Tariffe idriche: confronto tra capoluoghi di provincia in Italia
Il XVI Rapporto nazionale sui capoluoghi di provincia rivela differenze significative nelle tariffe idriche tra le città italiane
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I punti chiave
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Aumenta per le famiglie la spesa per i consumi dell’acqua
In otto anni i rincari dell’acqua hanno registrato un +40% con i picchi al sud.
È quanto emerge dal XVI Rapporto nazionale sulle tariffe idriche realizzato da Federconsumatori con la collaborazione della Fondazione Isscon. L’indagine analizza le tariffe aggiornate degli Ato e dei Gestori del servizio idrico integrato nel 2024 per tutti i capoluoghi di regione.
Punto di partenza dell’indagine, le tariffe applicate in tutti i capoluoghi di regione nel 2024 e come riferimento una una famiglia tipo composta da 3 persone con un consumo medio annuo di 150 oppure di 182 metri cubi /annui.
Nella composizione del costo finale sono comprese le voci relative a: acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione, quota fissa (o ex nolo contatori), componenti di perequazione e Iva al 10%.
Per 150 metri cubi di acqua si spendono anche 564 euro l’anno
Dai dati esaminati emerge che, per quanto riguarda una famiglia di 3 componenti per 150 metri cubi di consumo annuo, «dall’analisi delle tariffe sui 20 capoluoghi di regione italiani, registrano il costo più alto le città di Firenze, Perugia e Genova rispettivamente con 564,04 euro, 511,79 euro e 504,28 euro».


