Startup e pmi innovative, una su cinque ha sede a milano fatturato oltre i 2,8 miliardi
3' min read
3' min read
Milano si conferma un ecosistema privilegiato per la nascita e lo sviluppo di startup e Pmi innovative, due realtà che rappresentano, oggi, il più grande e diffuso veicolo di trasferimento tecnologico in Italia.
La città metropolitana ospita, infatti, 3.301 realtà imprenditoriali di questo tipo, pari al 20% del totale italiano, secondo i più recenti dati a disposizione (settembre 2023). Il peso di Milano è ancora più rilevante in considerazione del giro d’affari: si tratta di 2,8 miliardi di euro di fatturato nell’esercizio 2022; più di un quarto (27,4%) del totale nazionale.
Sono alcuni dei trend che emergono dall’ottava edizione dell’Osservatorio Open Innovation e Corporate Venture Capital promosso da Assolombarda e da InnovUp in collaborazione con InfoCamere e Politecnico di Milano. L’indagine, presentata oggi alla Green House di Deloitte, a Milano, si propone di mappare e di studiare lo scenario italiano, con un focus particolare sulla Lombardia e sull’area milanese.
«Startup e Pmi innovative sono un patrimonio prezioso per l’economia italiana, poiché dispongono, per loro natura, di una forte capacità innovativa e di una marcata propensione all’uso della tecnologia - ha dichiarato il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Assolombarda, Federico Chiarini -. Eppure, in Italia, si registra nell’anno in corso una contrazione del numero di imprese di questo tipo: un fenomeno meno percepito in Lombardia e nella città metropolitana di Milano che deve, comunque, accendere i riflettori sulla necessità di sostenere idee, business e progetti».
Stando ai dati dell’Osservatorio, nel 2023 il numero di startup e Pmi innovative ha registrato un calo del -1,4% nella città metropolitana di Milano rispetto al 2022; una contrazione più contenuta in riferimento al -3,5% italiano. Ma, se da un lato sono diminuite le startup e Pmi innovative partecipate unicamente da persone fisiche o ditte individuali, sono aumentate, dall’altro, quelle con almeno un investitore specializzato, finanziario o corporate (CVC). Una circostanza che testimonia la capacità della città di attrarre investitori qualificati e strutturati in grado di supportare lo sviluppo delle realtà imprenditoriali più promettenti e innovative.
