Taxi: è scontro fra governo e sindaci sulle licenze
E nelle città proseguono le code alle stazioni e in aeroporto per mancanza di auto bianche
di N.Co.
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I punti chiave
- Salvini, è un servizio assolutamente insoddisfacente
- Il decreto Asset consente il 20% di licenze in più
- Gualtieri: decreto fatto male e inutilizzabile
- Sala: serve l’autorizzazione della Regione
- Odg: un registro elettronico per gestire l’incremento delle licenze
- Bittarelli (3570 e Uri): vanno risolti i problemi di Tpl e viabilità
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É scontro aperto tra governo e sindaci sull’emergenza taxi. Nelle città intanto proseguono le code alle stazioni e in aeroporto per mancanza di auto bianche. L’approvazione definitiva del decreto Asset dovrebbe risolvere - nelle intenzioni del governo - l’annoso problema legato allo strutturale incremento della domanda di taxi e alla scarsità delle vetture nei comuni capoluogo di regione, sede di città metropolitana o di aeroporto.
Salvini, è un servizio assolutamente insoddisfacente
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini attacca: «Da utente il servizio taxi non è all’altezza soprattutto nelle grandi città, dove ci sono grandi sfide in futuro, il Giubileo, le Olimpiadi invernali, Roma candidata all’Expo. Ora abbiamo messo in mano ai sindaci - dice al question time alla Camera - la possibilità di aiutare i loro cittadini prendendosi la responsabilità delle loro iniziative. Chi non lo farà poi non vada a cercare in casa altrui la responsabilità di un servizio ad oggi assolutamente insoddisfacente». E ricorda che «il decreto Asset è un punto di partenza, ora bisogna passare dalle parole ai fatti».
Il decreto Asset consente il 20% di licenze in più
Il decreto concede la possibilità di assegnare licenze incrementali sui taxi, arrivando fino al 20% di licenze in più. Finora, dice però Salvini, i sindaci non hanno messo in moto la macchina: «non ho visto nessun sindaco fare i bandi per assegnare le licenze». E i sindaci che non lo fanno, ha detto Salvini, citando espressamente il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, «vuol dire che sono contenti del servizio che offrono ai cittadini». Anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha invitato i primi cittadini a «non accampare scuse», citando in particolare il sindaco di Roma.
Gualtieri: decreto fatto male e inutilizzabile
«Il decreto è fatto male, è inutilizzabile», replica il sindaco della capitale Roberto Gualtieri, ad ogni modo, fa sapere che venerdì farà partire l’iter per l’aumento delle licenze: «c’eravamo fermati - spiega - per via delle norme nuove attese dal governo, che però non si possono usare. Ci vorranno dei mesi, ma abbiamo deciso di farlo e lo faremo». Il giorno dopo la bocciatura degli emendamenti al decreto che potevano essere utili per i Comuni, dice Gualtieri, «ho convocato per venerdì il tavolo sindacale che è il primo step per aumentare le licenze».
Sala: serve l’autorizzazione della Regione
Stessa linea per il sindaco di Milano, Beppe Sala: il Comune, fa sapere, «se la legge è cambiata, agirà». E spiega che «al di là delle dichiarazioni del ministro Salvini io non ho ancora visto un decreto legge che vada in quella direzione, e va bene. Ma quello che abbiamo pensato sino a stamattina è che dobbiamo attendere l’autorizzazione della Regione. Abbiamo bisogno di più taxi, se siamo noi nella possibilità cercheremo senz’altro di farlo».


