Terzo trimestre

Stellantis, consegne -20%. Casa Bianca e Governo: «Rispettare gli impegni»

Moody’s abbassa l’outlook. Nuovi stop negli stabilimenti italiani. Via della Camera a mozioni su rilancio siti italiani, molti i voti bipartisan

di Alberto Annicchiarico

Aggiornato alle ore 18:55 del 16 ottobre 2024

Il ceo di Stellantis, Carlos Tavares

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Giornata nera per Stellantis, con il crollo delle consegne nel terzo trimestre, il richiamo di 54mila suv crossover ibridi (Alfa Romeo Tonale e Dodge Hornet) a livello mondiale per un problema con il pedale del freno, ma anche l’abbassamento dell’outlook a negativo da parte di Moody’s e soprattutto il richiamo a rispettare gli impegni su piano industriale e investimenti da parte del Governo (dopo il voto di una mozione della maggioranza alla Camera) e della Casa Bianca, intervenuta nel confronto tra azienda e sindacato. Nonostante tutto, il titolo ha chiuso praticamente sulla parità, a quota 12 euro.

Quanto alle consegne consolidate di Stellantis nel trimestre chiuso il 30 settembre 2024 sono state stimate in 1,148 milioni di unità, il 20% in meno rispetto allo stesso periodo del 2023. Il calo delle consegne è stato maggiore rispetto a quello delle vendite ai clienti finali nel periodo, che si sono ridotte di circa il 15%, scontando l’impatto temporaneo della transizione del portafoglio prodotti e delle iniziative di riduzione delle scorte presso la rete.

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Con il termine “consegne” si identificano i volumi di veicoli consegnati alla rete di vendita, ai distributori o direttamente dal costruttore ai clienti finali sia individuali sia per le flotte, che determinano i ricavi del gruppo.

Stellantis e le «prospettive robuste». Maserati -60%

In particolare, in Europa allargata, le consegne dagli stabilimenti di Stellantis sono diminuite di circa 100.000 unità (-17% a 496.000 unità) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per il posticipo del lancio dei modelli basati sulla piattaforma Smart Car, inclusa la Citroen C3, che ha iniziato a essere consegnata alla rete in settembre. Da segnalare che le consegne consolidate di Maserati sono scese del 60% a 2.100 unità.

Le prospettive per il lancio dei nuovi modelli in Europa sarebbero robuste, con ordini per 50.000 unità per la nuova Citroen C3 e di 80.000 unità per la nuova Peugeot 3008, a titolo di esempio.

Tavares (Stellantis): "Necessario rendere auto elettriche accessibili a classe media"

In Nord America, le consegne sono diminuite di circa 170.000 unità (-36% a 299.000 unità), di cui oltre 100.000 unità relative ai già annunciati tagli alla produzione con l’intento di ridurre lo stock presso la rete. Ha inciso inoltre la contrazione del portafoglio prodotti per la transizione verso le nuove offerte multi-energy con una nuova generazione di prodotti in fase di lancio, iniziando nell’ultima parte del 2024 con la Dodge Charger Daytona e la Jeep Wagoneer S.

Comunque, le vendite ai clienti finali negli Stati Uniti hanno supportato la crescita della quota di mercato mese su mese nel terzo trimestre dal 7,2% in luglio al 7,9% in agosto e all’8,0% in settembre, mentre le scorte si sono ridotte di 50.000 unità (-11,6%) rispetto alla fine dello scorso trimestre.

Nel “Terzo Motore” di Stellantis (l’aggregazione dei segmenti Sud America, Medio Oriente e Africa e Cina e India e Asia Pacifico), le consegne sono rimaste complessivamente invariate, poiché la crescita in Sud America ha compensato i cali in Medio Oriente Africa, Cina e India Asia Pacifico. In particolare, sono cresciute del 14% in Sud America a 259.000 unità, sono calate del 30% in Cina, India e Asia Pacifico a 14.000 unità e sono diminuite del 26% in Medio Oriente e Africa a 78.000 unità.

Moody’s abbassa l’outlook a negativo: grave perdita di liquidità in vista

Moody’s Ratings ha abbassato l’outlook di Stellantis da stabile a negativo, mentre ha confermato il rating “Baa1” di lungo termine e il rating a breve termine. Come si legge in una nota dell’agenzia di rating, la modifica dell’outlook è legata alla «gravità della perdita di liquidità prevista per la seconda metà del 2024, dopo il profit warning del 30 settmbre, con l’aspettativa che la performance operativa si riprenda l’anno prossimo».

