Taiwan-Cina, il presidente Lai risponde a Pechino: non siamo in un vicolo cieco
Le celebrazioni delle due Repubbliche cadono a dieci giorni l’una dall’altra, oggi tocca a Taipei. Il discorso del nuovo presidente Lai Ching-tee fa muro contro le minacce verbali e militari di Pechino.
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Le feste per la nascita delle due Repubbliche, quella popolare cinese e quella separatista di Taiwan, cadono entrambe agli inizi di ottobre, innescando puntualmente frizioni reciproche, ormai di routine. Quest’anno, tuttavia, il nuovo presidente Lai Ching-tee che ha giurato meno di sei mesi fa senza ribadire nel discorso inaugurale il tema caro a Pechino dell’Unica Cina, contesta apertamente la tesi di Taiwan parte di un identico territorio sovrano.
La replica alle minacce
Perpetuando il mandato di otto anni del Partito Democratico Progressista Lai respinge la richiesta della Cina di riconoscere Taiwan come parte della Cina, e el discorso alla Nazione Lai si oppone all’unificazione dei due lati dello Stretto di Taiwan come un’unica realtà’ nazionale.
Per il nuovo presidente non e’ come la Cina afferma abitualmente che l’indipendenza di Taiwan è un “vicolo cieco” e che l’annessione da parte di Pechino è un’inevitabilità storica.
E ha aggiunto: “Speriamo che la Cina si assuma le sue responsabilità internazionali e, insieme a Taiwan, contribuisca alla pace, alla sicurezza e alla prosperità della regione e del mondo”.
Le commemorazioni a Taipei hanno incluso esibizioni militari, ma nessun equipaggiamento militare di peso, al contrario degli anni scorsi. Si a esibizioni con musica e bandiere e imprese atletiche acrobatiche.

