Telefonica, lo Stato spagnolo al 10% dopo l’ingresso di Saudi Telecom
Blitz del Governo di Madrid nella partita per l’assetto del colosso nazionale. Il ritorno del pubblico dopo la privatizzazione del 1997: la quota vale 2 miliardi
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I punti chiave
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Un investimento nel capitale di Telefónica che «rafforzerà la sua stabilità azionaria e, di conseguenza, preserverà le capacità strategiche di essenziale importanza per gli interessi nazionali». Blitz del Governo spagnolo che ha deciso di muovere, con decisione, nella partita che vede al centro la principale compagnia telefonica del Paese.
L’Esecutivo ha comunicato, infatti, di aver approvato l’acquisto, da parte della Sociedad Estatal de Participaciones Industriales (Sepi), il braccio industriale dello Stato, fino al 10% del capitale di Telefónica, diventando così il maggiore azionista dell’operatore.
Con questa operazione lo Stato tornerà nel capitale della compagnia dopo la sua completa privatizzazione del 1997. Stando ai prezzi di mercato, la partecipazione è valutata circa 2 miliardi di euro.
La mossa
La decisione del Governo spagnolo arriva in risposta all’ingresso nel capitale, a inizio settembre, di Saudi Telecom Company (Stc): il più grande operatore di telecomunicazioni dell’Arabia Saudita, controllato dalla famiglia reale, con una quota di mercato del 75% e che gestisce il 90% del volume di traffico internet e dati del Paese, con ricavi per circa 17 miliardi e una capitalizzazione di mercato (alla Borsa saudita) di 49,2 miliardi di euro. Stc è arrivato al 4,9% del capitale con un’opzione per un ulteriore 5% attraverso strumenti finanziari convertibili.
Una mossa questa, che ha fatto dell’operatore saudita il primo azionista della telco iberica davanti al gruppo bancario Bbva (4,87%), a Blackrock (4,48%) e CaixaBank (3,5%).



