Tesla, richiamo record negli Usa per l’Autopilot: oltre due milioni di vetture
Software di guida nel mirino dell’agenzia per la sicurezza stradale. Aggiornamenti Ota su quasi tutti i veicoli venduti negli Stati Uniti dal 2012
3' min read
I punti chiave
3' min read
Mercoledì nero per Tesla. La casa produttrice di auto elettriche guidata da Elon Musk deve “richiamare” poco più di due milioni (2,03) di veicoli negli Stati Uniti, praticamente la quasi totalità di quelli venduti dal 2012, per apportare correttivi al software Autopilot, ritenuto non sufficientemente sicuro. Si tratta del quarto richiamo in meno di due anni e del maggiore della sua storia. Inoltre le Model 3 a trazione posteriore e Long Range vedranno dimezzarsi il credito d’imposta federale fino a 7.500 dollari a partire dal 31 dicembre, in base alle nuove linee guida previste dall’Inflation reduction Act (Ira), la legge degli Stati Uniti che finanzia con centinaia di miliardi di dollari la transizione ecologica. Gli altri modelli Tesla manterranno l’intero beneficio. Il titolo Tesla ne ha risentito, perdendo anche oltre il 3%, per poi recuperare e chiudere in positivo, +0,96 per cento.
Indagine iniziata ad agosto 2021
Ma torniamo al “richiamo” record, per il quale Tesla dovrà operare con aggiornamenti a distanza (Ota, over-the-air) su Tesla Model 3, S, X and Y vendute negli States tra il 2012 e il 2023. Lo ha reso noto la National Highway Traffic Safety Administration (Nhtsa), ovvero l’agenzia che dipende dal Dipartimento dei Trasporti e stabilisce gli standard di sicurezza. La Nhtsa ha indagato da agosto 2021 per verificare se i veicoli Tesla fossero in grado di non indurre in errore i conducenti quando utilizzano il sistema di assistenza alla guida. Autopilot, ricordiamolo, è un livello 2 (avanzato) secondo la tabella SAE dei livelli di automazione e quindi non consente che l’auto faccia da sé, come il nome potrebbe lasciare intendere.
Conclusione della Nhtsa: la tecnologia utilizzata da Tesla espone a un «prevedibile uso improprio» e può aumentare la sicurezza solo se usata in modo responsabile. La creatura di Elon Musk ha sempre sostenuto di invitare i clienti a continuare a fare attenzione quando l’Autopilot è in funzione, ma secondo le autorità americane il consiglio appare talvolta in contraddizione con le dichiarazioni pubbliche di Tesla, il cui linguaggio per descrivere i possibili rischi della tecnologia tenderebbe a metterne in risalto i vantaggi, minimizzando i pericoli.
L’ammissione di Tesla
Lo stesso segretario ai Trasport, Pete Buttigieg, mesi fa aveva chiesto a Tesla di non chiamare la sua guida assistita Autopilot. Quanto alla Nhtsa ha preso in esame 322 incidenti oltre a decine di sinistri con vittime in cui si sospetta la responsabilità dell’Autopilot (23 i decessi). Tesla ha ammesso che i controlli del software Autopilot «potrebbero non essere sufficienti a prevenire un uso improprio da parte del conducente». L’amministratrice ad interim della Nhtsa, Ann Carlson, aveva dichiarato a Reuters all’inizio di quest’anno che è «davvero importante che i sistemi di monitoraggio dei conducenti tengano conto del fatto che gli esseri umani si fidano troppo della tecnologia».
Tesla, quindi, distribuirà un aggiornamento software Ota che «incorporerà controlli e avvisi aggiuntivi rispetto a quelli già presenti sui veicoli interessati per incoraggiare ulteriormente il conducente ad attivare la propria responsabilità di guida continua ogni volta che Autosteer è attivato», il che vuol dire mantenere le mani sul volante e prestare attenzione alla strada.


