Frodi e vino

«This is not prosecco», campagna in Uk contro il finto prosecco in lattina o alla spina

Operazione informativa del Consorzio di tutela, pianificata in particolare nella metropolitana londinese con l’affissione di880 manifesti.

di Emiliano Sgambato

Smettete di chiamarlo “prosecchino” solo perché ha le bollicine!

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Che in inghilterra siano amanti del Prosecco italiano è noto, ma purtroppo non è una novità nemmeno che circolino molti “tentativi di imitazione”, addirittura “alla spina” dove qualche tipo di generica bevanda alcolica frizzante viene spacciata per il vino del Triveneto (che è di denominazione di origine protetta e vendibile solo in bottiglia). Addirittura nel 2020 era apparso un sedicente bancomat del Prosecco.

Il contrasto a questo fenomeno è in atto da tempo, ma molti sono rimasti stupiti dei manifesti apparsi ultimamente nella metropolitana londinese con il claim “This is not Prosecco”, parte della campagna sviluppata anche nel resto del Regno Unito dal Consorzio di tutela per contrastare la vendita dei «fake» delle famose bollicine italiane.

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«La campagna di comunicazione avviata in Uk a dicembre 2023 è stata pensata e messa in atto per tutelare il consumatore – afferma il presidente del Consorzio Doc, Stefano Zanette –. È importante sapere che il Prosecco può essere venduto esclusivamente in bottiglia e che la vendita alla spina di vino denominato Prosecco è un atto fraudolento».

L’ufficio tutela, aggiunge Zanette, «lavora quotidianamente, in collaborazione con le autorità locali, al fine di contrastare i continui fenomeni che vedono l’uso indebito del termine “Prosecco” nella vendita di vini frizzanti nella capitale londinese».
In particolare questa volta con una campagna informativa imponente, pianificata in particolare nella «tube» londinese con l’affissione di 880 manifesti. Il tutto a difesa di un mercato che per export è secondo solo agli Usa con circa 85,5 milioni di bottiglie commercializzate da settembre 2022 a settembre 2023.

Intanto il Prosecco Doc si è confermato anche per il 2023 prima doc italiana sia a volume che a valore, con una produzione di oltre 616 milioni di bottiglie. «Si è registrato tuttavia un calo del 3,5% negli imbottigliamenti rispetto all’anno precedente – notano dal Consorzio – che scende sotto il 2% se non si considera la tipologia rosé, che ha subito un calo più significativo, pur continuando a rappresentare oltre l’8% dell’intera Denominazione».

«Nell’analizzare i dati non possiamo non tener conto di un contesto internazionale piuttosto complicato – ha commentato spiega Zanette – e di una situazione economica pesantemente condizionata da un’inflazione che, seppure in calo, pesa notevolmente sui bilanci delle famiglie, sia in Italia che in molti dei nostri mercati più importanti».

Ora l’attenzione del Consorzio è «su alcune importanti modifiche del disciplinare di produzione che riguarderanno una maggiore segmentazione delle produzioni, sia in termini qualitativi che geografici, ma anche il confezionamento e l’etichettatura».

«Ciò al fine di meglio rispondere alle attese dei consumatori più esigenti – ha detto Zanette – nella convinzione che il Prosecco saprà rappresentare, anche per il futuro, una delle eccellenze enologiche italiane più apprezzate al mondo».

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