Sprint del caseificio Arrigoni Battista negli investimenti green
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di Enrico Netti
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Un piano d’investimenti per adeguare una delle più antiche attività al nuovo millennio. È quello adottato dal Caseificio Arrigoni Battista, storica azienda bergamasca che quest’anno festeggia i 110 anni di attività all’insegna della gestione familiare. In azienda oggi sono presenti due membri della terza generazione che ricoprono la carica di vice presidente e cinque membri della quarta generazione.
Sul tetto dello stabilimento di Pagazzano, in provincia di Bergamo, è in avanzata fase di installazione un impianto fotovoltaico della potenza di 500 kW che verrà integrato con un impianto di cogenerazione da 500 kW già in produzione. «Con queste soluzioni saremo quasi autonomi dal punto di vista dell’elettricità perché l’autoproduzione coprirà l’80% del fabbisogno del caseificio di Pagazzano - sottolinea Marco Arrigoni, presidente e amministratore delegato di Arrigoni Battista -. Una parte dell’investimento è stato coperto grazie ai fondi europei del Pnrr».
Ancora più significativo il piano d’investimento previsto nel biennio 2024 - 2025. «Con un investimento di un paio di milioni vogliamo dotare l’azienda di sistemi di confezionamento di ultima generazione - continua l’ad - e migliorare alcune attività particolarmente usuranti per il personale, salvaguardare le risorse interne e colmare la difficoltà nel reperire gli addetti». Un piano di ammodernamento per il caseificio che «vent’anni fa era estremamente moderno e ora deve essere adeguato all’evoluzione dell’offerta, con le confezioni che cambiano in funzione della gamma prodotto e dei clienti della Gdo per cui produciamo private label» rimarca Marco Arrigoni.
Il fatturato 2023 dell’azienda è di poco superiore ai 50 milioni e per quest’anno si prevede un leggero aumento, intorno al 3-5%, continuando sullo stesso percorso di una crescita costante e ininterrotta. A questi risultati contribuiscono le linee con la marca del distributore che valgono il 40% dei ricavi, una quota stabile nel tempo. I dipendenti sono 115 ma la Pmi soffre per la difficoltà nel reperire personale; non sono richieste particolari competenze in quanto la formazione e il training avvengono internamente.
Il portafoglio prodotti è costruito su tre prodotti Dop di produzione propria: Taleggio, Gorgonzola e Quartirolo lombardo. Il caseificio produce altri formaggi tipici lombardi come Primo sale, Stracchino, caprini di latte vaccino, Italico e «altri prodotti da noi sviluppati per nicchie di alta qualità - spiega Arrigoni -. Per la produzione utilizziamo solo latte italiano certificato munto nel raggio di trenta chilometri di cui circa un 20% proviene da una azienda di famiglia secondo un modello di filiera integrata».

