Irpef

Sul plafond di spesa si calcolano le detrazioni

La composizione del paniere porta a privilegiare gli sconti con aliquota più elevata

di Andrea Dili

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Con il varo del nuovo articolo 16-ter del Tuir la manovra (comma 10 della legge 207/2024) introduce un significativo limite alle detrazioni Irpef dei contribuenti che, dal 2025, conseguiranno redditi superiori a 75mila euro. La norma provvede a fissare un tetto agli oneri e alle spese eleggibili ai fini del computo delle detrazioni. A tal fine vengono individuati specifici massimali, determinati attraverso l’interazione di due variabili: il reddito complessivo dichiarato dal contribuente e la sua situazione familiare.

Reddito e situazione famigliare

In particolare, la norma prevede che il computo dei suddetti massimali venga eseguito in due passaggi:

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  • l’individuazione di un valore di riferimento in base al reddito dichiarato;
  • l’applicazione di un coefficiente calcolato in relazione al numero dei figli fiscalmente a carico presenti nel nucleo familiare del contribuente.

Con la prima operazione vengono identificate due classi:

  • 14mila euro se il reddito complessivo è compreso tra 75.001 e 100mila euro;
  • 8mila euro se oltrepassa 100mila euro.

A tali valori dovrà quindi essere applicato lo specifico coefficiente familiare individuato dalla norma. Esso sarà pari a:

  • 0,50 se nel nucleo familiare del contribuente non vi sono figli fiscalmente a carico;
  • 0,70 se ve ne è uno;
  • 0,85 se ve ne sono due;
  • 1 se ve ne sono più di due o se ne è presente almeno uno con disabilità.

Conseguentemente il nuovo modello prevede otto diversi massimali, compresi tra 4mila (contribuente con reddito maggiore di 100mila euro e senza figli a carico) e 14mila euro (contribuente con reddito compreso tra 75.001 e 100mila euro con più di due figli a carico).

Nuova impostazione

Ai fini della corretta applicazione della norma, è opportuno evidenziare la diversa impostazione seguita dal legislatore rispetto ad analoghe misure varate nel passato, almeno sotto due aspetti.

In primo luogo, la portata universale della disposizione, che include ogni tipologia di onere e spesa detraibile dall’Irpef, facendo salve soltanto le spese sanitarie e le somme investite nelle start up e nelle Pmi innovative, oltre agli interessi passivi sui mutui e ai premi di assicurazione relativi a contratti stipulati entro il 31 dicembre 2024 e alle rate delle spese sostenute entro la stessa data. In secondo luogo, l’introduzione di un meccanismo che non interviene direttamente sulle detrazioni, ma sull’ammontare delle spese utili ai fini della loro determinazione. Meccanismo che, potrebbe risultare molto penalizzante qualora le spese sostenute dal contribuente siano di ammontare particolarmente rilevante, come generalmente avviene per gli interventi edilizi riconosciuti ai fini delle detrazioni.

Proprio in relazione a tali operazioni occorre ricordare che il comma 5 dell’articolo 16-ter prevede che per le spese la cui detrazione è ripartita su più annualità, ai fini della determinazione del massimale, vanno computate le rate riferite a ciascun anno.

Tant’è che, ad esempio, un contribuente con 80mila euro di reddito e con un figlio a carico potrà beneficiare di un plafond di spese eleggibili ai fini delle detrazioni Irpef pari a 9.800 euro. Nel caso in cui nel 2025 sostenga spese per la ristrutturazione dell’abitazione principale, detraibili al 50% in 10 anni, di 80mila euro, altre spese detraibili al 36% di 2.000 euro e ulteriori oneri detraibili al 19% di mille euro, potrà godere di una detrazione massima di 4.648 euro (8.000 x 50% + 1.800 x 36%), subendo un taglio di 262 euro rispetto al 2024.

Qualora invece il reddito conseguito dallo stesso contribuente superasse 100mila euro, il plafond si attesterebbe a 5.600 euro e la detrazione massima ammonterebbe a 2.800 euro (5.600 x 50%), con un taglio complessivo di 2.110 euro.

Quanto riportato dimostra come non sia affatto irrilevante la composizione del paniere delle spese che partecipano alla saturazione del plafond: in caso di concorrenza di diverse tipologie di oneri, quindi, risulterà più vantaggioso scegliere prioritariamente quelli con le percentuali di detrazione più elevate.


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