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Starbucks annuncia i licenziamenti: 1.100 dipendenti colpiti dalla crisi

Il nuovo presidente di Starbucks, Brian Niccol, comunica ai dipendenti i licenziamenti e le misure per risollevare l'azienda

epa11910202 People with a baby stroller walk past the window of a 'Stars Coffee,' a chain that opened in former 'Starbucks' coffee shops, in Moscow, Russia, 20 February 2025. The American coffee chain Starbucks sold its business in Russia after the Russian president declared a 'special military operation' in Ukraine and the Western sanctions that followed it.  EPA/YURI KOCHETKOV

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Poche ore. Oggi i dipendenti di Starbucks sapranno se il loro nome è nella lunga lista dei licenziati. Il gruppo di caffetterie Usa è pronto infatti a tagliare 1.100 dipendenti a livello globale. Una delle misure decise dal nuovo presidente e amministratore delegato Brian Niccol per tentare di risollevare i conti del gruppo afflitto dalla fuga di clienti e ricavi.

La lettera ai dipendenti

In una lettera ai dipendenti pubblicata, Niccol ha affermato che la società informerà i dipendenti che verranno licenziati entro oggi. Niccol ha affermato che Starbucks sta anche eliminando diverse centinaia di posizioni aperte e non soddisfatte. «Il nostro intento è quello di operare in modo più efficiente, aumentare la responsabilità, ridurre la complessità e promuovere una migliore integrazione», ha scritto Niccol nella lettera. Starbucks ha 16.000 dipendenti di supporto aziendale in tutto il mondo, ma ciò include alcuni dipendenti che non sono interessati dai tagli, come il personale della torrefazione e del magazzino.

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«Le nostre dimensioni e struttura possono rallentarci, con troppi livelli, manager di piccoli team e ruoli focalizzati principalmente sul coordinamento del lavoro», ha scritto Niccol. Starbucks ha assunto Niccol lo scorso autunno per rimediare al rallentamento delle vendite. Il manager ha detto che vuole migliorare gli orari di servizio – soprattutto durante la punta mattutina – e ristabilire i negozi come luoghi di ritrovo della comunità.

Niccol sta anche eliminando gli articoli dal menu di Starbucks e sperimentando i suoi algoritmi di ordinazione per gestire meglio il suo mix di ordini. Il dato di fatto è che le vendite globali di Starbucks a parità di negozi sono diminuite del 2% nell’anno fiscale 2024. Negli Stati Uniti, i clienti sono stanchi degli aumenti dei prezzi e dei crescenti tempi di attesa.

Il mercato sembra credere al manager chiamato a risollevare il gruppo lo scorso agosto, tanto che a Wall Street il titolo è balzato in poche settimane dai minimi di 72 dollari agli attuali 113 dollari.

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