«Subito liquidità per le imprese, eurobond e nuove regole Ue»
Serve una reazione immediata per l’emergenza dell’economia e del lavoro. L’evento Covid è una guerra, il governo definisca le azioni
di Nicoletta Picchio
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Subito più liquidità alle imprese, in modo che le aziende abbiano risorse sufficienti per oltrepassare questa transizione dalla durata incerta e superare la crisi economica dovuta al coronavirus, agendo in particolare su rafforzamento del Fondo di garanzia, sospensione immediata dei versamenti fiscali e contributivi di prossima scadenza e allungamento del periodo di rateizzazione. Un’azione «urgente» per evitare che, a fronte di spese indifferibili, il fermo della domanda e il calo dei fatturati, uniti a maggiori oneri di indebitamento, possano «mettere a repentaglio la sopravvivenza di intere filiere produttive».
A questo va affiancata un’azione in Europa, con un piano anticiclico straordinario finanziato con risorse Ue. E una serie di modifiche alle norme sia dell’Unione europea, a partire dalla regolamentazione finanziaria per alleggerire i requisiti prudenziali, sia nazionale, introducendo misure di carattere organizzativo per semplificare le gestione dell’emergenza e il rilancio degli investimenti pubblici.
È la terapia di Confindustria per salvaguardare il sistema economico del paese e l’occupazione. «Affrontiamo l’emergenza economica per la tutela del lavoro», è il titolo del documento che contiene le «proposte per una reazione immediata», realizzare subito, per consentire alle aziende di andare avanti, in una situazione di grande incertezza come quella attuale.
«La tenuta del sistema produttivo è cruciale per tutte le aziende. Le imprese, con chi vi lavora, sono il patrimonio vero dell’Europa e dell’Italia», è scritto nella parte che precede le proposte. In Europa, «sono state prese decisioni importanti e incoraggianti» che vanno accompagnate con l’introduzione di titoli di debito europei. Da noi, con il decreto Cura Italia, sono state adottate le prime misure «che vanno rafforzate». Confindustria riconosce l’«importante sforzo del governo», ma è cruciale che si definiscano fin d’ora le prossime mosse per dare fiducia ad un sistema produttivo che «dovrà fare seguito ad un evento correttamente equiparato ad una guerra».
In Europa l’emissione di debito, spiega il documento, dovrebbe avere una garanzia europea e non dovrebbe prevedere una mutualizzazione tra paesi dei debiti pubblici esistenti, in modo da superare le resistenze dei più restii. Finita l’emergenza questo strumento potrebbe essere usato per sostenere la crescita. Inoltre andrebbe utilizzato in modo efficace il Mes, il meccanismo europeo di stabilità: dovrebbe dare supporto incondizionato ai paesi membri attivando lo strumento, mai usato, di mettere a disposizione di uno stato sovrano una linea di credito precauzionale. Ipotizzando una emissione di mille miliardi di titoli di debito europei, l’Italia potrebbe utilizzare poco meno di 60 miliardi all’anno. Nel caso del Mes, utilizzando completamente le risorse disponibili, l’Italia potrebbe godere di una linea di credito fino a 120 miliardi.

