Taxi volanti, spettacoli e tecnologia: Neom, megalopoli del futuro nel deserto saudita
Battezzata Neom, è forse il piu' grande disegno di Riad, frutto inedito e controverso dI una alleanza tra i soldi e le ambizioni dei leader sauditi e gli uomini e le tecnologie Usa. Ci saranno taxi automatici e volanti, robot che puliscono case e strade, spettacoli di stile hollywoodiano sempre e ovunque
di Marco Valsania
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New York - Non e' una cattedrale nel deserto. E' un'intera metropoli, anzi megalopoli. Diecimila miglia quadrate e 500 miliardi di dollari di investimenti previsti per veder crescere dal nulla, da sabbie e rocce, come un miracolo, in un angolo sperduto sulla costa settentrionale dell'Arabia Saudita, una citta'-stato del futuro, grande quanto il Massachusetts e capace di mobilitare le “migliori menti” del pianeta. Battezzata Neom, e' oggi forse il piu' grande disegno di Riad, frutto inedito e controverso d'una alleanza tra i soldi e le ambizioni dei leader sauditi e gli uomini e le tecnologie anzitutto degli Stati Uniti.
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Ci saranno taxi automatici e volanti come droni; robot che puliscono case e strade; spettacoli di stile hollywoodiano sempre e ovunque; amenita' da Costa Azzurra francese; nuvole seminate come un giardino celeste assicurerebbero piogge dove l'acqua e' una rarita'; un Jurassic Park popolato di dinosauri elettronici offrira' avventure; robot esperti in arti marziali attireranno chi cerca piu' forti emozioni; e una gigantesca Luna artificiale illuminera' le mille e una notte di Neom mentre sabbie fosforescenti grazieranno le sue spiagge.
Per buona misura, un'iniziativa di ingegneria genetica dovrebbe rendere i ricchi e fortunati residenti di Neom piu' forti, sani e intelligenti, cosi' da far concorrenza alle innovazioni piu' avveniristiche di Silicon Valley lontano dai timori democratici di risvegliare spettri di darwinismo sociale e super-uomini. Ci saranno poi ospedali d'avanguardia, parchi di aziende tech, fabbriche di veicoli ultra-sofisticati.
Gia', Neom. Un gioco di parole che unisce un po' di greco - la radice della parola “nuovo” - e un po' d'arabo - la parola che significa appunto futuro. Un piano per dar corpo ai Jetsons, la serie animata dei Pronipoti che fantasticava sui discendenti dell'umanita'. Forse sara' un gioco, ma non e' niente affatto uno scherzo. E' il sogno determinato e molto personale - o incubo, per i critici - del principe ereditario di Riad, Mohammed bin Salman. Che ha evocato la citta'-modello negli ultimi due anni quale “capitale” della sua nuova Arabia Saudita, d'una economia diversificata e hi-tech e non piu' troppo dipendente dai tesori del petrolio.
