Cultura

Teatro opportunità di business per Pmi e Partite Iva

di Valeria Zanetti

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La cultura genera valore, anche economico, come dimostra l’esperienza del Teatro Stabile del Veneto che l’anno scorso ha conseguito un fatturato di 12 milioni, conta una cinquantina di dipendenti fissi e più di 350 tra tecnici e attori scritturati per gli spettacoli messi in scena ogni anno. A snocciolare i numeri è Claudia Marcolin, direttore generale della Fondazione Tsv, che racconta quali leve ha utilizzato gestire con spirito manageriale una grande impresa culturale del Nord Est, tra i 7 teatri più rilevanti a livello nazionale.

“Riceviamo contributi dai soci pubblici e anche dal ministero della Cultura, tuttavia è evidente che dobbiamo sempre più ragionare in un’ottica di gestione delle risorse provenienti dal privato. Il nostro obiettivo è quindi di aumentare questa componente di entrate. Nel 2024 siamo arrivati a 2,6 milioni di ricavi da sbigliettamento: prima del Covid, nel 2019, eravamo a 1,8 milioni”, osserva.

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“Nel 2022, il primo anno pieno dopo la pandemia, avevamo un 62% di entrate da contributi pubblici e la parte rimanente da altre voci (vendite di biglietti per gli spettacoli o altri servizi, entrate da privati, sponsorizzazioni, ndr). Nel 2024 i primi sono scesi al 58%”, completa. Il percorso intrapreso prevede inoltre l’ottimizzazione delle risorse pubbliche, in particolare provenienti dai Comuni, che avranno possibilità sempre più risicate di finanziare la Fondazione a causa dei continui tagli ai rispettivi bilanci. “Ci sarà meno disponibilità anche per la manutenzione sui teatri. Tra quelle che gestiamo, i palcoscenici sono stati costruiti a Venezia nel 1979, a Padova nel 1992 e Treviso nel 2004, una vita fa. Ovviamente non si può lavorare in tutti con intelligenza artificiale, algoritmi, tecnologie all’avanguardia”, afferma. “Ci interessa anche far capire al territorio che esiste una filiera del teatro. Lanceremo a breve con Confindustria Veneto Est, socio sostenitore, un workshop dedicato ai nostri fornitori, molti dei quali sono partite Iva e micro-piccole imprese, in tema di sostenibilità sociale, ambientale ed economica”, afferma. “Il Tsv è un ente pubblico e non può dimenticare la sua mission, tra i cui compiti c’è anche quello di stimolare la crescita della filiera su binari precisi”, aggiunge. Una scommessa sarà diventare sempre più inclusivi, per contrastare la transizione demografica. “Per lo più il nostro pubblico è composto da ultracinquantenni, con le università stiamo cercando di agganciare i giovanissimi e grazie alle nuove tecnologie creiamo esperienze nuove di spettacolo destinate anche ad un pubblico portatore di disabilità”, conclude Marcolin.

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