Tax free shopping, con la nuova soglia +39% delle vendite
Dopo un 2023 da record, tra il 1° e il 25 febbraio 2024 (dopo l’introduzione della spesa minima a 70 euro ) le transazioni tax free sono salite del 39% con una serie di nuove nazionalità acquirenti, tra cui sudamericani, svizzeri e turchi
di Marta Casadei
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I punti chiave
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L’Italia fa meglio del mondo in termini di recupero della spesa tax free. I dati 2023 - presentati ieri a Milano da Global Blue, principale operatore tax free in Europa - fotografano un tasso di recovery sul 2019 che in Italia ha toccato quota 119%, a fronte di un 117% a livello globale. La provenienza geografica dei compratori più attivi è legata a due aree: Medio Oriente e America. Gli americani, nel corso del 2023, hanno fatto segnare un recupero della spesa del 240%.
Gli effetti della nuova soglia
Questi dati arrivano in momento in cui l’Italia ha cambiato la propria politica a riguardo della spesa tax free: poco più di un mese fa, infatti, è entrata in vigore una misura prevista nella legge di Bilancio 2024, che ha abbassato la soglia minima per l’applicazione del rimborso Iva a cittadini extra europei da 154,95 a 70 euro. I primi risultati sono positivi: tra il 1° e il 25 febbraio le transazioni tax free sono salite del 39% con una serie di nuove nazionalità acquirenti, tra cui sudamericani, svizzeri e turchi.
Milano hub dello shopping dei turisti
I prodotti più acquistati dai cittadini extra europei sono, come sempre, quelli della categoria Moda e abbigliamento (76%), con uno scontrino medio di 985 euro, in salita del 25% sul pre Covid. La spesa maggiore in termini di scontrino medio, tuttavia, è stata fatta nel segmento Orologi e gioielli (2.797 euro).
Milano si conferma la capitale italiana del tax free shopping con il 30% della spesa, seguita da Roma (20%) e Firenze (15%). «Nel 2023 abbiamo osservato una graduale ripresa dello shopping tax free, fino a superare i volumi del 2019: se a gennaio il tasso di recovery era ancora all’88%, da marzo si è attestato stabilmente sopra i livelli pre pandemici, con uno scontrino medio in crescita che ha raggiunto il suo apice nel periodo natalizio - ha commentato Tomas Mostany, svp Strategy & chief product officer di Global Blue -. Questi risultati sono stati conseguiti nonostante alcune importanti nazionalità non abbiano ancora raggiunto il full recovery. Ciò è particolarmente evidente nel caso dei cinesi, che comunque rappresentano la terza nazionalità per contribuzione alla spesa, divenendo primi nelle settimane del Capodanno cinese 2024 (19%)».
Le attese per il 2024
Le attese per il 2024 puntano, oltre che sugli americani, proprio sui cittadini della Repubblica Popolare che, dopo la riapertura ai viaggi all’estero iniziata timidamente lo scorso anno, già a febbraio 2024, in occasione del Capodanno cinese, hanno fatto sentire la loro presenza.

