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Stop auto termiche 2035 : ibrido, carburanti sintetici ed idrogeno

Lo stop al 2035 fissato per la auto a combustione interna continua ad essere la scelta preferita dall’Unione Europea

di Simonluca Pini

3' min read

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Lo stop alle auto termiche fissato per il 2035 non subirà radicali modifiche, senza le aperture ipotizzare sul fronte di una maggiore neutralità tecnologica. Ad eccezione dello spostamento di due o tre anni per quanto riguarda le multe sulla quantità di CO2 emessa da ogni modello venduto, non sono arrivati cambiamenti radicali per quanto riguarda i motori a combustione interna. Ma quali potrebbero essere le tecnologie utili per ridurre le emissioni di anidride carbonica? Oltre alle vetture ibride plug-in e fuel cell, i carburanti sintetici e biologici (ipotesi portata avanti dal Governo Italiano) sarebbero in grado di diminuire drasticamente le emissioni.

Plug-in hybrid

Partendo dalle Phev (Plug-In Hybrid Electric Vehicle), è presente un motore termico e il motore elettrico si ricarica anche con la presa di corrente. L’autonomia a zero emissioni può raggiungere oltre 100 chilometri e i consumi di benzina si riducono notevolmente quando si viaggia con la batteria carica. Situazione completamente opposta a batteria scarica, dove le auto plug-in diventano tutt’altro che economiche e amiche dell’ambiente. L’ansia da autonomia diventa un lontano ricordo con i modelli Phev, come confermato dai 1.300 chilometri complessivi (di qui oltre 100 km in modalità completamente elettrica dichiarati dalla Jaecoo 7 Phev Super Hybrid.

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Ibride range extender

Le ibride range extender sono veicoli dove il motore a combustione interna è impiegato solamente come generatore di corrente per ricaricare la batteria di trazione quando il livello di carica è basso. Tra le Erev è presente la Nissan X-trail e-Power, dove manca una spina di corrente ma il motore termico alimentato a benzina è utilizzato esclusivamente per generare energia necessaria a caricare la batteria del motore elettrico e non per generare trazione agli pneumatici. Altra applicazione di range extender arriva dalla Mazda Mx-30 R-Ev, ed è ricaricata, unica al mondo tra le auto di serie, da un motore rotativo tipo Wankel da 830 cc e 75 cavalli. È presente un motore elettrico a muovere le ruote anteriori e la possibilità di essere ricaricata anche dalle colonnine.

A seconda dei mercati, le range extender sono chiamate anche Erev (extended-range electric vehicles), Reev (range-extended electric vehicles), Rev (range extender), o Bevx (range-extended battery-electric vehicle). Dalla Cina arriveranno diversi modelli Erev con ricarica alla spina.

Auto a idrogeno

Le auto a idrogeno vengono alimentate da un motore elettrico, rientrando a pieno titolo nella tipologia di vetture elettriche. La sigla che si usa comunemente per identificarle è FCEV, che significa “Fuel Cell Electric Vehicle” (le “Fuel Cell” sono le celle a combustibile in inglese), per distinguerle dalle auto elettriche alimentate a batteria, ossia le Battery Electric Vehicle, o BEV.

Carburanti sintetici: cosa sono, come si producono, quanto costano

Abbreviazione di electrofuel, sono dei carburanti di origine sintetica che vengono prodotti mediante un processo di elettrolisi dell’acqua e sintesi di CO2. Per avere un carburante di origine sintetica “carbon neutral”, occorre che l’elettricità utilizzata provenga da fonti rinnovabili. La neutralità carbonica sarebbe possibile dalla compensazione tra la CO2 emessa dal tubo di scarico dei veicoli alimentati con carburanti sintetici e l’anidride carbonica presa dall’atmosfera per la produzione degli e-fuel. I carburanti sintetici sono inoltre compatibili con le infrastrutture di distribuzione e di vendita attualmente in uso per diesel e benzina e presentano una elevata densità energetica che li rende adatti all’utilizzo su auto ad elevate prestazioni.

Biocarburanti: cosa sono, come si producono, quanto costano

A differenza dei carburanti tradizionali, che derivano da combustibili fossili, i biocarburanti provengono dalla lavorazione di sostanze organiche, vegetali o animali, ad esempio dai rifiuti e scarti di coltivazioni di colza, mais o soia. Per quanto riguarda il biodiesel, non richiede modifiche motoristiche e assicura prestazioni maggiori. Sul fronte emissioni, i motori alimentati a biodiesel contengono minori concentrazioni di monossido di carbonio, di particelle di carbone e di idrocarburi incombusti. A questo si aggiunge la quasi neutralità climatica nel ciclo di produzione-impiego del biodiesel.

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