Giustizia

Spiavano politici, imprenditori e sportivi: la lista degli accessi abusivi

Tra le personalità oggetto di ricerca i ministri Lollobrigida, Calderone, Pichetto Fratin e Urso ma anche il presidente di Confindustria Bonomi

Dossieraggio, Melillo e Cantone chiedono audizione a Csm

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La Procura di Roma ha aperto un fascicolo sulle accuse rivolte al presidente della Figc Gabriele Gravina. L’indagine, al momento senza indagati o ipotesi di reato, è all’attenzione dei magistrati di Roma in relazione ad una segnalazione, mesi fa, della Dna e che avrebbe ad oggetto “presunte attività illecite - come emerge dalle carte dell’indagine di Perugia - poste in essere dal Gabriele Gravina” presidente della Figc

Intanto la Direzione nazionale antimafia sta affrontando una situazione critica, con circa 800 accessi non autorizzati alla propria banca dati, focalizzati sul monitoraggio delle segnalazioni di antiriciclaggio che coinvolgono figure di spicco nel mondo della politica, dell’economia, dello sport e dell’intrattenimento. Questa rivelazione mette in luce le azioni dell’ufficiale di polizia giudiziaria, Pasquale Striano, il cui nome appare tra gli indagati nel registro della Procura di Perugia, insieme a quello del sostituto procuratore antimafia Antonio Laudati.

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Il nucleo dell’indagine, condotta dalla Procura di Perugia, evidenzia una «consultazione compulsiva» di dati sensibili, marcata da accessi illegittimi effettuati tra il 2019 e il 2023. L’obiettivo principale di tali intrusioni era individuare Segnalazioni di operazioni sospette (Sos) riconducibili ai soggetti «spiati».

Cosa sono le Sos

Le Sos sono le segnalazioni antiriciclaggio inviate dai soggetti obbligati (elencati dal decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, costituiti da intermediari bancari e finanziari, altri operatori finanziari, professionisti nell’esercizio della professione in forma individuale, associata o societaria, altri operatori non finanziari, prestatori di servizi di gioco, società di gestione accentrata di strumenti finanziari e di gestione dei mercati regolamentati di strumenti finanziari) all’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, che poi le condivide con il Nucleo valutario della Guardia di finanza e con la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo.

Si tratta di comunicazioni standard – obbligatorie per le operazioni economiche dei soggetti politicamente esposti – che nella maggior parte dei casi non producono alcun risultato. Possono essere, in particolare, una base investigativa utilizzata dall’Antiriciclaggio per approfondire determinati aspetti delle varie operazioni economiche segnalate. Per loro natura, dunque, le Sos devono rimanere documenti interni, in quanto la loro divulgazione rischia di essere sfruttata per compiere dossieraggi a danno di obiettivi predeterminati.

La lista delle ricerche

Secondo l’accusa dei pm di Perugia, Striano avrebbe fatto ricerche su determinati nominativi per vedere se fossero destinatari di comunicazioni Sos.

Nella lunga lista compare il nome del ministro della Difesa Guido Crosetto: nei suoi confronti sono state raccolte informazioni sui suoi dati e redditi percepiti che, secondo l’accusa, sono poi confluite in tre articoli pubblicati nell’ottobre 2022 sul “Domani”.

Tra le personalità oggetto della ricerca ci sono attuali esponenti del governo come i ministri Francesco Lollobrigida, Marina Elvira Calderone, Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso e i sottosegretari Andrea Delmastro e Giovanbattista Fazzolari.

Una grande quantità di accessi informatici abusivi ha riguardato il mondo dell’economia: si va dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi a Vittorio Colao.

Poi ci sono Marta Fascina, parlamentare di FI e ultima compagna di Silvio Berlusconi, e Olivia Paladino, compagna di Giuseppe Conte. Anche Matteo Renzi compare tra gli oggetti delle ricerche, così come Marco Carrai. Ci sono anche l’attuale presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, il sottosegretario Andrea Del Mastro, Irene Pivetti, Alessio D’Amato, Letizia Moratti, i figli di Denis Verdini, Francesca e Tommaso.

C’è anche l’ipotesi del mandante nell’indagine di Perugia

C’è anche l’ipotesi che Pasquale Striano possa avere avuto un mandante tra quelle vagliate dalla procura di Perugia che indaga sulle centinaia di accessi ritenuti abusivi alle banche dati della Procura nazionale antimafia da parte del tenente della Guardia di finanza. Ipotesi che però non ha trovato finora riscontro negli accertamenti dei magistrati coordinati dal procuratore Raffaele Cantone. Il tema centrale dell’indagine resta quindi quello di come siano state utilizzate le informazioni recuperate da Striano dalle banche dati. E se l’ufficiale le abbia fornite ad altre persone ed eventualmente per quali scopi.

Audizioni al Copasir, Csm e Antimafia

Il procuratore antimafia Giovanni Melillo e il procuratore di Perugia Raffaele Cantone saranno ascoltati in settimana davanti alla Commissione parlamentare Antimafia. Lo ha deciso l’Ufficio di presidenza della stessa Commissione, che si è riunito oggi proprio in seguito alla richiesta dei due procuratori che hanno scritto alla stessa Antimafia, oltre che al Csm e al Copasir, per chiedere di valutare «con l’urgenza del caso» l’opportunità di una loro audizione sulle vicende relative all’inchiesta di Perugia. L’Ufficio di presidenza della Commissione antimafia, guidata dal presidente Chiara Colosimo, ha infatti calendarizzato le audizioni del procuratore nazionale Antimafia, Giovanni Melillo, per mercoledì 6 marzo alle ore 16.30 e quella del procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, per giovedì 7 marzo alle ore 10.

Le richieste non casuali. Cantone è il capo dell’ufficio titolare dell’inchiesta mentre Melillo è l’attuale numero uno della Direzione nazionale antimafia, per la quale avevano prestato servizio i due indagati chiave: Pasquale Striano, il finanziere al quale vengono contestati centinai di accessi abusivi alla banca dati delle Segnalazioni di operazioni sospette, e Antonio Laudati, ex sostituto procuratore dell’antimafia, il quale guidava la struttura che riceveva le Sos.

All’epoca dei fatti il procuratore capo della Dna era Federico Cafiero de Raho, oggi deputato del Movimento Cinque Stelle, il quale nei mesi scorsi aveva già negato categoricamente l’esistenza di una centrale di dossieraggio interna alla direzione nazionale antimafia. In queste ore Melillo e Cantone considerano però «doveroso» chiedere di valutare «con l’urgenza del caso» la loro audizione, che considerano appunto «necessaria alle valutazioni riservate» di Csm, Copasir e Commissione antimafia. Quest’ultima si sta già attivando in merito e nelle prossime ore si terrà l’ufficio di presidenza, presieduto da Chiara Colosimo, per valutare la richiesta dei due magistrati.


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