Moody’s ricorda che «l’aggiustamento della guidance per l’esercizio 2024 è dovuto alla decisione del management di accelerare le misure di risanamento delle scorte negli Stati Uniti, ma anche alla debolezza di altre regioni, tra cui l’Europa». L’agenzia di rating spiega infine che la decisione tiene conto della «forte posizione di liquidità di Stellantis, che fornisce un cuscinetto fino a quando i risultati operativi e il flusso di cassa libero non miglioreranno il prossimo anno».

Urso: «Un piano industriale entro l’anno». E la Casa Bianca chiede rispetto impegni

Non solo Roma chiede impegni a Stellantis. Anche la Casa Bianca vuole vedere il gruppo guidato dal ceo Carlos Tavares rispettare gli impegni con l’Uaw (il sindacato Usa del settore automotive) e le comunità locali: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre rispondendo nel briefing con i reporter ad una domanda sugli impegni della casa automobilistica in fatto di investimenti (1,7 miliardi di dollari) negli stabilimenti Usa e per nuovi prodotti. Il presidente Biden era già intervenuto durante il lungo sciopero Uaw dell’autunno 2023 contro le Big Three per i rinnovi contrattuali, chiedendo «aumenti significativi».

Guardando all’Italia, il Governo punta a «chiudere entro quest’anno il tavolo Stellantis, che già coinvolge tutte le parti sociali produttive e sindacali e le Regioni, con una seduta conclusiva a Palazzo Chigi, in cui l’azienda» deve impegnarsi «in maniera formale a un piano industriale focalizzato sulla produzione e l’occupazione in Italia, perseguendo gli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale concordati nel tavolo». Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che alla Camera ha dato parere favorevole alla mozione di maggioranza su Stellantis e aperto su diversi dei 21 impegni unitari delle opposizioni, proponendo diverse riformulazioni. Una di queste prevede appunto di «concludere entro dicembre i lavori del tavolo Stellantis». Nel caso in cui il piano industriale non fosse convincente «dovremmo prenderne atto tutti», ha concluso Urso, perché «altrimenti daremmo senza avere certezza che quel che diamo serve al rilancio industriale e alla salvaguardia occupazionale».

Infine, la Camera ha approvato la mozione della maggioranza su Stellantis e sull’automotive, che impegna il Governo ad «avanzare una proposta in sede europea per rivedere da subito il percorso del Green Deal» europeo. I sì sono stati 172, i no 103, 6 gli astenuti. Respinta, invece, la mozione unitaria Azione-M5s-Pd-Avs che impegnava il governo «ad adottare iniziative di competenza volte a sostenere la transizione all’elettrico», e «ad avviare le opportune iniziative, anche in ambito di Ue, al fine di prevedere che l’erogazione di bonus». Sono stati approvati, però, anche alcuni impegni indicati nella mozione delle opposizioni.

Produzione sospesa a Pomigliano, Termoli e Pratola Serra

Intanto Stellantis ha comunicato alle organizzazioni sindacali le prossime giornate di sospensione delle attività produttive previste per alcuni stabilimenti italiani. In una nota del gruppo si spiega che «queste misure sono necessarie per adeguare la produzione alle attuali condizioni di mercato e per garantire una gestione efficiente delle risorse». Gli stabilimenti interessati sono Pomigliano D’Arco, Termoli e Pratola Serra.

Per quanto riguarda lo stabilimento di Pomigliano la produzione della linea Panda sarà sospesa nelle seguenti singole giornate: 11, 14, 15, 18, 21, 22, 25, 28 e 29 novembre 2024. Nello stabilimento di Termoli, invece, la produzione della Linea Fire sarà sospesa dall’11 al 24 novembre 2024, quella delle linee GME/GSE/V6 nelle singole giornate 11, 15, 18 e 22 novembre 2024. Nell stabilimento di Pratola Serra, infine, la produzione sarà sospesa nelle singole giornate dell’11 e 12 novembre 2024.

Il gruppo ammette: «Mancano gli ordini per i veicoli elettrificati»

«Stellantis - si spiega - sta affrontando un momento particolarmente complesso nel percorso di transizione a causa della mancanza di ordini legata all’andamento del mercato dei veicoli elettrificati in Europa, che sta mettendo in difficoltà tutti i produttori, soprattutto europei. Siamo determinati a garantire la continuità dei nostri impianti e delle attività in questo momento complicato e continuiamo a supportare tutti i nostri colleghi e colleghe in questa fase. Si tratta di un percorso impegnativo, che comporta scelte complesse e non offre soluzioni immediate, ma richiede unità d’intenti e visione per accompagnare questa grande azienda, insieme a tutti i suoi dipendenti, nel futuro».

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