Innovazione

Tecniche di evoluzione assistita sotto attacco: distrutto un vigneto sperimentale a Verona

Non si tratta del primo caso in Italia. Condanna del ministro Lollobrigida. Il senatore Luca De Carlo propone di secretare le zone in cui sono attive le sperimentazioni Tea

di Giorgio dell'Orefice

Vigneto Tea distrutto da vandali vicino Verona

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«Quello di questa notte a Verona non è stato solo un attacco vigliacco, ma un danneggiamento gravissimo alla ricerca e al percorso intrapreso sulle Tea (tecniche di evoluzione assistita) per produrre di più e meglio». È la denuncia del senatore di Fratelli d’Italia Luca De Carlo, presidente della IX Commissione Senato - Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, all’attacco vandalico di questa notte al vigneto sperimentale dell’Università di Verona a San Floriano Valpollicella, inaugurato appena lo scorso mese di settembre. Nel vigneto erano piantate varietà di vite resistenti al fungo della peronospora.

«La scorsa estate i danneggiamenti al riso, oggi quello alle viti - ha aggiunto De Carlo -: il progresso e la scienza a qualcuno fanno paura, ma la loro violenza non fermerà il cammino verso un’agricoltura migliore».

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L’attacco al vigneto è inoltre da considerarsi più grave rispetto a quello che nel pavese lo scorso anno ha preso di mira una risaia sperimentale perché la ricerca sulle colture arboree come la vite è più complessa e richiede più tempi rispetto ai seminativi. «La difficoltà di ottenere varietà Tea sulla vite è molto più alta – ha aggiunto De Carlo – e se colpire un campo di riso vuol dire buttare 5 anni di ricerca, in casi come questi parliamo di almeno due decenni».

Il presidente della Commissione Industria e Agricoltura del Senato dopo aver espresso la propria solidarietà agli imprenditori colpiti ha anche promesso di attivarsi «subito con il ministero dell’Ambiente per togliere l’obbligo di geo-localizzazione dei terreni destinati alle coltivazioni Tea: trasparenza e chiarezza sono fondamentali nella ricerca, ma non è accettabile che ci sia che le trasformi in uno strumento per arrecare danni alla collettività e fermare l’avanzamento di studi oggi più che mai indispensabili».

Una ferma condanna dell’atto vandalico avvenuto in Valpolicella è stata espressa anche dal ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. «Un attacco – ha detto Lollobrigida - che danneggia tutto il mondo agricolo. La nostra solidarietà ai ricercatori, certo che continueranno con passione e competenza il loro lavoro. Se qualcuno teme l’innovazione, noi proseguiremo su questa strada per dare alla nostra agricoltura sempre più forza e strumenti per affrontare ogni criticità».

Unanime la condanna da parte delle organizzazioni agricole.Coldiretti ha in particolare sottolineato come atti del genere «dimostrano che c’è ancora troppa ignoranza sulle Tecniche di Evoluzione Assistita e sulla loro importanza per il futuro dell’agricoltura italiana soprattutto da parte di chi continua ad accomunarle immotivatamente agli Ogm. Mentre invece sono soluzioni per il miglioramento genetico che permetteranno di selezionare nuove varietà vegetali, con maggiore sostenibilità ambientale, minor utilizzo di input chimici, ma anche resilienza e adattamento dei cambiamenti climatici, e che non hanno nulla a che fare con i vecchi Ogm poiché non implicano l’inserimento di Dna estraneo alla pianta».

«Ad andare distrutte – ha spiegato il presidente della Copagri, Tommaso Battista - sono state cinque piante di vite, ottenute sempre in via sperimentale grazie al fondamentale via libera alle prove in campo delle Tea, che avrebbero permesso di ottenere varietà in grado di meglio rispondere a numerose problematiche di carattere fitosanitario, fra cui la famigerata peronospora, che nell’ultima annata ha rischiato di compromettere in maniera significativa la produzione enologica italiana».

Confagricoltura invece si è associata al senatore De Carlo sull’opportunità «di fronte al reiterarsi di questi atti spregevoli – hanno sottolineato – di chiedere al ministero dell’Ambiente di valutare l’effettiva opportunità di rendere pubblica la geolocalizzazione delle sperimentazioni in campo».

Sulla stessa lunghezza d’onda la Cia - Agricoltiri Italiani: «Non ci arrenderemo contro questa barbarie - ha detto il presidente Cristiano Fini -. Si tolga l’obbligo di geo-localizzazione dei terreni destinati alle Tea, si costruisca una rete più forte a protezione di chi nei campi lavora, davvero, per garantire e accrescere, a beneficio di tutti, la quantità e la qualità delle produzioni agricole italiane».

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