 è dedicata soprattutto al corporate e al private, quella di Merano è una filiale «full service», che si propone a un pubblico più eterogeneo «con spazi progettati per avere ambienti diversi per i diversi segmenti di clientela che li andranno ad abitare». L’approccio della banca altoatesina mira quindi alla creazione di un’offerta sempre più «taylor made», in cui la consulenza svolge un ruolo centrale anche per alimentare voci di ricavo diverse dal margine di interesse, in tempi di riduzione dei tassi Bce, e sostenere così la crescita dopo i risultati record del 2024.
Lo scorso anno Sparkasse ha registrato un utile netto di 117,7 milioni, in aumento del 43,1% rispetto all’esercizio precedente, con un contributo di Civibank balzato del 86,6% a 20 milioni. I ricavi totali al netto delle componenti non ricorrenti sono saliti del 3% a 446,6 milioni, con margine di interesse a 296 milioni (-1,8%) e ricavi da servizi a 136,1 milioni (+2%). Il costo del credito si è dimezzato a 23,4 milioni, con un’incidenza dei deteriorati al 3,9% al lordo delle rettifiche e all’1,9% al netto. Sul fronte della solidità patrimoniale l’istituto può contare su un coefficiente Cet 1 al 14,6% e su un Totale capital ratio al 15,9 per cento. Il 2025, d’altra parte, «è partito molto bene, è un anno in cui dal punto di vista commerciale registriamo dei risultati molto importanti su tutti i fronti», rivendica Calabrò. In particolare, aggiunge, «si conferma il trend importante degli ultimi anni di una crescita delle masse del risparmio gestito, che è tra i filoni per noi più “core business”. Nel 2015, del resto, avevamo un miliardo di masse di risparmio gestito, che oggi sono 2,9 miliardi più un miliardo da Civibank e questo – rincara il banchiere - ha molto a che fare con l’attività delle filiali». «Fare banca tradizionale con una rete di filiali forse torna a essere un mestiere strategico», chiosa. Tanto più che «nei prossimi anni, quando il margine di interesse si assesterà verso il ribasso, le banche che avranno una solida componente di ricavi da servizi saranno quelle che faranno la differenza». Complessivamente, quindi, Sparkasse ritiene «di poter fare un buon 2025», con ricavi commerciali «in leggera crescita». Il tutto, ribadisce il banchiere, senza prendere parte al risiko: «In questo momento siamo alla finestra, non abbiamo interessi verso qualche operazione straordinaria» anche perché «siamo contenti e soddisfatti» dell’acquisizione di Civibank «da cui iniziamo ad avere frutti interessanti che potranno ancora migliorare». L’istituto resta invece pronto a cogliere le occasioni che potranno presentarsi come conseguenza del consolidamento, sia in termini di filiali in arrivo sul mercato per necessità antitrust, sia per opportunità di business: «Quando si verificano fasi di acquisizioni fra gruppi – conclude Calabrò - normalmente ci sono momenti di assestamento che creano spazi commerciali interessanti».


