Stellantis a picco, minimi da due anni dopo profit warning
Analisti: «drastico» taglio delle stime su risultato operativo adjusted e free cash flow. Gli esperti prevedono impatti su dividendo e buyback
di Paolo Paronetto
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Capitombolo di Stellantis a Piazza Affari dopo il profit warning sui risultati del 2024: i titoli del gruppo accusano una flessione a doppia cifra e scendono sotto la soglia dei 13 euro per la prima volta dall'ottobre 2022. La revisione delle stime si aggiunge a quelle effettuate di recente da concorrenti come Volkswagen, Mercedes e Bmw e conferma il momento difficile per il settore automobilistico. Nel dettaglio, Stellantis ha «rivisto la guidance sui risultati del 2024 per riflettere le decisioni di ampliare significativamente le azioni a fronte dei problemi di performance in Nord America così come del deterioramento nelle dinamiche globali del settore».
La società prevede ora di registrare quest'anno un «margine risultato operativo adjusted tra il 5,5% ed il 7%, in calo rispetto al precedente "double digit"». La riduzione è legata «per circa due terzi alle azioni correttive in Nord America», mentre «altri fattori includono vendite inferiori alle attese nel secondo semestre in diverse regioni». Il free cash flow industriale, inoltre, è ora «atteso in un range tra -5 miliardi e -10 miliardi rispetto al precedente "positive"», in seguito al «minor risultato operativo adjusted atteso», cosi' come all'impatto «del capitale circolante temporaneamente più alto nel secondo semestre del 2024».
Meno stock negli Usa
Dal punto di vista gestionale, Stellantis «ha accelerato il piano di normalizzazione dei livelli di stock negli Stati Uniti con l'obiettivo di non più di 330mila unità in giacenza presso la rete entro la fine del 2024 rispetto al precedente termine del primo trimestre 2025». Le azioni «includono una riduzione delle consegne alla rete di più di 200mila veicoli nel secondo semestre del 2024 (un incremento rispetto alla riduzione di 100mila riflessa nella precedente guidance) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un aumento degli incentivi sui modelli del 2024 e degli anni precedenti e iniziative di incremento della produttività che contemplano aggiustamenti sia sui costi che sulla capacità produttiva». Il deterioramento nelle condizioni globali del settore, inoltre, «si traduce in una previsione di mercato per il 2024 a un livello inferiore rispetto all'inizio dell'anno mentre le dinamiche competitive si sono intensificate per effetto sia della maggiore offerta sia dell'accresciuta concorrenza cinese».
Il gruppo «continuerà a far leva ed espandere i propri differenziatori competitivi ed è convinto che le azioni di recupero poste in essere si tradurranno in performance operative e finanziarie più robuste nel 2025 e oltre».
Analisti: revisione oltre le attese, impatto su cedola e buyback
«La revisione della guidance non era totalmente inattesa in quanto il consenso era già inferiore a quanto indicato alla società, ma l'entità è ben oltre le attese», commentano gli analisti di Intermonte. «Se da un lato - aggiungono - l'accelerazione nella manovra di aggiustamento delle scorte negli Usa con l'obiettivo di completarla entro il 2024 offre una prospettiva migliore sul 2025, la necessità di implementare ulteriori sconti anche su modelli 2024 rende difficile un immediato rimbalzo della marginalità verso livelli a doppia cifra per via delle conseguenze generali sul pricing dei veicoli».


