Violazione di sicurezza

Spiati giornalisti e attivisti: Paragon blocca l’uso del suo spyware in Italia. Interviene il Copasir

Violazioni di sicurezza hanno colpito attivisti e giornalisti italiani

Aggiornato il 6 febbraio 2025 alle ore 10,30

foto IPP/Andre Chang/ZUMA Press 
nella foto :   uno smartphone che mostra il logo di Paragon Solutions, una società di spyware, sullo sfondo del logo di WhatsApp. 
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nella foto :   uno smartphone che mostra il logo di Paragon Solutions, una società di spyware, sullo sfondo del logo di WhatsApp. 
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La società israeliana Paragon Solution, titolare dello spyware omonimo, ha tagliato fuori l’Italia dal suo spyware con effetto immediato, dopo che - secondo quanto riporta la testata israeliana Haaretz - il governo italiano non ha risposto alle accuse di aver spiato giornalisti e attivisti critici nei confronti del primo ministro di estrema destra Giorgia Meloni violando gli account WhatsApp. Una mossa, quella di Paragon che rilancia gli interrogativi pressanti mossi nelle ore precedenti da due noti personaggi risultati tra gli spiati: il capomissione di Mediterranea Saving Humans Luca Casarini e il direttore di Fanpage Francesco Cancellato.

La vicenda

«Con una comunicazione ufficiale, Meta, la società che gestisce il servizio di messaggistica Whatsapp, ha informato Luca Casarini, uno dei nostri capomissione e tra i fondatori di Mediterranea, che il suo telefono era stato violato da una operazione di spyware ad alto livello, attraverso l’uso di un software definito tra i più sofisticati al mondo» ha reso noto la Ong Mediterranea Saving Humans, in merito a un’intercettazione giunta sul telefono del suo fondatore, Luca Casarini, e riscontrata da Meta. Coinvolto anche un altro italiano, il giornalista e direttore di Fanpage.it, Francesco Cancellato.

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«Meta - prosegue la Ong - consigliava di cambiare subito il cellulare e di rivolgersi ai propri consulenti, un team di ricerca all’Università di Toronto, ”The Citizen Lab”. Quasi contestualmente testate e agenzie giornalistiche internazionali davano notizia della violazione dei sistemi di sicurezza di Whatsapp, che coinvolgeva 90 target nel mondo, tra cui attivisti sociali e giornalisti».

Il software utilizzato per effettuare l’infiltrazione spyware, secondo quanto riferisca Mediterranea, è chiamato Paragon ed è messo a punto dalla società israeliana Paragon Solution «che ha dichiarato di averlo fornito al governo Usa e ad agenzie governative di intelligence di paesi alleati», spiega la Ong.

Palazzo Chigi: questione grave, attivata l’Agenzia cyber

In serata era arriva la presa di posizione di Palazzo Chigi: «Trattandosi di una questione che il governo considera di particolare gravità, è stata attivata l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), che dipende dalla Presidenza del Consiglio. Acn ha interloquito con lo studio legale Advant, incaricato dalla società WhatsApp Ireland limited: emerge che le utenze italiane interessate finora appaiono essere sette. Non è stata comunicata ad Acn l’identità dei titolari di tali utenze, che sono stati informati direttamente dalla stessa società, a tutela della loro privacy». Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi.

Sul caso delle presunte attività di spionaggio si è mosso anche il Copasir. A quanto apprende l’Adnkronos il Comitato si sta già occupando del caso e continuerà a farlo. Intanto sulla vicenda l’opposizione ha chiesto un’informativa urgente al governo e sono state presentate alcune interrogazioni.

Le domande al governo

Gli esperti di The Citizen Lab stanno effettuando adesso le indagini sul telefono di Luca Casarini e nei prossimi giorni sarà possibile sapere da quanto durava questa operazione.

