Stellantis, consegne -20%. Casa Bianca e Governo: «Rispettare gli impegni»
Moody’s abbassa l’outlook. Nuovi stop negli stabilimenti italiani. Via della Camera a mozioni su rilancio siti italiani, molti i voti bipartisan
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I punti chiave
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Giornata nera per Stellantis, con il crollo delle consegne nel terzo trimestre, il richiamo di 54mila suv crossover ibridi (Alfa Romeo Tonale e Dodge Hornet) a livello mondiale per un problema con il pedale del freno, ma anche l’abbassamento dell’outlook a negativo da parte di Moody’s e soprattutto il richiamo a rispettare gli impegni su piano industriale e investimenti da parte del Governo (dopo il voto di una mozione della maggioranza alla Camera) e della Casa Bianca, intervenuta nel confronto tra azienda e sindacato. Nonostante tutto, il titolo ha chiuso praticamente sulla parità, a quota 12 euro.
Quanto alle consegne consolidate di Stellantis nel trimestre chiuso il 30 settembre 2024 sono state stimate in 1,148 milioni di unità, il 20% in meno rispetto allo stesso periodo del 2023. Il calo delle consegne è stato maggiore rispetto a quello delle vendite ai clienti finali nel periodo, che si sono ridotte di circa il 15%, scontando l’impatto temporaneo della transizione del portafoglio prodotti e delle iniziative di riduzione delle scorte presso la rete.
Con il termine “consegne” si identificano i volumi di veicoli consegnati alla rete di vendita, ai distributori o direttamente dal costruttore ai clienti finali sia individuali sia per le flotte, che determinano i ricavi del gruppo.
Stellantis e le «prospettive robuste». Maserati -60%
In particolare, in Europa allargata, le consegne dagli stabilimenti di Stellantis sono diminuite di circa 100.000 unità (-17% a 496.000 unità) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per il posticipo del lancio dei modelli basati sulla piattaforma Smart Car, inclusa la Citroen C3, che ha iniziato a essere consegnata alla rete in settembre. Da segnalare che le consegne consolidate di Maserati sono scese del 60% a 2.100 unità.
Le prospettive per il lancio dei nuovi modelli in Europa sarebbero robuste, con ordini per 50.000 unità per la nuova Citroen C3 e di 80.000 unità per la nuova Peugeot 3008, a titolo di esempio.


