Petrolio, la Nigeria si affida alla Cina per il rilancio delle sue raffinerie
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
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Le prossime ore saranno determinanti per capire quali misure sono destinate a rimanere e quali a saltare. La norma che cancella il tetto di 240mila euro per i manager della società per il Ponte sullo Stretto di Messina, prevista nell’ultima bozza del decreto Omnibus di 34 articoli (dal titolo: “Asset, attività economiche e investimenti strategici”) attesa nel pomeriggio di oggi, lunedì 7 agosto, sul tavolo del Consiglio dei ministri (alle 17:00, è l’ultimo prima della pausa estiva), dovrebbe essere sottoposta a una “valutazione più collegiale” da parte dell’esecutivo, a seguito della quale non è escluso che scaturisca una frenata, così come richiesto dalle opposizioni. E c’è chi ricorda l’incidente col governo Draghi, quando il tetto era stato sforato per i vertici pubblici, dai ministeri alle forze armate, salvo poi fare marcia indietro.
Non basta a placare le opposizioni l’assicurazione dell’ad della società Stretto di Messina, che la norma sia pensata solamente per reclutare i migliori tecnici sul mercato per costruire la maxi-opera e non per alzare i compensi del cda.
Si delinea inoltre un’istruttoria “più approfondita” sul testo della delega per la riforma degli ordinamenti di comuni, città metropolitane e province con il risultato, con la conseguenza che il via libera da parte del Governo potrebbe non arrivare nel vertice di oggi. Infine, va verso un colpo di spugna la norma sugli ormeggi (disciplina uniforme per i servizi svolti dai soggetti iscritti nel registro), contenuta nell’ultima versione della bozza del provvedimento.
Nel pacchetto di provvedimenti all’esame del Consiglio dei ministri anche le norme sulla giustizia e l’informativa sulla nuova strategia nazionale per la banda ultra larga 2023-2026. Poi l’esame preliminare del disegno di legge per l’abrogazione di norme pre repubblicane (1921-1946), un disegno di legge sull’istituzione del premio Maestro dell’arte della cucina italiana, l’avvio dell’esame della delega al governo per la revisione delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. Poi un dpcm per modificare il regolamento dell’organizzazione degli uffici centrali dirigenziali del ministero dell’Interno, l’esame preliminare del provvedimento di riorganizzazione del ministero dell’Agricoltura e di quello relativo al ministero della Transizione ecologica.
Sono queste le ultime novità sulle misure che - una volta ottenuto il via libera definitivo della Camera al disegno di legge delega per la riforma fiscale - entreranno nei due provvedimenti che saranno esaminati dall’esecutivo. Oltre all’Omnibus, uno è su giustizia, incendi e cultura, con una revisione del reato di criminalità organizzata, come annunciato a metà luglio, per venire incontro alle preoccupazioni dell’Antimafia. Possibile che il provvedimento contenga qualche intervento sulle intercettazioni. Sul fronte degli incendi, arrivano pene più severe per chi li appicca (proprio mentre le fiamme colpiscono ancora la Sardegna). E poi l’8 per mille anche per il recupero delle tossicodipendenze fino all’addio all’autoisolamento Covid, per finire con la riorganizzazione del ministero della Cultura. Materie eterogenee - già finite, come metodo di azione, sotto osservazione da parte della presidenza della Repubblica.