Edilizia

Superbonus, rischi e conseguenze dei lavori incompiuti: cosa succede alle agevolazioni fiscali

L’incertezza dei cantieri incompiuti: il superbonus in scadenza, il recupero delle agevolazioni fiscali e le possibili soluzioni legali

di Giuseppe Latour

Superbonus, rischi e conseguenze dei lavori incompiuti: cosa succede alle agevolazioni fiscali (Ansa)

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I cantieri a metà mandano le agevolazioni in fumo. Il superbonus si avvia a chiudere il suo percorso; alla fine del 2025 lo sconto fiscale andrà in scadenza e, probabilmente, non sarà rinnovato. Tra migliaia di cantieri fermi e decine di sequestri in tutta Italia (l’ultimo caso in ordine di tempo è quello di Latina), c’è da chiedersi cosa accade se le opere restano incompiute.

Il doppio salto di classe

Il superbonus è nato a metà del 2020 con l’obiettivo di abbattere le emissioni associate agli edifici di tutto il Paese. Attraverso l’efficientamento energetico, l’installazione di cappotti termici, di sistemi ibridi, di pompe di calore, di infissi più performanti, è possibile ottimizzare i consumi e migliorare la classe energetica degli immobili. L’agevolazione, proprio per questo motivo, si ottiene per il doppio salto di classe energetica, quindi per un miglioramento importante delle prestazioni del proprio immobile.

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Le incompiute

La pratica di questi anni ha insegnato, purtroppo, che in molti casi i lavori sono rimasti a metà. Molte imprese si sono improvvisate per prendere lavori e, poi, non sono state in grado di gestirli. Nei casi peggiori, poi, sono state organizzate vere e proprie truffe, lasciando le opere incompiute o neppure iniziate. C’è, quindi, da chiedersi cosa accade dal punto di vista fiscale in queste situazioni. Resta, cioè, possibile incassare le agevolazioni per lavori non finiti?

Il recupero delle Entrate

La risposta è negativa. Il principio è che i lavori vanno conclusi e, quindi, i risparmi energetici vanno raggiunti in modo completo per maturare gli sconti. Altrimenti, ci si espone al rischio di recupero da parte dell’agenzia delle Entrate.

L’eccezione del 2023

C’è da ricordare, a questo proposito, che a fine 2023 il Governo aveva previsto un’eccezione a questa regola, di portata molto limitata. Il superbonus oggetto di cessione sulla base di stati di avanzamento dei lavori effettuati entro il 31 dicembre 2023 non può essere «oggetto di recupero in caso di mancata ultimazione dell’intervento stesso, ancorché tale circostanza comporti il mancato soddisfacimento del requisito del miglioramento di due classi energetiche». In tutti gli altri casi, questo recupero resta possibile.

Il contenzioso con le imprese

Resta la strada del contenzioso tra condominio e impresa, nel caso in cui i lavori restino a metà. C’è, però, da dire che sul punto la giurisprudenza si sta ancora formando. Soprattutto, non è chiaro se sia possibile chiedere all’impresa un risarcimento per le agevolazioni non incassate. L’alternativa migliore, insomma, sarebbe portare a conclusione il cantiere.

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