Stop gas e petrolio russo, nella maggioranza c’è un fronte a favore dell’embargo energetico
Da Letta a Di Maio, alcuni esponenti di punta della maggioranza di governo si espongono in favore di un blocco all’import di idrocarburi dalla Russia. Draghi resta prudente ma si allineerà alle scelte europee
di Mariolina Sesto
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I punti chiave
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Dopo il massacro di Bucha, da Letta a Di Maio, avanza nella maggioranza di governo un fronte favorevole a bloccare l’import di gas e petrolio russo anche se, probabilmente, gli effetti per l’Italia non sarebbero indolori.
Letta: quante Bucha prima dell’embargo al gas russo?
«Quante #Bucha servono prima di passare a un embargo completo su petrolio e gas russi? Il tempo è finito» ha scritto su Twitter il segretario Pd Enrico Letta. «Bucha. Noi stiamo col popolo ucraino. Noi stiamo contro la barbarie della guerra di Putin» ha rimarcato ancora su Twitter il leader del Pd pubblicando una foto di Bucha con i cadaveri abbandonati per strada. «You are right» è stata la risposta, in inglese, di Pierferdinando Casini.
Anche Di Maio apre al blocco
Ed anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, pur in modo non così esplicito come Letta, apre alla prospettiva di un embargo al gas russo. «Non escludiamo che nelle prossime ore ci possa essere un dibattito sul tema dell’import di idrocarburi dalla Russia» ha annunciato spiegando che la missione in Azerbaigian, la sesta in circa un mese «che riguarda il potenziamento delle partnership energetiche con altri Paesi», è «uno dei tasselli fondamentali per riuscire a renderci indipendenti dai ricatti della Russia sul gas».
Cingolani: i primi mesi non sarebbero critici
Ma è in grado l’Italia di sostenere una misura così drastica? «I primi mesi non sarebbero critici, perché abbiamo riserve non grandissime ma sufficienti ad affrontare i prossimi mesi, anche con la prossima stagione in arrivo» ha detto Roberto Cingolani, ministro della Transizione Ecologica, ai microfoni di 24 Mattino su Radio24, rispetto all’ipotesi della sospensione delle importazioni di gas dalla Russia. «Dovremmo essere molto bravi ad accelerare invece gli stoccaggi, cioè la preparazione delle riserve per l’inverno ’22-’23», ha aggiunto Cingolani.
Macron: misure chiare su petrolio e carbone, ci coordineremo
Intanto anche gli altri paesi europei si muovono. Quello che è successo a Bucha richiede «misure molto chiare» secondo il presidente francese Emmanuel Macron. «Quindi ci coordineremo con i nostri partner europei, in particolare con la Germania» nei «prossimi giorni» ha aggiunto, riferendosi a singole sanzioni e misure su «carbone e petrolio». Con «ciò che sta accadendo», in particolare a Mariupol, ha detto il presidente francese, «dobbiamo inviare un segnale che è la nostra dignità collettiva e i nostri valori che stiamo difendendo».
