Stretta su autovelox selvaggi, Cdm approva nuove regole
Specifiche più stringenti, ma su proposta dei Comuni aumentano ancora le sanzioni
di Nicoletta Cottone
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Mai più autovelox selvaggi, quelli usati dai comuni per fare cassa. Con il varo delle modifiche al Codice della strada nell’ultimo Consiglio dei ministri arriva una stretta al posizionamento degli autovelox, che non potranno più essere utilizzati dai comuni per fare cassa. E ci sono comuni dove non compaiono introiti da infrazioni diverse. Il testo varato dal Cdm fissata anche una linea durissima per i recidivi. Le modifcihe al Codice della strada saranno ora esaminate in Parlamento. Varate dal Consiglio dei ministri come disegno di legge, sono state modificate nel secondo passaggio a Palazzo Chigi, per recepire le indicazioni di Regioni e Comuni.
Specifiche tecniche più stringenti, aumentano le sanzioni
Nell’ottica di regolamentare l’utilizzo degli autovelox, si va verso «una definizione stringente sulle specifiche tecniche degli apparecchi e sul loro posizionamento». E poi, norma invisa agli automobilisti, il Mit chiarisce che su richiesta dei sindaci viene proposto «un incremento della sanzione amministrativa pecuniaria fino a 1.084 euro e la sospensione della patente di guida da quindici a trenta giorni, esclusivamente nei casi in cui la stessa persona commetta la violazione dei limiti di velocità all’interno del centro abitato per almeno due volte nell’arco di un anno». Inoltre la Conferenza unificata ha proposto di intervenire con regolamento per ampliare il novero delle strade adatte alla realizzazione di piste ciclabili.
Biserni: serve una chiara definizione delle omologazioni
Sugli autovelox, , «stiamo aspettando da 13 anni un decreto interministeriale sulle regole di utilizzo - ha sottolineato il presidente di Asaps Giordano Biserni - visto quanto sta accadendo con migliaia di sentenze che annullano i verbali degli organi di polizia stradale. Va approvato subito quel decreto e deve essere data una chiara definizione dell’equivalenza tra approvazione ed omologazione degli apparati, come già indicato dal Mit con un parere di alcuni anni fa».
La Cassazione bacchetta i comuni
La stessa Cassazione ha più volte bacchettato i Comuni che hanno utilizzato gli autovelox per fare cassa, stabilendo, per esempio, con la sentenza 25544/2023, che la regola che prevede l’obbligo di posizionare l’autovelox a una distanza non inferiore a 1 km dal cartello segnalatore della velocità consentita non ammette deroghe. E si applica anche quando ci si trovi di fronte a un secondo cartello installato per informare gli automobilisti provenienti da una strada laterale in cui il limite di velocità era inferiore a quello della strada di destinazione.
I record di multe nelle 20 grandi città: 75,8 milioni
Secondo i dati di Assoutenti solo nelle 20 principali città gli autovelox hanno garantito 75,8 milioni di euro di incassi. Il comune che detiene il record di multe da autovelox, secondo Assoutenti, è Firenze, con 23,2 milioni di euro di proventi, seguita da Milano (12,9 milioni) e Genova (10,7 milioni); Roma si ferma a poco più di 6 milioni di euro. «Siamo favorevoli alle multe verso chi supera i limiti di velocità . ha sottolineato il vicepresidente di Assoutenti, Gabriele Melluso - e a qualsiasi inasprimento delle sanzioni per i trasgressori, a patto che i primi a rispettare le regole siano gli enti locali, che non devono usare gli autovelox come bancomat ma solo ai fini di garantire la sicurezza stradale. In tal senso riteniamo giusto regolarizzare l'uso di tali apparecchi prevedendo però sanzioni salate anche per gli enti locali che non rispettano le disposizioni».

