Elezioni regionali

Salvini blinda Zaia sul terzo mandato: «Squadra che vince non si cambia»

Riunione del Consiglio federale della Lega: «Il Veneto è un modello di buon governo apprezzato a livello nazionale e internazionale»

di Redazione Roma

Articolo aggiornato il 16 gennaio 2025, ore 20:20

Terzo mandato, Zaia: "Veneti vogliono mia ricandidatura. No a nomi calati dall'alto"

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È un messaggio perentorio - “via il vincolo del terzo mandato” - quello che la Lega ha mandato al Governo da Palazzo Balbi, sede della presidenza della Regione Veneto. Perchè, continua a ripetere Luca Zaia (al momento non ricandidabile in base alla legge nazionale) la questione del terzo mandato «è un’anomalia tutta nostra». E il governatore del Veneto ha voluto puntualizzare: «Non sto facendo alcuna battaglia sul terzo mandato. Ma con lo sblocco dei mandati è ovvio che mi ricandiderei. Darei una risposta ai tanti cittadini che mi chiedono di farlo».

Intanto Matteo Salvini blinda Zaia. Nel pomeriggio di giovedì 16 gennaio si è svolta una riunione del Consiglio federale della Lega. L’incontro, che è durato circa due ore, si è tenuto a Roma e a distanza via Zoom. Presente il segretario leghista e, fra gli altri, i suoi vice Claudio Durigon, Alberto Stefani e Davide Crippa e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti e quello delle Autonomie, Roberto Calderoli. «Totale sintonia e condivisione degli obiettivi fra Matteo Salvini, Luca Zaia e l’intero consiglio federale. Il Veneto è un modello di buon governo apprezzato a livello nazionale e internazionale. Per la Lega, squadra che vince non si cambia», si legge in una nota del partito divulgata al termine dell’incontro.

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Salvini: sul Veneto troveremo quadra

«Sicuramente - ha detto Salvini intervistato da Bruno Vespa a 5 Minuti- un conto è il voto politico. Altra cosa è la buona amministrazione locale. Se il buon governo della Lega e di Zaia in Veneto da anni è riconosciuto a livello internazionale da tutti i punti di vista, metterlo in discussione per equilibri politici e per scelte romane non mi sembrerebbe utile. Quindi sono sicuro - ha concluso - che con gli alleati troveremo una quadra come abbiamo sempre trovato e sono sicuro che nessuno voglia mettere in discussione uno dei governi più virtuosi d’Europa per mettere una bandierina da qualche parte».

Diverso lo schieramento politico ma identica l’ambizione del governatore della Campania Vincenzo De Luca, anche lui intenzionato a correre per un terzo mandato malgrado il mancato appoggio del suo partito (il Pd) a una sua ricandidatura

La legge nazionale del 2004 con il tetto dei due mandati

Nel 2004, quando, con il governo di centrodestra, ci fu l’approvazione della legge sull’elezione dei presidenti di regione, si decise di copiare direttamente la normativa che regolava l’elezione diretta del sindaco. E questa prevedeva il tetto dei due mandati. Tutti, all’epoca furono d’accordo. In questo modo si scrisse ’un principio secco’, non generico, che è di fatto auto-applicativo. Cioè entra in vigore dal 2004 per tutte le Regioni ordinarie che prevedano l’elezione diretta, ossia tutte, visto che nessuna ha fatto una scelta diversa in deroga. E il principio è stato ritenuto talmente valido che è stato persino inserito nella proposta di riforma del Premierato. Anche se in Veneto nel 2012 la prima giunta guidata da Luca Zaia ha approvato una legge elettorale regionale che, inserendo il limite dei due mandati, con una norma transitoria ha previsto che tale limite si applicasse esclusivamente agli incarichi ricoperti dopo l’approvazione della legge stessa. Ecco perché nel 2020 Zaia si è potuto ricandidare in Veneto (dove la prossima tornata elettorale è prevista a fine anno) per un terzo mandato.

Il ricorso del governo contro la legge campana

Una strada simile è stata intrapresa dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che vorrebbe ricandidarsi di nuovo, alla luce della recente normativa regionale in base alla quale la conta dei due mandati comincia da quando la Regione recepisce la legge nazionale. Ma questa storia del “recepimento”, anche a detta di molti costituzionalisti, non reggerebbe visto che il principio essendo secco è entrato immediatamente in vigore senza che si debba recepire e il divieto di un terzo mandato consecutivo è direttamente auto applicativo. Il Governo ha così presentato ricorso contro la legge regionale della Campania confidando in una sentenza favorevole della Corte Costituzionale.

Le speranze nella Consulta di Zaia e De Luca

L’unica strada di De Luca e Zaia per potersi ricandidare al momento sarebbe quella di una pronuncia a loro favore da parte della Consulta.

Lo scontro tra Lega e Fdi per il candidato nel Veneto

Intanto in Veneto, più passano le settimane più si avvicina la resa dei conti (o l’accordo) tra alleati del centrodestra: Fdi da una parte, forte degli ultimi successi elettorali, rivendica per sè la poltrona nel palazzo veneziano, la Lega dall’altra, mette invece sul tavolo la sua presenza storica e capillare nelle amministrazioni del territorio, e un campione delle urne come Zaia. A dar manforte al collega di partito è arrivato anche il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, che ha detto di ritenere sbagliata l’impugnazione del Governo sulla legge della Campania: «Ribadisco che è un errore - ha affermato, riferendosi al terzo mandato - perché c’è un’elezione diretta, massima espressione di democrazia. Credo che sia un motivo in più per dire che è giusto il terzo mandato»

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