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Casa, Superbonus: un mese di proroga per le comunicazioni antifrode

La comunicazione antifrode - va ricordato - riguarda tutti coloro che hanno effettuato o stanno effettuando un lavoro di supersismabonus

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Un mese in più per la comunicazione antifrode collegata al supersismabonus. Lo ha deciso il Governo con un Dpcm che sposta i termini per la trasmissione dei dati dal 31 ottobre al 30 novembre prossimo.

La comunicazione antifrode - va ricordato - riguarda tutti coloro che hanno effettuato o stanno effettuando un lavoro di supersismabonus. Nello specifico, sono coinvolti coloro «che non hanno concluso i lavori entro il 31 dicembre 2023» oppure che hanno avviato lavori nel corso del 2024. Avrebbero dovuto trasmettere per la fine di ottobre al portale nazionale delle classificazioni sismiche tutte le informazioni previste dalla legge per i Sal approvati entro il 1° ottobre 2024. Proprio questo termine, che era quello di avvio della procedura per le comunicazioni antifrode, è stato spostato in avanti.

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Della procedura dovranno occuparsi i professionisti incaricati della progettazione e della direzione dei lavori dell’intervento. Il primo compilerà una scheda nella quale individua i dati catastali degli immobili e fornisce la prima stima economica dei lavori. Il direttore lavori, in corrispondenza dell’emissione del Sal, aggiorna il resoconto delle spese sostenute e previste e inserisce i dati finanziari dell’intervento sulle spese sostenute e su quelle previste nel 2024 e nel 2025. C’è, poi, una terza parte, a carico del collaudatore, ancora non attiva: dovrà confermare gli identificativi catastali degli immobili oggetto di intervento e asseverare la riduzione del rischio sismico.

Il mancato invio di questa comunicazione potrà avere conseguenze gravi o, in qualche caso, addirittura disastrose. L’ipotesi migliore è una multa da 10mila euro, che scatta per chi non invia i dati ma ha presentato la Cilas entro il 29 marzo scorso. Chi, invece, ha presentato la Cilas dal 30 marzo in poi (data di entrata in vigore del provvedimento che istituisce la comunicazione) rischia il colpo più duro: la mancata comunicazione dei dati nei termini previsti dalla legge può portare alla perdita completa delle agevolazioni fiscali.

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