Terna vara un piano da 520 milioni per la rete lombarda
di Celestina Dominelli
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Il 30% degli investimenti previsti complessivamente nel Nord Italia a conferma della centralità della regione nelle strategie future di Terna. Tradotto: per la Lombardia, la società guidata da Stefano Donnarumma ha messo sul piatto, d qui ai prossimi cinque anni, oltre 520 milioni di euro che serviranno a sviluppare e a rafforzare la rete elettrica regionale per consentirle di accompagnare al meglio il percorso di transizione energetica in cui la spa dell’alta tensione punta ad avere un ruolo cruciale.
Uno sforzo consistente, dunque, che vedrà impegnati 260 milioni per interventi di ammodernamento e resilienza degli asset esistenti. Un passaggio, quest’ultimo, che consentirà, nei tratti in cui sarà necessario, lo svecchiamento dell’infrastruttura regionale: saranno così demolite circa 97 chilometri di linee aeree esistenti e saranno realizzati 95 chilometri di cavi interrati, di cui circa 26 chilometri andranno appunto a rimpiazzare, con linee di ultima generazione, strutture ormai vetuste in olio fluido.
Il riassetto della rete
Tra gli interventi più importanti previsti per la Lombardia, figura il riassetto della rete elettrica a 380 kilovolt della provincia di Lodi che permetterà di aumentare la magliatura e l’efficienza del servizio di trasmissione dell’energia. Gli investimenti messi in campo nella Regione serviranno poi anche a razionalizzare dell’infrastruttura elettrica della Valle Sabbia. L’intervento programmato nell’area servirà a rendere la rete più affidabile e resiliente per l’industria del luogo, a cominciare dalle acciaierie presenti in quel distretto. Per centrare questo traguardo, saranno quindi riorganizzate delle linee e saranno demoliti alcuni tracciati aerei. Si procederà, inoltre, alla realizzazione di due stazioni di trasformazione e smistamento, nonché di un cavo interrato di 1,5 chilometri tra la stazione di Agnosine e la ferriera Val Sabbia. Per aumentare la performance della rete, Terna ha poi previsto la costruzione di un collegamento più moderno ed efficiente con la centrale idroelettrica di Ponte Caffaro in modo da contribuire alla diffusione di energia verde al servizio delle imprese ad alto consumo energetico sul territorio.
La nuova Cassano-Chiari
Per incrementare la sicurezza e l’efficienza della rete lombarda, la società ha messo nero su bianco anche la riqualificazione a 380 kilovolt dell’elettrodotto già esistente Cassano-Chiari: 35 chilometri di linee a 220 kilovolt. L’opera, che costerà 60 milioni e che ha incassato a fine dicembre, l’autorizzazione del ministero dello Sviluppo Economico a valle della valutazione positiva di impatto ambientale (decreto di Via) e dell’ok della Conferenza dei servizi, d’intesa con la Regione, è entrata nella fase di progettazione esecutiva, lo step propedeutico all’apertura dei cantieri prevista per il 2022.
L’intervento sarà realizzato in sinergia con il collegamento autostradale Brescia-Bergamo (la Brebemi) e percorrerà per circa il 60% il tracciato esistente. Un cambio di passo, quindi, necessario per la rete attuale e che ha visto la società impegnata, come sempre, durante tutto il procedimento autorizzativo, in un percorso di ascolto e condivisione del progetto con le amministrazioni e le comunità locali interessate dai lavori.

