Dl Aiuti bis, via libera del Senato. Ok anche a nuove risorse per 6,2 miliardi
Viene ristretto campo della responsabilità in solido al solo dolo e colpa grave.
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I punti chiave
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Via libera unanime dall’Aula del Senato al decreto aiuti bis con 182 voti favorevoli, nessuno contrario e 21 astenuti. Il provvedimento, in scadenza l’8 ottobre, verrà esaminato giovedì prossimo 15 settembre dalla Camera per l’approvazione definitiva. Prima il decreto aveva ottenuto il via libera con “voto unanime” delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Il provvedimento contiene anche le modifiche al Superbonus.
Ok unanime Senato risoluzione aggiustamento bilancio
Il Senato ha votato inoltre all’unanimità (con 214 voti favorevoli) la risoluzione riferita alla relazione al Parlamento sull’aggiornamento degli obiettivi di finanza pubblica. Il documento è stato proposto da tutti i gruppi parlamentari. Con questo aggiustamento di bilancio il governo andrà a finanziare il prossimo decreto Aiuti.
Superbonus, responsabilità solo per chi truffa
Ma cosa prevede l’emendamento sul superbonus? È un emendamento di compromesso messo a punto di Emiliano Fenu (M5S) e riformulato con il Mef e Palazzo Chigi. Viene ristretto campo della responsabilità in solido al solo dolo e colpa grave. Per i crediti sugli altri bonus sorti prima dell’obbligo di asseverazione, parliamo di novembre 2021 quando è esploso il fenomeno delle frodi plurimiliardarie, la restrizione del campo al solo dolo e colpa grave si ha con una asseverazione ora per allora.
Tempi stretti
La partita del Superbonus ha fatto slittare già di diversi giorni il via libera del Parlamento ai 17 miliardi di sostegni a famiglie e imprese. E rischia di rallentare anche il varo, da parte del governo, del terzo decreto aiuti, atteso per la fine della settimana sempre che le Camere abbiano approvato la richiesta di utilizzare i 6,2 miliardi di entrate in più registrati tra luglio e agosto.
Tetto impignorabilità pensioni sale a 1000 euro
Tra gli altri emendamenti approvati dalle commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato, uno fa salire il limite di impignorabilità delle pensioni, che arriva al doppio dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro. Lo ha riferito in Aula a Palazzo Madama il relatore Daniele Pesco (M5s). «Le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione o di altri assegni di quiescenza, non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro», si legge nell’emendamento, che ora passa all’esame dell’Aula.

