Stretta di Facebook sulle inserzioni politiche: sapremo chi le paga e da dove arrivano
di Biagio Simonetta
2' min read
2' min read
Le inserzioni politiche sono il vero nervo scoperto di Facebook. Sul quel campo si sono giocati alcuni degli scandali più grossi che hanno travolto la società di Menlo Park, e che ancora oggi alimentano pesanti dubbi sul risultato di alcune elezioni. Proprio per questo, nelle ultime ore, il social network di Mark Zuckerberg ha annunciato importanti novità sugli annunci sponsorizzati a scopo politico. Segno evidente che, parallelamente all’impegno per ridefinire il trattamento dei dati personali, corre la strada per rendere Facebook uno strumento migliore in chiave elezioni. Ed è chiaramente un effetto dei problemi scaturiti dagli scandali Russiagate e Cambridge Analytica.
Nel post firmato dai due VP Rob Goldman e Alex Himel, vengono esposte tutte le nuove azioni intraprese, che riguardano Facebook ma anche Instagram. Cambiamenti «volti ad aumentare la trasparenza e la responsabilità, nonché a prevenire le interferenze elettorali».
Prima l’autorizzazione
«Lo scorso ottobre - scrivono da Facebook - abbiamo annunciato che solo gli inserzionisti autorizzati saranno in grado di gestire gli annunci elettorali su Facebook o Instagram. E oggi, stiamo estendendo questo requisito a chiunque voglia mostrare “annunci sensibili” - come argomenti politici che vengono discussi in tutto il Paese. Stiamo lavorando con terzi per sviluppare un elenco di questioni chiave che affineremo nel corso del tempo. Per ottenere l’autorizzazione da Facebook, gli inserzionisti dovranno confermare la loro identità e la loro posizione. Agli inserzionisti sarà proibito pubblicare annunci politici - elettorali fino a quando non saranno autorizzati».
Come cambieranno gli annunci politici
Gli annunci elettorali, inoltre, «saranno chiaramente etichettati nell’angolo in alto a sinistra come “Annuncio politico”». E Facebook mostrerà anche informazioni come “pagato da”, così che sia chiara l’origine dell’annuncio e il finanziatore. Zuck e i suoi stanno investendo, inoltre, in intelligenza artificiale e in più personale «per aiutare a trovare gli inserzionisti che avrebbero dovuto passare attraverso il processo di autorizzazione, ma non lo ha fatto».

