Tesla, vendite in forte calo nei suoi mercati strategici di Germania, Cina e Stati Uniti
Dopo il campanello d’allarme del crollo delle vendite in Norvegia l’area più sensibile all’acquisto di auto elettriche in Europa, altri Paesi a livello globale confermano la discesa del brand di Elon Musk.
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I punti chiave
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Tesla, dopo il brusco crollo in Norvegia, deve fari i conti vendite in forte calo in altri paesi strategici per il brand e cioè Germania, Cina e Stati Uniti. Tanto che se meno di un anno fa il ceo Elon Musk annunciava che avrebbe venduto 20 milioni di veicoli elettrici all’anno entro il 2030, l’ambizioso obiettivo sembra irrealizzabile visto che già nel 2024, il brand di Elon Musk ha dovuto fare i conti col suo primo calo annuale delle vendite in un decennio. Senza contare che ora, come detto, le immatricolazioni di Tesla continuano a scendere a precipizio in diversi mercati importanti a livello globale. Ma facciamo un passo indietro per registrare che le vendite di Tesla in Norvegia sono crollate del 44,4% tra gennaio e febbraio di quest’anno, nonostante il mercato complessivo dei veicoli elettrici nel paese scandinavo sia cresciute addirittura del 53,4%.
Il trend va ancora peggio in Germania.
Nuovi dati dell’Autorità federale tedesca per i trasporti a motore dimostrano che a gennaio 2025 le vendite di Tesla sono crollate del 59,5%, con solo 1.277 nuove auto immatricolate nel paese. La situazione è anche peggiorata a febbraio. Le vendite sono diminuite di un sorprendente 76,3% rispetto a febbraio 2024, con solo 1.429 unità vendute. Tra gennaio e febbraio, Tesla ha consegnato 2.706 veicoli in Germania, segnando un enorme calo del 70,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il discesa di Tesla è ancora più sorprendente se si considera che le vendite complessive di elettriche in Germania sono aumentate del 30,8% a febbraio.
In Cina si sta mettendo molto male
E poi c’è la Cina, dove le cose si mettono male per Tesla in uno dei suoi mercati più importanti al mondo. I dati preliminari della Passenger Car Association cinese rivelano che Tesla ha prodotto e venduto 30.688 veicoli a febbraio 2025, un calo del 49,16% rispetto alle 60.365 auto vendute a febbraio 2024. Questo totale include sia le vendite nazionali che le esportazioni, ma è chiaro che la quota di mercato cinese di Tesla si sta riducendo. Se si considera la concorrenza dei produttori locali di veicoli elettrici, il quadro diventa ancora più confuso. Si può affermare che la traiettoria di crescita globale di Tesla ha incontrato alcuni ostacoli. Mentre l’azienda rimane leader nel settore dei veicoli elettrici, il suo dominio un tempo inattaccabile nei mercati chiave sta mostrando segni delle difficoltà.
Le ragioni di una parabola discendente
Sia che si tratti di stanchezza del prodotto o della natura controversa del suo ceo o della saturazione del mercato o forse di un tempismo sbagliato nella transizione da vecchio a nuovo del suo veicolo più venduto, la Model Y, lo splendore sta iniziando a svanire. E veniamo agli Stati Uniti. A gennaio 2025, le vendite di Tesla negli Stati Uniti hanno registrato una contrazione significativa. In California, mercato chiave per le auto elettriche, la quota di Tesla è scesa dall’oltre 60% del 2023 al 52,5% del 2025. In compenso c’è una nuova costante sulle strade della California: il Cybertruck. Secondo l’ultimo Outlook for 2025 della California New Car Dealers Association, il Cybertruck ha scalato la classifica dei veicoli elettrici a batteria e ibridi plug-in più venduti, arrivando al sesto posto. Lo scorso trimestre era solo ottavo e, nel trimestre precedente, addirittura dodicesimo.
Il titolo di Tesla è in un’importante discesa
Non poteva che toccare anche al titolo Tesla di entrare in un momento critico, registrando una discesa che ha portato il prezzo delle azioni Tesla al disotto dell’importante livello di supporto dei 300 dollari. Gli investitori si interrogano: siamo di fronte a un’opportunità unica per acquistare a prezzi scontati o la situazione potrebbe peggiorere? Il titolo, infatti, ha subito una seria flessione del 30% tra timori di rallentamento della crescita, oltre che concorrenza più aggressiva e anche preoccupazioni legate a scelte strategiche del ceo Elon Musk. Al punto di arrivare a perdere lo status di azienda da 1 trilione di dollari, segnalando di conseguenza una fragilità che non può essere ignorata. Se il momento è delicato, tuttavia, è pur sempre vero che Tesla rimane il leader nell’innovazione tecnologica, con dei prodotti che potrebbero cambiare il futuro della mobilità. Tuttavia la valutazione del titolo appare troppo elevata rispetto ai fondamentali di oggi, suggerendo che la pressione ribassista potrebbe non essere terminata.




