Piano da 16,5 miliardi in cinque anni

Terna accelera sullo sviluppo della rete: in pista 10,8 miliardi di investimenti al 2028. Focus sulle attività regolate

La ceo Di Foggia: «È il piano industriale con gli investimenti più alti mai registrati nella storia di Terna: 16,5 miliardi di euro in cinque anni»

di Celestina Dominelli

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Il più alto sforzo di sempre nelle attività regolate, che beneficeranno di 15,5 miliardi di investimenti da qui al 2028, per spingere sul rafforzamento della rete di trasmissione elettrica e per sviluppare la capacità di interconnessione con l’estero. È questo il cuore del nuovo piano industriale 2024-2028 presentato oggi alla comunità finanziaria dall’amministratrice delegata di Terna, Giuseppina Di Foggia, al vertice della società dallo scorso maggio. Il piano prevede nel complesso 16,5 miliardi di investimenti in cinque anni, +65% rispetto all’ultimo piano che risale a due anni orsono, di cui 2,6 miliardi nel 2024.

Di Foggia: piano con investimenti record nella storia di Terna

«Sono orgogliosa di presentare il piano industriale con gli investimenti più alti mai registrati nella storia di Terna: 16,5 miliardi di euro in cinque anni, con circa l’80% delle opere già autorizzate e oltre il 70% già coperto da contratti con i fornitori», è il commento della numero uno Di Foggia che pone l’accento sulla cosiddetta “twin transition” per rimarcare il doppio binario, energetico e digitale (che assorbirà un investimento di circa 2 miliardi nell’arco di piano), che caratterizzerà le prossime mosse della società. Che oggi ha diffuso anche i risultati del 2023 chiusi con utile netto di gruppo a 885,4 milioni (+3,3% rispetto al 2022), un ebitda a 2,2 miliardi (+5,3%) e un ebit a 1,4 miliardi (+2,2%), mentre i ricavi si attestano a 3,2 miliardi, in crescita del 7,5% sull’anno prima.

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Gli investimenti sulla rete

Tornando al piano, Terna ha previsto un incremento degli investimenti per lo sviluppo della rete elettrica che ammontano complessivamente a 10,8 miliardi di euro e che serviranno soprattutto a risolvere le congestioni della rete e ad aumentare la capacità di trasporto tra le diverse zone di mercato, oltre che a favorire l’integrazione delle fonti rinnovabili e al miglioramento della qualità del servizio.

Il piano di sicurezza

Circa 1,7 miliardi saranno poi destinati al piano di sicurezza, finalizzato a rafforzare e a potenziare le funzionalità tecnologiche e tecniche del sistema elettrico e, quindi, interventi necessari alla regolazione di tensione e alla stabilità dinamica del sistema elettrico. Infine, circa 2,9 miliardi di euro saranno dedicati alle attività di rinnovo ed efficienza degli asset, principalmente per razionalizzare le infrastrutture esistenti e per la sostituzione delle componenti obsolete.

Il capitolo della Rab

Insomma, la società è intenzionata ad accelerare sullo sviluppo dell’infrastruttura elettrica in modo da raggiungere, a valle degli investimenti previsti, un livello per il valore degli asser regolati (la cosiddetta Rab) pari a 30,6 miliardi di euro nel 2028, con una crescita media annua (Cagr) nell’arco di piano pari all’8%. A fine 2024, invece, la Rab è attesa a 22,5 miliardi di euro, mentre a fine 2023 l’asticella è prevista attestarsi a 20,4 miliardi di euro.

Il contributo delle attività non regolate

Quanto alle attività non regolate, si prevede che apporteranno un contributo all’ebitda del gruppo pari a circa 600 milioni di euro cumulati nell’arco di piano. E qui l’azienda punta a sfruttare tutte le opportunità di crescita collegata all’avanzamento della transizione energetica e che potranno spingere l’ulteriore avanzamento dei business dedicati all’approvvigionamento di componenti essenziali allo sviluppo della rete come trasformatori (Tamini) e cavi (Brugg Cables), ma anche quello dei servizi di consulenza per l’efficienza energetica (Avvenia).

I target al 2028

Venendo ai target finanziari, i ricavi di gruppo nel 2028 sono previsti in crescita a 4,60 miliardi di euro e l’ebtida a 3,25 miliardi di euro, con una crescita media annua nell’arco di piano di circa l’8% per i ricavi e di oltre l’8% per l’ebitda. Nel 2024, in particolare, è previsto che i ricavi si attestino a 3,55 miliardi di euro e l’ebitda a 2,42 miliardi di euro.Previsto in miglioramento, rispetto al consuntivo 2023, anche l’utile netto di gruppo che porterà a un utile per azione (Eps) di 49 centesimi di euro nel 2024 e di 55 centesimi nel 2028, con una crescita media annua nell’arco di piano di circa il 5%.

La politica di dividendi

Sul fronte dei dividendi, infine, nell’arco di piano la nuova politica prevede una crescita annua minima del dividendo per azione (Dps) pari al 4%, assumendo il 2023 come anno di riferimento.Per il 2024, il dividendo per azione (Dps) sarà pari al valore più alto tra la crescita del 4% rispetto al 2023 e un payout del 75%. L’eventuale maggior dividendo distribuito nel 2024 non avrà impatto sui dividendi dal 2025 in poi.

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