Talebani: «Basta droga e terrorismo. Ora amnistia e niente più burka». Draghi: l’Ue sarà all’altezza
Prima conferenza stampa del nuovo Emirato: donne al governo e all’università, sì ai media. Usa: nessuna chiusura, ma siamo pronti alle sanzioni
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I punti chiave
- Presenza femminile nel governo, nel rispetto della Sharia
- Donne senza burka, ma con l’hijab
- Libertà di stampa, nel rispetto degli interessi del Paese
- Baradar arriva a Kandahar
- Gli Usa non chiudono ai talebani, ma evocano sanzioni
- Ue: stop alla violenza, ripristinare l’ordine civile
- Uk: «Riconoscimento se rispettano i diritti dell’uomo»
- Telefonata Draghi-Merkel: subito piano umanitario
- Draghi: «L’Ue sarà all’altezza»
- L’intelligence avvisò sul rischio flop dell’esercito afghano
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«Questo è un momento di orgoglio per l’intera nazione». Esordisce così il portavoce dei talebani nella prima conferenza del movimento a Kabul. «Dopo 20 anni di lotte abbiamo liberato l’Afghanistan ed espulso gli stranieri», ha detto Zabihullah Mujahid davanti alle telecamere. «Non discrimineremo le donne, i diritti saranno tutelati dalla Sharia e l’Afghanistan non sarà minaccia per alcun paese al mondo. Abbiamo perdonato tutti, nessuna inimicizia». Segnali di distensione indirizzati al mondo, quasi l’annuncio di un nuovo corso all’insegna della moderazione, per quanto restino i dubbi della comunità internazionale.
L’Afghanistan non sarà più un centro per la coltivazione del papavero da oppio o per il business della droga, ha assicurato il portavoce aggiungendo che il nuovo governo avrà bisogno del sostegno internazionale per promuovere un’alternativa alla coltivazione del papavero. E rispondendo a una domanda sul rischio che l’Afghanistan dia asilo a foreign fighters o ai terroristi di al Qaida, il portavoce Mujahid ha detto: «Il suolo afghano non sarà utilizzato contro nessuno, possiamo assicurarlo».
Presenza femminile nel governo, nel rispetto della Sharia
I talebani promettono un’amnistia e invitano le donne a entrare al governo, «ma secondo le regole della Sharia», la legge islamica. Lo ribadisce Enamullah Samangani, membro della commissione Cultura degli insorti. Un’affermazione che sembra voler indicare una svolta moderata degli «studenti islamici» che hanno anche annunciato un’amnistia generale per tutti i funzionari statali, invitandoli a tornare al lavoro. Il Washington Post dà intanto notizia di una nuova vittima della fuga disperata di molti civili afghani: il cadavere di un uomo è stato trovato nel vano carrelli di un aereo da trasporto americano C-17.
Donne senza burka, ma con l’hijab
Un altro dei portavoce dei talebani, Suhail Shaheen, ha dichiarato poi che le donne afghane potranno accedere all’istruzione, compresa l’università, sotto il dominio dei talebani, aggiungendo che le donne dovranno indossare l’hijab ma non il burka. Suhail Shaheen ha affermato inoltre che «migliaia» di scuole continuano a funzionare. Il gruppo ha già rassicurato coloro che avevano lavorato con il precedente governo: «Le loro proprietà saranno salvate e il loro onore e le loro vite saranno al sicuro».
Libertà di stampa, nel rispetto degli interessi del Paese
E le sorprese non finoscono qua: «Rispetteremo la libertà di stampa, perché i media saranno utili alla società e potranno aiutare a correggere gli errori dei leader», ha affermato il portavoce Zabihullah Mujahid, aggiungendo: «Dichiariamo al mondo che riconosciamo l’importanza del ruolo dei media. I giornalisti che lavorano per i media statali o privati non sono criminali e nessuno di loro sarà perseguito». E sulle giornaliste, il portavoce dei talebani ha detto che sarebbe stato loro permesso di continuare a lavorare, a condizione di indossare un hijab o di coprirsi i capelli. E ha aggiunto che verrà stabilito un «quadro legale» e nel frattempo dovrebbero «restare a casa, senza stress e senza paura: assicuro loro che torneranno al loro lavoro».