«Siamo già a conoscenza di altri casi, in Italia e all’estero - dice Mediterranea - che coinvolgono difensori dei diritti umani, attivisti e giornalisti di inchiesta. Sappiamo anche che per quanto riguarda Luca e altri, l’attività di soccorso in mare, e di aiuto alle persone rinchiuse nei lager libici o deportate nel deserto, sono al centro delle attenzioni dei servizi segreti italiani, in particolare l’Aise che opera in Libia e in Tunisia. Ma sapremo di sicuro qualcosa in più dopo la conclusione delle investigazioni civili che stiamo conducendo. Qualche domanda sorge spontanea: il governo italiano ha autorizzato una simile operazione? I servizi segreti italiani si avvalgono del software Paragon?».

«A chi pensa di farci paura, attraverso il messaggio che per la “ragion di Stato” si può fare tutto, rispondiamo con la serenità di chi non ha nulla da nascondere: noi proviamo in ogni modo a salvare le vite, al contrario di chi invece lascia morire migliaia di persone in mare o nel deserto. Non abbiamo rapporti con torturatori e trafficanti di esseri umani, al contrario invece di chi li protegge dai mandati di cattura internazionali per crimini contro l’umanità», conclude la Ong.

Il denominatore comune

Della vicenda si sono occupati anche i media internazionali. Il britannico Guardian scrive: Luca Casarini, un attivista la cui organizzazione si stima abbia salvato 2mila persone che attraversavano il Mediterraneo per raggiungere l’Italia, è la persona di più alto profilo a farsi avanti da quando WhatsApp ha annunciato la scorsa settimana che 90 giornalisti e altri membri della società civile avevano probabilmente avuto i loro telefoni compromessi da un cliente governativo che utilizzava lo spyware di Paragon.

Il lavoro dei tre presunti obiettivi che si sono fatti avanti finora, Casarini, il giornalista Francesco Cancellato, direttore della testata online Fanpage.it, e l’attivista libico residente in Svezia Husam El Gomati, ha una cosa in comune: ognuno ha criticato il primo ministro, Giorgia Meloni. Il governo italiano non ha risposto a una richiesta di commento sulla sua eventuale appartenenza a un cliente di Paragon.

Fanpage.it apre il sito di informazione con la notizia del direttore spiato e pone alcuni inquietanti interrogativi. Il titolo che campeggia nella homepage è: “L’Italia è cliente di Paragon? Il governo ha spiato il direttore di Fanpage.it Cancellato?”. E poi ancora: “Vogliamo sapere chi ha ordinato questa attività di spionaggio”.

L’accordo di Biden poi sospeso

Sotto l’amministrazione Biden, scrive ancora il Guardian, Paragon ha stipulato un contratto da 2 milioni di dollari con l’Immigration and Customs Enforcement (Ice) degli Stati Uniti, ma l’accordo è stato sospeso dopo che sono state sollevate domande sulla conformità dell’accordo con un ordine esecutivo che limitava l’uso di spyware da parte del governo federale, nel caso in cui il suo uso rappresentasse un “rischio significativo di controspionaggio o sicurezza”. L’ordine esecutivo non è stato revocato dall’amministrazione Trump. Né Paragon né Ice hanno commentato lo stato del contratto.

Paragon ha un ufficio negli Stati Uniti a Chantilly, in Virginia. John Fleming, un ex veterano della Cia, è il presidente esecutivo di Paragon US.

Italia cliente di Paragon?

Per ora, l’attenzione è rivolta al presunto utilizzo dello spyware da parte dell’Italia.

«È diventato chiaro; l’Italia ha un problema con Paragon. Visti i casi che sono già rapidamente emersi, è il momento di chiedersi: chi era il cliente? E quanto sono andati avanti questi casi?» si chiede John Scott Railton, ricercatore senior presso il Citizen Lab dell’Università di Toronto, che monitora la sorveglianza digitale della società civile. Una persona vicina a Paragon ha rifiutato di commentare l’identità dei suoi clienti, ma ha affermato che «non avrebbe negato» che l’Italia fosse un cliente.

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